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Lavoro e Beni Culturali, Schillaci (M5S): “Stoppato in commissione emendamento sui catalogatori”

Lavoro e Beni Culturali, Schillaci (M5S): “Stoppato in commissione emendamento sui catalogatori”

L’atto prevedeva di utilizzarli anche per scopi istituzionali e non garantendo ancora alcuna forma di stabilità occupazionale.

Palermo 2 luglio 2020 – “Abbiamo stoppato in commissione Cultura formazione e lavoro un emendamento che imbarazza il bacino degli ex catalogatori. Mentre questi lavoratori aspettano giustamente una certezza occupazionale, c’è chi ha pensato bene di aumentargli le mansioni, destinandoli anche a compiti istituzionali, lasciandoli però nel precariato condizionato voluto e avallato dalla Regione”. Lo afferma la deputata del M5S Roberta Schillaci, a margine della Commissione Cultura Formazione e Lavoro, dove “un emendamento dalla dubbia paternità attribuiva mansioni diverse per questo personale qualificato”. La parlamentare 5 stelle, più volte ha sollecitato la stabilizzazione di questo personale, attesa da 13 anni. Per questo ha presentato pure un’interrogazione al Presidente della Regione e agli assessori ai Beni culturali e della Funzione pubblica e una richiesta di audizione in commissione Cultura formazione e lavoro all’Ars.
“Serve una soluzione che metta d’accordo tutti. Si attende ancora di applicare la legge regionale 24/2007 – ricorda Schillaci – che prevede proprio la stabilizzazione di questo personale la cui assunzione permetterebbe alla Regione di risparmiare quasi 1,4 milioni di euro ogni anno. Inoltre entro 90 giorni dall’entrata in vigore dell’articolo 66 della Legge Regionale dell’8 maggio 2018 numero 8, era previsto l’ingresso dei catalogatori nella dotazione organica del personale dell’amministrazione regionale. Quindi il transito del personale catalogatore nei ruoli regionali dipenderebbe oggi da alcuni atti di tipo politico e amministrativo di semplice applicazione di una legge regionale, che se effettuati risolverebbero i problemi derivanti dalla carenza di personale degli uffici regionali dei beni culturali. In tal senso, il Presidente della Regione, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale aveva dichiarato pubblicamente di aver dato disposizioni ai suoi uffici per dare immediatamente applicazione al transito nei ruoli dei catalogatori, ma ad oggi – conclude Schillaci – nulla di fatto”.

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