LA MODA ITALIANA FA SOLD OUT AD ALMATY: 81 AZIENDE E OLTRE 100 MARCHI ALLA RASSEGNA DI RIFERIMENTO PER L’ASIA CENTRALE
Milano 29 settembre 2026
La moda italiana si prepara a tornare protagonista in Asia Centrale con una nuova edizione de La Moda Italiana@Almaty, in programma dal 30 settembre al 2 ottobre nella città kazaka.
Un appuntamento che conferma il proprio ruolo strategico per l’internazionalizzazione delle imprese italiane e che registra il tutto esaurito nonostante una fase di rallentamento del mercato dopo il lungo ciclo di crescita che ha caratterizzato il periodo compreso tra il 2021 e il 2025.
La manifestazione vedrà la partecipazione di 81 aziende italiane tra calzature, abbigliamento e accessori per oltre 100 marchi rappresentativi dell’eccellenza manifatturiera nazionale. Alla rassegna prenderanno parte anche le collettive di Regione Marche e Regione Campania, a conferma del forte coinvolgimento dei principali distretti produttivi del settore.
Promossa da Assocalzaturifici insieme a EMI – Ente Moda Italia, con il supporto di ICE Agenzia e delle associazioni della filiera, la manifestazione si conferma un autentico evento di sistema in grado di valorizzare l’offerta della moda italiana in un’area che rappresenta uno snodo commerciale e logistico fondamentale per l’intera Asia Centrale.
Ad arricchire il programma della giornata inaugurale, il teaser di MICAM, con la presentazione delle tendenze a cura di Livetrend, seguito da un evento dedicato a buyer e stampa realizzato nell’ambito del piano di potenziamento promosso con il sostegno di MAECI.
Uno dei punti di forza dell’iniziativa sarà inoltre l’importante attività di incoming coordinata da ICE Agenzia, che porterà ad Almaty oltre 100 buyer provenienti non solo dal Kazakistan ma anche dalle regioni e dai Paesi limitrofi, facendo de La Moda Italiana@Almaty una delle più rilevanti iniziative realizzate da ICE per il coinvolgimento di operatori professionali nell’area.
Sul fronte economico, il contesto di mercato evidenzia una fisiologica fase di rallentamento, determinata dall’incertezza geopolitica internazionale e dalle misure di contenimento della spesa pubblica e di riequilibrio fiscale introdotte dal Governo kazako. Nei primi cinque mesi del 2026 l’export italiano di calzature verso Kazakistan e Uzbekistan ha raggiunto complessivamente 18,8 milioni di euro (-9,8% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente), con 157.067 paia di scarpe per un prezzo medio di quasi 120 euro. Il valore delle esportazioni italiane di calzature verso il solo Kazakistan è testimonianza di un mercato che, pur attraversando una fase di assestamento, continua a esprimere un interesse strutturale nei confronti del prodotto italiano di qualità.
“La Moda Italiana@Almaty rappresenta uno dei più efficaci esempi di sinergia dell’industria della moda italiana e uno strumento essenziale per consentire alle nostre PMI di presidiare mercati complessi ma ricchi di opportunità – dichiara Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici – Nonostante la flessione registrata negli ultimi mesi, Kazakistan e Uzbekistan continuano a rappresentare un’area di grande interesse per il made in Italy. I dati dimostrano come il valore delle nostre esportazioni resti ampiamente superiore ai livelli pre-Covid, segnale di un apprezzamento per qualità, creatività e contenuto manifatturiero delle produzioni italiane.
Per questo motivo riteniamo fondamentale che tali iniziative continuino a essere sostenute e rafforzate attraverso i programmi di internazionalizzazione promossi da ICE e MAECI. Per molte imprese del comparto calzaturiero questi eventi rappresentano uno strumento decisivo per accedere ai mercati internazionali, consolidare relazioni commerciali e sviluppare nuove opportunità di business. Auspichiamo pertanto che le risorse dedicate a questo genere di progetti possano essere ulteriormente incrementate nei prossimi anni”.
“La presenza di EMI in Kazakistan si è consolidata negli anni, confermando Almaty come un appuntamento strategico per le aziende italiane che guardano ai mercati dell’Asia Centrale” – afferma Alberto Scaccioni, Amministratore Delegato di Ente Moda Italia. “Questa edizione, che vede complessivamente la partecipazione di 81 aziende e oltre 100 marchi italiani, conferma il forte interesse delle nostre imprese verso un’area che rappresenta un importante crocevia commerciale. La presenza di oltre 100 buyer, provenienti dal Kazakistan e dai Paesi limitrofi, offre alle aziende un’importante occasione per consolidare relazioni e sviluppare nuove opportunità di business. La sinergia tra EMI, Assocalzaturifici e ICE Agenzia rafforza ulteriormente la capacità del Made in Italy di presentarsi sui mercati internazionali in maniera coordinata ed efficace”.
“La Moda Italiana@Almaty arriva in un momento di centralità geopolitica inedita per questa Regione – afferma l’Ambasciatore Antonello De Riu, Ambasciata d’Italia in Kazakhstan – Il Kazakistan è oggi un partner strategico, una cerniera indispensabile tra Europa e Asia, e l’Italia vi investe con convinzione: da sola Almaty concentra oltre la metà delle iniziative promozionali della Farnesina e di ICE Agenzia in tutta l’Asia Centrale. La moda è la nostra avanguardia più prestigiosa in questa azione, perché il Made in Italy risponde in modo unico al nuovo consumatore kazako, che cerca distinzione nella qualità manifatturiera, nell’affidabilità tecnica e nella sostenibilità certificata. Non ci limitiamo a vendere: l’Italia intende costruire partnership durature, camminando insieme agli interlocutori di questa Regione nelle sfide del futuro e La Moda Italiana@Almaty è lo strumento concreto di questa ambizione: un evento che non presenta semplicemente i nostri prodotti, ma consolida anno dopo anno un dialogo tra eccellenze che rende più forte e più visibile la presenza italiana in tutta l’Asia Centrale”.
Filippo Covino, direttore ICE Almaty: “La Moda Italiana@Almaty si è imposta sul mercato centroasiatico con l’evidenza dei numeri, in termini di adesioni e affluenza, consolidando una crescita importante. Ed è ora un esempio importante di collaborazione tra associazioni confindustriali del sistema moda, ICE Agenzia e regioni dei distretti manifatturieri, come Marche e Campania”.

