La sua sembra una storia di un film di chi ha coltivato un sogno, divenuto poi realtà. E’ la storia di Rimon Karam Mahfouz Wisily Hanin ma conosciuto come Remon Karam, lo studente egiziano intervenuto ieri alla cerimonia di apertura dell’anno accademico dell’Università Kore con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della ministra per l’Università Maria Cristina Messa. Ventidue anni, egiziano di Alessandria d’Egitto di religione cristiana copta, Remon è un “figlio” delle carrette del mare. Infatti nel 2103 a soli 14 anni con tanto coraggio ed altrettanta “incoscienza” si mise su una barca insieme ad altre 180 persone tra egiziani e siriani attraversando il “Mare Nostrum” sino a Porto Palo. Cosa ha spinto un allora ragazzino a compiere questo gesto ce lo racconta lui stesso. “Il mio sogno era di cercare un futuro migliore rispetto a quello che potessi avere ad Alessandria – racconta – e così presi questa decisione senza dire nulla ai miei genitori ma solo a mio fratello di 1 anno più piccolo e comunicando loro questa decisione qualche giorno prima della partenza”. Inizialmente 5 giorni di permanenza in uno stanzone in attesa che gli scafisti raggiungessero il numero per poter organizzare la traversata. Dopodichè l’imbarco, una settimana di navigazione sino a Porto Palo. “Dopo lo sbarco siamo stati portati in un centro di accoglienza a Siracusa e successivamente a Priolo – continua – dove sono rimasto per circa un mese e mezzo”. E qui la fortuna di incontrare le persone giuste. “Una famiglia di Augusta dal grande cuore fece richiesta di affidamento temporaneo per me – continua – e da quel giorno sono diventati i miei genitori italiani”. Remon ha iniziato gli studi riuscendo a conseguire la maturità scientifica. Dopodichè l’iscrizione alla Kore in lingue e comunicazione interculturale studiando Inglese e Arabo e da poche settimane eletto componente della Commissione dei Garanti. “In Egitto in 8 anni sono ritornato 2 volte – continua – per andare a trovare i miei genitori e mio fratello. Alla Kore mi trovo benissimo – continua – se sono quello che sono è grazie alla Kore. Qui c’è l’ambiente ideale per qualsiasi studente”.


