Vai al contenuto
Enna Press

Enna Press

Testata giornalistica Online

Menu principale
  • Politica
    • sindacati
  • Salute
    • sanità
  • Istituzioni
    • Comune
    • Associazioni
    • Prefettura
    • Camera di Commercio
    • Provincia
    • Scuola
    • Università
    • Convegni
    • ordini professionali
    • Forze dell’Ordine
    • giudiziaria
  • Cultura
    • Poesie
    • Eventi
    • Teatro
    • Eventi Religiosi
      • Riti della settimana santa
  • Ambiente
    • Agricoltura
    • Agroalimentare
  • Sport
    • Arti Marziali
    • Atletica
    • Automobilismo
    • Basket
    • Boxe
    • Calcio
    • Calcio a 5
    • Canoa
    • Danza
    • Karting
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallamano
    • Pallavolo
    • Tennistavolo
    • Rally
    • Uisp
    • Aia
    • Coni
  • Cronaca
  • Turismo
  • Trasporti
  • Solidarietà
    • Volontariato
    • Donazioni
  • VIDEO
  • Home
  • Giustizia
  • legalità
  • La violenza giovanile dagli anni ottanta ad oggi. Aspetti sociali e territoriali – di Antonino Restuccia
  • legalità

La violenza giovanile dagli anni ottanta ad oggi. Aspetti sociali e territoriali – di Antonino Restuccia

Riccardo Ottobre 5, 2026 9 minuti letti
restuccia

La violenza giovanile dagli anni ottanta ad oggi. Aspetti sociali e territoriali
di Antonino Restuccia

La violenza posta in essere dai giovani è un fenomeno sempre più rilevante sia sul piano giudiziario, sia sociologico, stante l’aumento di episodi che vedono numerosi ragazzi responsabili di crimini consumati con modalità particolarmente aggressive, sia per la presenza di minori che si mostrano inclini alla violenza nel corso di azioni motivate da estremismo ideologico o dall’appartenere a gruppi di pari. I giovani infatti nell’arco degli ultimi decenni sono stati e lo sono tuttora protagonisti attivi e passivi di innumerevoli e diversificati atti di violenza perlopiù portati avanti da gruppi di giovani o comunque in ambiti sociali ben definiti caratterizzati, per meglio dire, permeati da devianze o squilibri. Sviluppare specifici modelli negativi all’insegna dell’uso di sostanze stupefacenti o mirare a facili arricchimenti sfruttando i social media portano giovani e sovente minori ad assumere comportamenti violenti, asociali e privi di alcun valore morale. Ciò si traduce per esempio nel far parte di gruppi ultra nel tifo calcistico, nel prendere parte ad azioni di guerriglia urbana o addirittura essere inseriti in movimenti eversivi oppure nell’appartenere a gang nelle aree metropolitane, i cui scopi sono la sopraffazione su altri gruppi, il controllo del quartiere o la commissione di gravi reati contro il patrimonio e la persone.
Il tutto oggi – come più avanti vedremo – amplificato dall’uso dei social media che ha portato ad una virulenta recrudescenza di alcuni di questi fenomeni giovanili un tempo confinati in determinati ambienti o quartieri. Basti pensare alla “evoluzione” del bullismo in cyberbullismo, con il conseguente abbattimento non solo delle barriere fisiche ma anche di quelle morali e comportamentali dovuto all’anonimato, alla velocità di diffusione di immagini e messaggi, alla complessità del web, con il coinvolgimento di entrambi i sessi.
È opportuno porci una domanda: “Perché un giovane individuo decide di agire con violenza ed aggressività sia in maniera isolata sia all’interno di un gruppo di pari?”.
“You’ll never walk alone” ossia “Non camminerai mai solo” è stato per anni uno degli inni da stadio più famoso e diffuso tra i giovani tifosi inglesi del Liverpool negli anni settanta e successivamente ripreso da altre tifoserie ultrà europee. Partendo dal tifo calcistico inglese – articolato in gruppi composti da giovani impegnati nel seguire anche in trasferta la loro squadra – e contaminato profondamento dalla violenza degli hooligans, si può affermare come il tifo sia diventato strumento di identità e di una presunta socializzazione delle masse giovanili. Non a caso già agli inizi del novecento il sociologo francese Emile Durkeim, nello studiare il rapporto tra individuo e collettività, insisteva sulla questione dell’anomia, cioè sulla mancanza di norme sociali, tipica della moderna società urbana ed industriale, necessarie per disciplinare i comportamenti umani.
Possiamo affermare dunque che nella diffusione del tifo calcistico si può intravede il moderno concetto di villaggio globale all’interno del quale le masse giovanili hanno riversato momenti di violenza e di rabbia, superando una indubbia loro solitudine, e accomunandosi nell’appartenenza ad un sodalizio calcistico, in cui sport e aggressività vanno d pari passo. Proprio nel Regno Unito vi è un detto emblematico “il calcio è uno sport di gentiluomini praticato da teppisti, il rugby è uno sport da teppisti giocato da gentiluomini”. Ed è sempre nelle curve degli stadi inglesi che assistiamo all’origine di contrasti ideologici e politici sfociati in violenze giovanili. Basti pensare a quello che avveniva a Glasgow ove agli slogan nazionalisti filo irlandesi e pro IRA dei tifosi del Celtic si contrapponevano quelli monarchici dei Rangers. Oggi, a distanza di diversi decenni – la situazione non appare mutata poiché ad esempio in occasione di recenti incontri di calcio disputate da squadre israeliane in Europa vi sono stati momenti di tensione a causa della crisi di Gaza. Ed è proprio nell’ambito cd. politico che l’Italia in particolare è stata la triste protagonista di numerosi episodi di violenza giovanile sfociati in delitti ed attentati. Gli anni settanta ed ottanta videro i giovani in particolar modo delle aree metropolitane diventare protagonisti di scontri di piazza arroccati in opposti estremismi con la morte sovente di poco più che adolescenti i quali spinti da ideologie politiche decisero di contrapporsi in tutti i modi ai loro avversari.
Da qui, il fenomeno sviluppatosi in quegli anni, del terrorismo, ossia la violenza clandestina impiegata per fini politici di solito diretta contro un Governo, uno stato, un altro gruppo ostile, coinvolse in quegli anni numerosi ragazzi che vedevano nella violenza l’unico strumento utile per portare avanti il loro pensiero. A Roma, come anche a Miliano, Torino, Padova, persero la vita numerosi giovani sia di Destra che di Sinistra, in quella che per loro era diventata una battaglia, ma la reazione del legislatore e degli organismi giudiziari ed investigativi permise di interrompere quella drammatica fase storica. Analizzando brevemente il fenomeno dal punto di vista sociologico possiamo affermare che i movimenti terroristici videro e vedono tuttora tra le proprie fila anche diversi giovani. Si tratta di un aspetto che non richiede particolari spiegazioni. Infatti non sono di solito le persone adulte od anziane che si lasciano infiammare entusiasticamente dagli appelli alla azione o alla partecipazione a gesti audaci che richiedono peraltro veloci movimenti. Nella stragrande maggioranza i terroristi attivi hanno tra i venti ed i trent’anni e si registra tra gli arabi il metodo di utilizzare per le missioni più pericolose ragazzi di quattordici quindici anni (Laqueur).
Le evidenze raccolte mostrano che in Italia, nel triennio 2022-2024, un terzo dei soggetti coinvolti in operazioni di polizia giudiziaria per reati di terrorismo o di odio razzale, etnico o religioso, è stato costituito proprio da soggetti in età minore. Nei loro tratti ricorrenti emergono l’attrazione verso immagini estreme e la fluidità ideologica, l’interesse per le armi.
In generale molti adolescenti della cd Generazione Z, ossia i nativi digitali degli anni 1997-2012, sperimentano processi di interazione sociale che si basano quasi esclusivamente intorno all’utilizzo della tecnologia, dei social e dei videogiochi, contribuendo così alla nascita di una cybercultura. Inoltre utilizzano uno slang che sovente costituisce una vera barriera linguistica per gli altri ma soprattutto un ostacolo per coloro che non appartengono allo stesso contesto; si tratta di un linguaggio impiegato anche per insultare o bullizzare tramite l’uso di acronimi tipo NPC (Non player charater) o KYS (kill yourself). Giovanissimi che subiscono così una iperstimolazione, in maniera consapevole o inconsapevole, o una costante sollecitazione psicologica, generata dalla costante somministrazione di contenuti anche di forte impatto emotivo, tant’è che subiscono una vera e propria fascinazione per la violenza.
Si è registrato una vera e propria escalation di questo fenomeno da parte dei giovani e dei minori documentata dall’utilizzo di epiteti derisori o sprezzanti, dalla ricerca e fruizione di materiale sanguinario, contenete anche torture ad animali, l’interesse per specifici generi musicali, tecniche di autodifesa o di sport da combattimento. Questa inclinazione potrebbe derivare da alcuni motivi connessi alla sfera personale come ad esempio l’oscillazione costante tra noia ed eccitazione, la curiosità morbosa verso contenuti violenti legata al piacere del rischio nonché alla volontà di provare emozioni sempre più forti. Si generebbe così una sorte di dipendenza da aggressività con la ricerca di nuovi stimoli che sono appagati nell’atto di compiere od assistere ad atti spietati. Il tutto maturato a volte dall’aver vissuto il periodo di chiusura relazione sviluppatasi durante il Covid19.
Come già anticipato, la violenza perpetrata da minorenni appare un fenomeno sempre più rilevante sul piano sia giudiziario, sia sociologico, tenuto conto dell’aumento di fatti cronaca che vedono giovanissimi autori di reati contro la persona commessi con modalità brutali o crudeli. Un recente studio effettuato in Lombardia in riferimento ai bienni 2007-2009 e 2021-2022 sulla devianza giovanile ha evidenziato che in quel territorio vi è stato un forte aumento di omicidi, consumati o tentato, lesioni dolose, violenze sessuali, rapine commessi da minori. Nello specifico è emerso che si è abbassata l’età media di commissione del primo reato e più della metà ha compiuto il primo reato prima dei 15 anni, vi è la presenza di disturbi psichici, ritardo cognitivo, stress post-trumatico e dell’apprendimento, dipendenza o uso regolare di sostanze stupefacenti, presenza di rapporti familiari conflittuali con un aumento dell’incidenza di episodi di violenza domestica.
La Generazione Z è caratterizzata dunque da una costante connessione a Internet che ha profondamente modificato i loro modelli di comunicazione e socializzazione, sia online che offline, infatti questi giovani sperimentano processi di interazione sociale che sin dalla nascita ruotano intorno all’utilizzo della tecnologia e dei social e danno loro la percezione di vivere in una comunità allargata che in modo fluido ridefinisce i confini sociali incorporando sia elementi della vita reale che virtuale. Inoltre vivono spesso una dimensione emotiva ed un rapporto con la realtà alterato, tendendo a copiare nella vita reale alcune dinamiche proprie dei contesti dei videogiochi. Si tratta dunque di una generazione di veri nativi digitali che hanno vissuto il passaggio e l’esplosione dei social ed degli smartphone.
In conclusione, il fenomeno della violenza giovanile, specie con motivazioni ideologiche-eversive, costituisce una potenziale minaccia per la sicurezza, anche se l’anticipazione della soglia di intervento delle Forze di polizia riduce significativamente la possibilità che alcune iniziative espresse online si concretizzino. D’altro canto, si segnalano alcuni aspetti che costituiscono vere e proprie sfide nelle attività di contrasto, tra questi abbiamo la non imputabilità penale dei minori dei quattordici anni pur in presenza di una loro precoce capacità lesive, l’utilizzo di tecnologie da parte di soggetti sempre più in grado di nascondere la propria identità digitale e quindi di eludere i sistemi di sicurezza. Alle attività di contrasto bisogna dunque necessariamente affiancare mirate attività di prevenzione. Un percorso difficile ma concreto è sicuramente quello che di intercettare sin dal sorgere queste devianze giovanili attraverso i diversi attori sociali ossia famiglia, scuola, chiesa, sport, associazionismo religioso e laico, volontariato e last but not least i servizi sociali territoriali. Il tutto attraverso quelli che sono i noti metodi dell’ascolto, dell’osservazione, del dialogo.

Advertisement
Visite: 186

Informazioni sull'autore

Riccardo

Editor

Visualizza tutti gli articoli

Navigazione articolo

Precedente: Oltre la pietra del dolore: il Monumento di Ernesto Basile a Enna come manifesto di Pace – Di Isabella Giaimo
Successivo: 𝐔𝐧𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐀𝐫𝐜𝐡𝐢𝐯𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐄𝐧𝐧𝐚

Storie correlate

  • legalità

Lettera aperta – Enna; Istituzioni genuflesse alla Chiesa. Rete L’ABUSO e le vittime italiane esprimono tutta la loro indignazione.

Riccardo Ottobre 5, 2026
  • legalità

Villa Farina e Pisciotto: Futuro Nazionale Enna chiede chiarezza sui tempi e invita l’Amministrazione a vigilare sull’avvio dei lavori

Riccardo Ottobre 3, 2026
controllo territorio
  • legalità

Valguarnera: incontro al Comune sulla sicurezza del territorio

Riccardo Ottobre 3, 2026

Articoli recenti

  • Cerami: la Fidapa comunica che gli autori del gesto vandalico alla pensilina rosa si sono scusati ufficialmente
  • Telenicosia: Nicosia torna agli anni Cinquanta: il Gran Premio La Motta conquista la città con 19 vetture storiche e 500 figuranti
  • South America Rib Adventure 2026/2027 – Sergio Davì
  • Beni culturali, bando per la street art nei Comuni siciliani. Scarpinato: «Interventi di richiamo turistico e culturale»
  • PETRALIA SOPRANA, LA SS 290 CHE ATTRAVERSA FASANO’ DIVENTA TRAVERSA INTERNA. FIRMATO IL VERBALE CON L’ANAS

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Archivi

Ottobre 2026
L M M G V S D
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  
« Set    

Articoli recenti

  • Cerami: la Fidapa comunica che gli autori del gesto vandalico alla pensilina rosa si sono scusati ufficialmente
  • Telenicosia: Nicosia torna agli anni Cinquanta: il Gran Premio La Motta conquista la città con 19 vetture storiche e 500 figuranti
  • South America Rib Adventure 2026/2027 – Sergio Davì
  • Beni culturali, bando per la street art nei Comuni siciliani. Scarpinato: «Interventi di richiamo turistico e culturale»
  • PETRALIA SOPRANA, LA SS 290 CHE ATTRAVERSA FASANO’ DIVENTA TRAVERSA INTERNA. FIRMATO IL VERBALE CON L’ANAS

Ultime notizie

atto vandalico
  • Club Service

Cerami: la Fidapa comunica che gli autori del gesto vandalico alla pensilina rosa si sono scusati ufficialmente

Riccardo Ottobre 5, 2026
Gran-Premio-La-Motta-95-768x347
  • Eventi

Telenicosia: Nicosia torna agli anni Cinquanta: il Gran Premio La Motta conquista la città con 19 vetture storiche e 500 figuranti

Riccardo Ottobre 5, 2026
  • Sport Equestri

South America Rib Adventure 2026/2027 – Sergio Davì

Riccardo Ottobre 5, 2026
  • Cultura

Beni culturali, bando per la street art nei Comuni siciliani. Scarpinato: «Interventi di richiamo turistico e culturale»

Riccardo Ottobre 5, 2026
Copyright EnnaPress© All rights reserved. | MoreNews di AF themes.
Accetta i Cookie
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito Web. Questi cookie saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito Web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Non-necessary
Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito Web e viene utilizzato in modo specifico per raccogliere dati personali dell\'utente tramite analisi, pubblicità, altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. È obbligatorio ottenere il consenso dell\'utente prima di eseguire questi cookie sul tuo sito Web.
ACCETTA E SALVA