Comitato dei volontari per la raccolta di firme per la provincia di Enna
MARCO CAPPATO AD ENNA INCONTRA GIORNALISTI E CITTADINI martedì 27 alle ore 15.00 – Enna Bassa, Viale dell’Unità d’Italia vicino Bar Etolie e Bruno Euronics
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Sta procedendo anche in provincia di Enna, come in tutta Italia, la raccolta di firme a per promuovere il referendum abrogativo a sostegno della possibilità legale della eutanasia per i malati gravi irreversibili, maggiorenni, capaci di intendere e di volere e consenzienti.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Luca Coscioni, ed è quindi apartitica, per questo in ogni comune italiano le adesioni sono personali, anche se stanno aderendo diverse organizzazioni politiche e sindacali.
In provincia si sono già attivati tavoli ad Enna, Aidone e Piazza Armerina e sono previste iniziative a Troina, Villarosa, Catenanuova, Regalbuto, Leonforte e in altri comuni, mentre in quasi tutti ci sono referenti, avvocati e consiglieri comunali abilitati alla raccolta delle firme che stanno sostenendo l’iniziativa.
Nella città di Enna si stanno raccogliendo firme nei tavoli al Belvedere Marconi e in Piazzetta Bovio, e martedì 27, alle ore 15.00, si terrà ad Enna Bassa, davanti al caffè Etoile, una conferenza stampa e una raccolta di firme con il promotore dell’iniziativa Marco Cappato, esponente di punta della Associazione Coscioni.
Marco Cappato, è noto ai più per la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale; con tale sentenza, la Corte esclude la punibilità di chi, agevola l’eutanasia “di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”.
La sentenza è stata emessa a fine del procedimento che vedeva coinvolto Marco Cappato, per avere accompagnato Fabiano Antoniani, conosciuto come DJ Fabo in Svizzera dove si era sottoposto alla procedura del suicidio assistito.
Fabiano era rimasto cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale. Non era più in condizione di respirare senza l’ausilio di macchinari ed era incapace di nutrirsi ed evacuare normalmente, mentre continuava a soffrire di spasmi che nessun farmaco riusciva a rallentare né lenire.
Al rientro dalla Svizzera Cappato si è autodenunciato dando inizio al processo che ha portato alla sentenza della Corte.
La carenza di una regolazione civile nella normativa italiana ha costretto l’Associazione Coscioni e i migliaia di cittadini volontari italiani, ad attivarsi per sostenere la possibilità che, nelle condizioni di irreversibilità della malattia e della libertà di scelta che ognuno merita, venga data la possibilità di affermare la dignità della persona.
L’Eutanasia non fa aumentare i morti, fa diminuire le sofferenze.
Alla Conferenza stampa e incontro pubblico con Marco Cappato, martedì 27, alle ore 15.00 hanno assicurato la loro presenza gli organizzatori locali, consiglieri comunali, amministratori, segretari di partiti e di sindacati, e alcuni sindaci della provincia ennese.


