“L’Arte bianca siciliana” protagonista della Masterclass di cucina in programma all’Acquasanta, nel bene confiscato alla mafia dato in gestione dal Comune di Palermo al Consorzio Network dei Talenti
Tre giorni per acquisire le competenze tecniche, storiche e pratiche necessarie per la produzione d’eccellenza di tre pilastri della rosticceria siciliana: la focaccia siciliana classica, la faccia di vecchia e lo sfincione palermitano.
Una masterclass di cucina che si svolgerà dalle 13 alle 18 di lunedì 24, martedì 25 e mercoledì 26 agosto, nel bene confiscato alla mafia di via Simone Gulì 226, all’Acquasanta, dato in gestione dal Comune di Palermo al Consorzio network dei talenti.
A partecipare saranno alcuni ragazzi dell’associazione Sport21- Odv e donne afferenti all’associazione Millecolori, due delle realtà che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa nato nell’ambito delle azioni integrate dei progetti C.E.I.A.M. – Centro Educazione e Integrazione Alimentazione Mediterranea e DEMETRA – Centro Antiviolenza, finalizzati alla promozione della sana alimentazione, inclusione sociale e supporto alle donne vittime di violenza, attraverso la costruzione di una rete territoriale integrata.
Un protocollo che ha dato vita a una rete locale multidisciplinare della quale fanno parte anche: la parrocchia Maria SS. della Lettera, Acli Palermo APS, l’associazione Mediter Italia, l’associazione Sara Campanella, il Cirpe, l’associazione AIPD Sez. Palermo Ets, Tour & Bike Aps.
Un progetto ampio e articolato che vede ogni realtà portare il proprio bagaglio professionale e di esperienza concreta e quotidiana con le fragilità e che, nel caso della masterclass di cucina, mette in pratica le sue finalità di promozione della salute alimentare, sostegno alle donne in difficoltà, di inserimento lavorativo per persone con disabilità e in situazione di fragilità e vulnerabilità.
La masterclass si concluderà con la degustazione di quanto i provetti cuochi avranno saputo realizzare, condividendo questo momento con gli attori della rete sociale e di quella istituzionale, tra cui l’assessore alle Attività Sociali, Mimma Calabrò, che sta consentendo la piena realizzazione del progetto.


