Rispondo a Cuccì rinnovando la richiesta di dimissioni da Sindaco
Nell’interesse di Sperlinga e degli Sperlinghesi
Principalmente per ragioni estetiche nonchè per il rispetto dovuto a chi legge, farei volentieri a meno di commentare l’incommentabile commento del Sig. Cuccì al mio scritto sul Poligono militare.
Tuttavia, non posso sottrarmi ad alcune succinte osservazioni, necessarie per diradare la nebbia della confusione con la quale si vorrebbero coprire i fatti.
Amareggia dover assistere ancora alle performance di questo mago della finzione e professionista della ipocrisia politica.
Che, chiuso dentro un grosso pallone di boria, forse non realizza a pieno il danno che sta arrecando a Sperlinga e ai suoi cittadini.
In termini di immagine, esponendo il paese al ridicolo ed in termini effettivi tentando, irresponsabilmente, di trasformare il suo territorio nella Teulada della Sicilia.
Alla base, con ogni probabilità, esiste un sentimento di auto-sopravvalutazione cui specularmente corrisponde una estrema sottovalutazione del prossimo.
Infatti, solo chi ha l’abitudine di sottostimare l’intelligenza dei cittadini può non capire che essi capiscono.
Come anche nel caso di questo suo “commento”.
Laddove Cuccì, nel momento in cui concentra “l’attenzione” su chi scrive glissando sullo scritto, in verità sta solo depistando.
Ripiegando sulla codarda strategia dell’argomento ad hominem, tipica dei diversamente coraggiosi che, non avendo la forza di controdedurre sui fatti, preferiscono attaccare chi li espone. Così fuggendo dalla realtà e dalle loro responsabilità.
Chiaro , in ogni caso, è che siamo di fronte alla reazione di chi, punto sul vivo, esterna più con l’emozione che con la ragione, guadagnando così ulteriori crediti per il conseguimento del diploma di ex Sindaco di Sperlinga.
Che qualsiasi Commissione di Stato, con questo curriculum, gli concederebbe a pieni voti.
Sospinto da questa astiosa onda emotiva, Cuccì prende fragorose cantonate anche sui concetti di credibilità e di serietà.
Nel momento in cui egli, da vincitore cronico, li associa e fonda sul curriculum elettorale altrui.
Tale per cui, secondo una deontologia democratica di nuova zecca, chi ha perso le elezioni nell’ultimo quarto di secolo non sarebbe degno di risposta.
E, poco importa, se per trent’anni, costui abbia svolto il ruolo (di vice-sindaco prima e di consigliere dopo) con disciplina e onore sempre risultando il primo degli eletti nelle relative liste di appartenenza.
Servendo senza mai servirsi del Comune, mai utilizzato come sgabello per mire di potere o traguardi di carriera.
In quanto agli scenari di guerra, rimango sempre del parere che è meglio apocalitticamente evocarli – con il rischio di far ridere- che irresponsabilmente realizzarli – con la sicurezza di far piangere.
Ora, da semplice cittadino e da uomo libero, rivendico il diritto di esprimere il mio pensiero.
Con cui qualsiasi sindaco dovrebbe avere il dovere di confrontarsi, almeno fino a quando questo paese farà parte della democratica Repubblica Italiana e non della autocratica Federazione Russa di Putin.
Infine, va senz’altro rinnovato l’invito al cambio di stagione.
Per cui, chi di competenza, abbia il buon senso di togliere i panni invernali della supponenza e di tirare fuori dal suo guardaroba politico la gruccia con l’abito primaverile della umiltà.
Indossato il quale, di sicuro, non resisterà un minuto di più a dimettersi da Sindaco di Sperlinga.
Questo è l’interesse di Sperlinga.
Questo è il volere della maggioranza degli Sperlinghesi.
Michele Lo Bianco ex amministratore Comune di Sperlinga


