Presentato il libro di Josè Trovato
Mercoledì sera, al Cinevolution di Leonforte, Josè Trovato ha presentato la sua terza fatica letteraria: mafia 2.0. Al netto della retorica che accompagna questi momenti e degli inopportuni interventi, autoreferenziali e logorroici, certamente interessante è stato l’argomento trattato: la mafia di prossimità. La mafia di casa nostra. Trovato ha ricostruito le operazioni di polizia che hanno portato alla decapitazione della piovra locale e all’arresto di mafiosi radicati nel territorio e nel ricordare l’impegno delle forze dell’ordine, ripetutamente ringraziate, si è soffermato su un capitolo del suo scritto, quello riguardante le intercettazioni telefoniche. Da queste, gli intercettati emergono come “ominicchi” e non come intoccabili eroi del male. Trovato ha anche criticato l’epiteto “capo dei capi” con cui si designa ancora Riina e nel fare una macchietta del mafioso moderno, ha sostituito l’abusato clichè del campagnolo coppola e lupara con quello del primitivo incapace di ragione e giudizio. Questo metodo di racconto rischia però di sminuire la complessità di un fenomeno capillare e inscindibile da ogni aspetto della società, riducendolo a una sorta di bullismo agito da minus habens. Il sindaco, che ha accompagnato la presentazione insieme alla professoressa Rubino, è intervenuto in più momenti sottolineando la necessità del ragionamento divergente, necessario a creare attrito e riflessione. L’omologazione al pensiero unico è infatti proprio dei regimi liberticidi e mafiosi e preclude ogni possibilità di consapevolezza. Fra il pubblico erano presenti le sorelle Valenti, che da sempre lottano per ricordare Elisa, vittima innocente di mafia. A loro e alla memoria del compianto Laneri, presidente dell’antiracket leonfortese, è andato il più caloroso e genuino degli applausi.
Gabriella Grasso
Visite: 821


