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LA RETE REGIONALE L’ISOLA CHE NON C’E’ SUL DDL SULL’ACCOGLIENZA E INCLUSIONE IN SICILIA

NOTA STAMPA DDL 273 DEL 15.06.2020: ACCOGLIENZA E INCLUSIONE IN SICILIA Il Disegno di Legge Regionale sull’Accoglienza e l’Inclusione, frutto di un intenso lavoro coordinato dalla Rete “L’isola che c’è” ed a cui hanno preso parte 23 deputati di diversi partiti dell’Assemblea Regionale Siciliana, compie un altro importante passo verso la promulgazione definitiva. Lo scorso 11 maggio, infatti, durante l’audizione della Prima Commissione “Affari Istituzionali” dell’ARS, deputati di differente orientamento politico hanno espresso un’ampia e trasversale convergenza nel riconoscere la necessità per la nostra Isola, vocata da sempre all’accoglienza (non solo per motivi geografici), di dotarsi di una legge che vada a colmare un vuoto normativo ingiustificabile, specie alla luce dell’attuale momento storico che la Sicilia vive come terra di frontiera geografica e socioeconomica. Dal deposito (a firma di quattro gruppi parlamentari: Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Italia Viva, Gruppo Misto) del disegno di legge 773/2020 in Commissione Affari Istituzionali, il 15 giugno dello scorso anno, il percorso, sviluppatosi attraverso il metodo condiviso della partecipazione e della co-progettazione nell’arco di diversi mesi su tutto il territorio siciliano, ha coinvolto attivamente deputati regionali appartenenti a gruppi parlamentari diversi, anche oltre il perimetro dei firmatari, e circa cinquanta soggetti – oltre “L’isola che c’è” – tra associazioni, imprese sociali, cittadini attivi, sindacati, ed Enti del Terzo Settore. Svariati sono stati da allora i momenti di analisi e confronto tra cittadini e istituzioni su un disegno di legge che ha registrato sempre crescenti consenso e supporto, in modo trasversale, da parte dell’opinione pubblica e delle organizzazioni di settore: diversi sono stati, infatti, i soggetti regionali e nazionali, quali Anci, Arci CGIL, CISL, UIL, Croce Rossa e UNHCR che hanno avuto modo di esprimere il proprio sostegno all’iniziativa pubblicamente. La proposta, come si può leggere dal testo del DDL, mira a considerare il fenomeno migratorio una realtà ordinaria, non più da gestire con le logiche emergenziali ma da affrontare con politiche pubbliche strutturali, programmate e integrate con strategie e sistemi di welfare locale (istruzione, servizi educativi, tutele e diritti). Si propone l’implementazione di una governance condivisa, con la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali e gli attori locali coinvolti nell’ambito dell’accoglienza, improntata sui princìpi di sussidiarietà, solidarietà e coesione sociale, definendo ambiti territoriali, indirizzi e meccanismi di coordinamento e monitoraggio tra attori con ruoli diversi. Particolarmente significativa è, poi, la proposta di istituire un elenco dei mediatori culturali, affermando il riconoscimento di una figura professionale centrale nel settore dell’accoglienza e dell’inclusione e colmando un vuoto normativo per garantire la tutela di chi lavora in questo settore.
Un’attenzione, dunque, non soltanto verso le condizioni di vita degli immigrati, ma anche verso quelle dei membri della comunità accogliente, a partire da quelle esigenze basilari di benessere, legalità e giustizia che permettono una vita dignitosa per tutti coloro che si trovino a vivere o soggiornare nella nostra regione. La tappa finale di questo iter potrebbe, allora, arrivare ad un anno esatto dal suo avvio nel Parlamento Siciliano. Riteniamo, così, utile convocare una conferenza stampa per martedì 8 giugno alle ore 10.30 su piattaforma Zoom (scrivere all’indirizzo lisolachecesicilia@gmail.com per ottenere il link di partecipazione) per presentare più in dettaglio all’opinione pubblica i contenuti di quello che non è soltanto un disegno di legge, ma una possibile epocale conquista di civiltà e giustizia.

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