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Maturità 2020: tra reale e virtuale – di Rosalia Passamonte

Maturità 2020: tra reale e virtuale

La ministra dell’Istruzione: “Gli esami in presenza non erano scontati”. Cinquecentomila maturandi chiamati a sostenere un colloquio di un’ora davanti ai loro professori, tra gel e mascherine.

Se sei in quinta superiore, l’8 giugno non è stato il tuo ultimo giorno di scuola (a distanza), ma c’è un’altra data che hai ben in mente: 17 giugno, giorno in cui ha avuto inizio la Maturità 2020.
Quasi 500mila ragazzi e ragazze affronteranno l’Esame di Stato quest’anno: una tappa di vita tanto sognata ma allo stesso tempo temuta al fine del completamento del loro percorso scolastico. Sicuramente però non l’avevano immaginato così, a causa delle restrizioni per l’emergenza sanitaria Covid-19: un unico maxi esame orale.
Non potevano certo neanche immaginare di arrivare alla Maturità senza mega sessioni di studio di gruppo, ma al massimo ci si vede su Zoom, perché gli assembramenti ancora non sono concessi. E così anche i saluti e la festa di rito sono rimandati, sono più in sordina oppure sono virtuali.
Insomma, nel momento in cui stanno per aprire il capitolo della loro vita da adulto indipendente, si sono ritrovati relegati nella propria cameretta osservando l’evolversi della quotidianità cambiare dall’oggi al domani, spazzando via le certezze verso il futuro.
È più che normale se in questi giorni i giovani hanno sentimenti di insicurezza, persino di rabbia, data la situazione; è la sfera emotiva condivisa da tutti gli studenti di quinta superiore in Italia che stanno attraversando la stessa situazione. Un momento scolastico molto impegnativo, in un periodo tanto difficile per il mondo.
Gli studenti dovranno cimentarsi, a differenza degli altri anni, in un solo colloquio orale, dove dovranno dare prova delle loro abilità apprese, nonostante il periodo di lockdown.
Una prova di maturità lodevole anche per gli insegnanti che, in questo periodo tanto complesso, non hanno lasciato soli i ragazzi seguendoli passo dopo passo in una tappa di notevole rilevanza, sia sotto il punto di vista scolastico che umanitario.

Rosalia Passamonte

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