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L'EUROPA CON I SUOI PROBLEMI – di Angiolo Alerci

L’EUROPA CON I SUOI PROBLEMI
I grossi problemi che il coronavirus sta creando in tutto il mondo, fa trascurare a molti altri problemi di natura diversa che ci riguardano molto da vicino.
L’atteggiamento del “ducetto” dell’Austria, che ha preso la scena in questi ultimi giorni criticando la proposta predisposta dalla Francia e dalla Germania di interventi collegati alle maggiori spese sostenute dagli Stati, per la doppia crisi che investe le popolazioni ed, indirettamente, tutta l’economia mondiale.
In questa sede non è mia intenzione entrare nel merito delle dichiarazioni fatte dal ducetto austriaco.
In questo mio lungo percorso di “opinionista” ho scritto numerose note che riguardavano la stessa esistenza dell’Unione europea.
Iniziò con il 2015, periodo in cui l’Europa era in cerca di nuovi proseliti, senza averne preventivamente seriamente valutare il rispetto delle condizioni poste ai nuovi Stati.
Tutte le mie note sono state pubblicate da diversi giornali on line ed inserirete nei miei libri di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana”.:
4 aprile 2015 – scrivevo: La Grecia, che aveva ottenuto il suo ingresso all’Unione Europea in virtù della presentazione di un bilancio falso, mal controllato dagli organismi europei, ha avuto fin dall’inizio enormi difficoltà a mantenere i propri conti entro i limiti concordati, creando continue contese, sempre parzialmente risolte dall’Unione europea in un clima di formale collaborazione” (Pagine 260/261 del !° volume).
Tutti conosciamo questa storia come è finita
28 giugno 2016 – sui problemi collegati dall’uscita della Gran Bretagna dall’unione scrivevo: “ Non avere realizzato l’unità politica è stata e sarà ancora la vera causa che molte problematiche importanti non saranno mai prese in esame dall’Europa.” (pag.73 del 2° volume).
28 gennaio 2917 – trattando i problemi collegati all’immigrazione scrivevo: “ L’Europa può continuamente disattendere tutti gli impegni assunti per il dislocamento degli immigrati nei vari stati, può consentire la creazione di muri o un’azione di tipo militare della Francia, per tutelare il confine con l’Italia e nello stesso tempo mostrare i muscoli nei confronti dell’Italia.” Inoltre,
“Continuare negli errori che già hanno creato notevoli contrapposizioni all’interno di tutti gli Stati dell’Unione, significa creare le condizioni per far fallire un bel disegno immaginato oltre cinquant’anni fa”. (pagg.72/73 e 141/142 del volume 2°)
15 marzo 2018 – Con il titolo i “Nani dell’Europa” classificavo quasi tutte le rappresentanze politiche che si sono succedute nel tempo, che hanno tradito il pensiero dei grandi che avevano ipotizzato la creazione di una grande famiglia europea, scrivevo: “E al manifesto di Ventotene Altiero Spinelli con Alcide De Gasperi, Jean Monnet Robert Schuman, Josef Bech, Konrad Adenauer e Paul Henri Spaak fecero riferimento nel 1951 quando in rappresentanza dei loro Paesi diedero vita alla Comunità Europea del carbone e dell’acciaio, meglio conosciuta come CECA .Era per loro il primo passo per iniziare l’opera che avrebbe dovuto concludersi con La Federazione degli Stati Europei.”
(Pagg.42/43 del 4° volume).
29 giugno 2019 – scrivevo; “Manipoli di persone inutili provenienti da ventisette Stati, che nel tempo si sono alternati alla guida dell’Europa, sono riusciti a realizzare il loro capolavoro: La disunione europea”. (pagg. 53/54 del 5° volume).
Ritornando al ducetto Austriaco ho pensato che se non di dà una giusta regolata all’organizzazione della gestione europea, ci saranno riservate tante amarezze.
Non è concepibile che, con l’Europa di ventisette Stati, per l’approvazione di importanti decisioni è richiesta l’unanimità.
Era stata considerata una scelta giusta e responsabile da parte dei padri fondatori, ma oggi non è più concepibile in una assemblea formata dai delegati di ventisette Stati, che rappresentano ben 450/milioni di abitanti.
260/milioni di abitanti appartengono agli Stati fondatori Italia, Francia Germania Spagna, Belgio e Lussemburgo;
110/milioni a Polonia, Romania, Paesi Bassi,Grecia, Chechia, Portogallo e Svezia;
80/milioni a Ungheria, Austria, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Slovacchia, Irlanda, Croazia, Lettoni, Slovenia, Latvia, Estonia, Cipro e Malta.
Oggi si può assistere che Malta, con i suoi 500/mila abitanti, con il suo veto potrebbe bloccare la vita dell’Unione.
Comprendo che in compenso, per esigenze “particolari” è stato realizzato un preziario per convincere gli Stati “perplessi”.
E’ indispensabile l’eliminazione dell’unanimità e nel contempo, consentire l’uscita, senza porre alcuna condizione, a coloro i quali non condividono questa modifica.
Il ducetto austriaco, che rappresenta meno di 9/milioni di abitanti , non può condizionare le scelte di chi ne rappresenta 440/milioni.

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