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Lettera aperta di Angiolo Alerci al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Lettera aperta per il
Prof. Giuseppe Conte
Presidente del Consiglio dei Ministri
ROMA 20 marzo 2020
Caro Presidente,
sto seguendo con un certo interesse, da cittadino libero, il suo impegno nella gestione della politica del nostro Paese in un momento terribilmente difficile e, scusandomi, ho pensato di indirizzarLe la presente,
Oggi l’Europa ha deciso di creare un fondo “salva Stati”, nel tentativo di ridurre al minimo i danni che la nuova e difficile crisi sta creando al mondo intero.
La sua attenzione al riguardo è particolarmente seria, ma ciò non mi ha evitato di scriverLe la presente per ricordare a Lei, che l’ha vissuto da cittadino, quello che accadde all’indomani della crisi che coinvolse l’intero sistema bancario europeo..
L’Europa creò un fondo salva banche di 800/miliardi da utilizzare nel periodo 2008/2014.
Questo fondo venne così utilizzato, soltanto per circa il 50%:
dalla Germania per 238/miliardi
dalla Spagna per 52/miliardi
dall’Irlanda per 42/miliardi
dalla Grecia per 40/miliardi
dall’ Italia per 4/miliardi
dalla Francia non utilizzati.
Dal 1° gennaio 2015, con l’entrata in vigore del cosiddetto “Bail in”il fondo cessava di operare.
La miopia e la supericialità dei nostri governanti di allora, che conoscevano bene la reale situazione dell’intero sistema bancario nostrano, utilizzando il fondo solo per 4/miliardi, crearono quelle condizioni di crisi che colpirono molte delle nostre banche; alcun salvate con soldi pubblici mentre altre causarono ingenti perdite ai privati.
Per la storia voglio segnalare i nominativi dei Presidenti del Consiglio che nel periodo di vigenza del provvedimento, decisero di non utilizzarlo:
Prodi dall’1/1/2008 all’8/5/2008, Berluscioni dal 9/5/2008 al 16/11/2011, Monti dal 17/11/2011 al 27/4/2013, Letta dal 24 /4/2013 al 21/2/2014 e Renzi dal 22/2/2014 al 31/12/2014, data della scadenza del provvedimento.
L’autolesionismo, la miopia e l’irresponsabilità dei nostri governanti di allora contribuì ad aggravare notevolmente quella crisi delle nostre banche che, utilizzando bene quel fondo, non avrebbe creato notevoli danni.
Questo fatto è stato da me in modo integrale riportato in data 29 dicembre 2016 nelle pagine 128 e 129 del secondo mio volume di Cronaca e rilessioni sulla politica italiana.
Ho voluto ricordarLe quanto accaduto per evitare che oggi si potesse ripetere lo stesso errore.
Errare umanun est, perseverare diabolicum.
Con la massima stima e l’augurio di buon lavoro

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