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Leonforte perde uno dei suoi sacerdoti più amati, è morto padre Benedeto Pernicone.

Leonforte perde uno dei suoi sacerdoti più amati, è morto padre Benedeto Pernicone.
La bella storia del prete che ha educato religiosamente tre popoli: regalbutesi, nissorini e leonfortesi…
Monsignor Benedetto Pernicone, nasce a Regalbuto (En) il 9 marzo del 1923. Anche lui, quindi subì le sorti del periodo bellico; anche lui, e forse più degli altri, provò i crampi della fame. Da adolescente fu un “ribelle” e un futurista. L’adolescenziale vocazione giunse presto, che servì con zelo, animato dalla carità pastorale. Dal 1955 al 1988 parroco di Nissoria, presso la Chiesa di San Giuseppe; poi arciprete della Chiesa Madre San Giovanni Battista a Leonforte, oltre che Cappellano dell’Ospedale “Ferro-Branciforti-Capra” di Leonforte, di cui è stato una figura importantissima per la sua difesa. Guidò da capopopolo – il comitato “Salviamo l’ospedale di Leonforte” – e, durante una delle tante proteste (siamo a inizio degli anni duemila), l’Arciprete salì alla ribalta nazionale per aver affermato: “Se necessario per salvare l’ospedale di Leonforte sono pronto anche a imbracciare i fucili”. Inizialmente a Nissoria, poi a Leonforte, Padre Pernicone è stato punto di riferimento non solo religioso ma sociale, politico e umano. Durante il suo sacerdozio gli è toccato di vivere anni pieni di eventi, amicizie, lotte. Rispondeva sempre al bisogno degli ultimi. Attorno a lui la comunità dove svolgeva il suo mandato sacerdotale si univa. Disponibilità, creatività e ingegno: Don Benedetto Pernicone ha sempre testimoniato, con la propria vita, la forza che viene solo da Dio. Una voce e sorridente figura. Viveva con gioia la buona novella. Viveva il Vangelo e lo diffondeva con grande messaggio. Lo faceva con la gente che lo incontra e con quelle che lo andavano a cercare. Lo faceva con la fede profonda, gioiosamente, con umiltà, senza mai un qualunque umano compiacimento, con entusiasmo, col sorriso sulle labbra, aperto e cordiale, ma soprattutto con tanto amore. Un uomo che non conosceva niente di più entusiasmante di Dio e testimone eroico della vita del buon Vangelo.
Maurizio Di Fazio

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