Ancora una volta il Gran Premio La Motta, giunto alla sua terza edizione, ha stupito e coinvolto un’intera comunità. Il 3 e 4 ottobre Nicosia ha accolto 19 equipaggi provenienti da ogni parte d’Italia e anche dal Giappone, con vetture costruite tra il 1946 e il 1958. A rendere speciale la manifestazione è stata però soprattutto la capacità della città di immergersi nel clima degli anni Cinquanta, grazie a circa 500 figuranti che hanno restituito al centro storico l’atmosfera autentica dell’epoca d’oro dell’automobilismo.
Un’organizzazione impeccabile
L’evento è stato organizzato in modo impeccabile dall’Associazione Veicoli Storici di Nicosia, presieduta da Gianluca Rizzo coadiuvato dal segretario Gianfranco Miritello, considerato un autentico storico dell’automobilismo locale, insieme ai tan ti soci e volontari dell’associazione preziosi nel loro lavoro. Madrina della manifestazione la giornalista Savina Confaloni, esperta di auto d’epoca e presenza costante in questo genere di appuntamenti in tutto il mondo.
A certificare il valore dell’iniziativa, Poste Italiane ha attivato un servizio di annullo filatelico nell’androne del palazzo comunale, a ricordo di questa terza edizione.
La presentazione
L’evento è stato presentato il 3 ottobre nell’auditorium dell’ex teatro comunale. L’attore Filippo Giangrasso ha letto una breve storia dell’Associazione Veicoli Storici che, in 11 anni di attività, ha organizzato numerosi eventi capaci di coinvolgere l’intera popolazione e di dare lustro a Nicosia nel mondo. Sono intervenuti Savina Confaloni, il presidente Ginaluca Rizzo, il segretario Gianfranco Miritello e la sindaca Anna Maria Gemmellaro.
La corsa tra le vie del centro storico
Le diciannove auto hanno percorso oltre un chilometro all’interno del centro storico, ammirate da una moltitudine di persone lungo le strade. In due giorni si sono svolte cinque manche che hanno divertito tutti coloro che hanno potuto osservare da vicino le splendide vetture.
Il tracciato è partito da piazza Garibaldi e ha imboccato via Fratelli Testa, per poi affrontare la salita di via Li Volsi e raggiungere piazzetta Valguarnera. Da qui le vetture sono passate lungo le curve di via Pisciarotta, davanti agli ingrottati, per fare ritorno in piazza Garibaldi, sempre seguite da ali di folla.
Le protagoniste
Hanno partecipato: la Crosley Hot Shot SS del 1950, la Crosley Hot Shot Devlin del 1949, la Giaur 750 Sport del 1950, la Fiat 1100 TV Pininfarina del 1955, la Fiat 1100 S del 1948, la Fiat 1100 S del 1946, la Fiat 1100 S Ala d’oro del 1946, la Fiat 1500 Sport del 1949, la Fiat 1100 S Ala d’oro del 1947, la Cisitalia Ermini 1100 del 1952, la Cisitalia 202 SC del 1948, la Austin Healey Sprite del 1958, la MG Playford del 1958, la Maserati A6 1500 Berlinetta del 1949, la Jaguar XK120 del 1953, la Lancia Aprilia Paganelli del 1948, la Lancia Aprilia Paganelli del 1951, che ha vinto il primo premio assoluto consegnato all’equipaggio Tanfoglio-Toso, la Ferrari 340 MM del 1953, che ha vinto il premio assegnato dall’associazione Club Lampeggiante Blu, consegnato all’equipaggio Crippa-Palli e la Cisitalia Colombo 1100 Sport del 1949, che fu guidata dal barone Stefano La Motta e vincitrice della targa La Motta 2026, assegnata all’equipaggio Gigliotti-Graziani.
L’Arma dei Carabinieri e l’arrivo del presidente Einaudi
Parte fondamentale di questa edizione è stata la partecipazione dell’Arma dei Carabinieri, in particolare dell’Associazione Club Lampeggiante Blu di Amelia, in provincia di Terni, presieduta da Luigi Altavilla. Il club ha messo a disposizione tre autovetture dei Carabinieri, utilizzate sia per l’esposizione sia per diverse scene con i figuranti. La presenza è stata fortemente voluta dal capitano Giacomo La Manna, comandante della Compagnia Carabinieri di Nicosia.Eventi Nicosia
Tra le scene più riuscite, l’arrivo a Nicosia del presidente Einaudi a bordo della sua auto presidenziale, anch’essa un esemplare raro. Il suo arrivo è stato preceduto dalla banda musicale, che ha eseguito diversi brani e infine l’inno nazionale. Carabinieri nelle divise tipiche dell’epoca hanno scortato il capo dello Stato verso il centro storico, ma a un certo punto il corteo è stato contestato da un gruppo di comunisti dell’epoca e i militari sono intervenuti per sedare la protesta.
Il Club Lampeggiante Blu, al termine dei due giorni, ha distribuito in aula consiliare i premi a piloti e protagonisti dell’evento.
Una città che rivive
Numerosi i gruppi di figuranti. In piazza Garibaldi è stato allestito un vero ospedale da campo, curato nei minimi particolari, con infermieri e medici; non mancavano un gruppo di turisti in attesa di taxi e corriera e, sotto la torre campanaria, alcuni taxi d’epoca.
Lungo via Fratelli Testa sono tornate le botteghe di un tempo: il barbiere con i suoi antichi strumenti, lo stagnaro che aggiustava le pentole, il ciabattino che riparava le scarpe, un negozio di giocattoli con macchine a pedali e bambole d’epoca e un negozio Singer che cuciva i vestiti realizzati su misura. Nel palazzo Cirino ha preso vita un Grand Hotel per accogliere i visitatori, mentre nell’androne del palazzo Speciale di Mallia sono stati ricreati un atelier e un club per signore dell’alta società. In piazza San Calogero una balera con musica e ballo, una scolaresca della scuola elementare Santa Domenica e, alla fine della strada, un’officina meccanica attrezzata per soccorrere le vetture in panne.
Il cuore della movimentata via Fratelli Testa è stato la piazzetta davanti alla chiesa di Sant’Antonio Abate, dove è stata allestita l’Osteria du Baron. Lì si trovavano la sede del Partito Comunista, con i suoi colorati militanti, e, di fronte, quella della Democrazia Cristiana, antagonista dei comunisti. Non sono mancate liti e risse, che però si sono sempre concluse con del buon vino dell’osteria. Al primo piano, la sede del municipio con il sindaco dell’epoca e la sua signora, fortemente contestati dai comunisti: il primo cittadino ha aperto la competizione dal suo balcone.

