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Interris.it: Social: rovina o opportunità per la comunicazione?

Social: rovina o opportunità per la comunicazione?

Vera Gheno, linguista, spiega ad Interris.it l’evoluzione del linguaggio e della comunicazione. É sempre che vero che i social hanno rovinato la lingua italiana o sono solo un sintomo di questo problema?
da
Rossella Avella –
ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04 Ottobre 8, 2020

La linguistica è la scienza che studia il linguaggio umano articolato, da tutti i punti di vista possibili. Questa disciplina studia quindi la capacità comunicativa dell’uomo e le forme in cui si realizza: gli atti linguistici e le lingue. Il linguista studia le lingue come fenomeni, non come strumenti della comunicazione. Quindi non studia gli idiomi per apprenderli, cosa che caratterizza invece il poliglotta.

In definitiva il linguista considera i testi come atti linguistici, studia la lingua come fenomeno del linguaggio, a differenza del filologo che ad esempio si concentra su fatti storici e socio-culturali. Proprio dell’evoluzione della lingua e dell’importanza della comunicazione Interris.it ne ha parlato con Vera Gheno dottoressa di ricerca in linguistica italiana e docente presso l’Università di Firenze. Inoltre collabora con Zanichelli e dal 14 settembre conduce un programma radiofonico su Radio1Rai con Carlo Cianetti dal titolo “Linguacce”.

Da fruitori a produttori di testo

“Ogni mezzo di comunicazione ha un influsso sulla lingua che andiamo ad utilizzare. La nostra lingua e il nostro linguaggio una volta che vanno in linea in parte cambiano. Quello che casomai fa impressione è che oggi con i social media siamo diventati tutti emettitori di testo, produttori di contenuti e non solo fruitori. I social media rappresentano una sorta di megafono per le nostre idee, accessibile a tutti anche per chi è non è competente nell’usarlo”.
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Social e lingua nella comunicazione

“Cioè su cui bisogna porre l attenzione è che noi tendiamo a considerare il mondo dei social media come qualcosa che ha impattato negativamente sulla nostra lingua. In realtà come dicevo prima da una parte l’adattamento è naturale mentre dall’altra l’impressione è che la qualità della nostra lingua sia peggiorata. Ciò è dovuto al fatto che adesso tutti scrivono molto più di prima e quindi vediamo dei livelli di uso della lingua che prima se ne stavano belli nascosti”.
Social, sintomo ma non causa

“Nei miei 25 anni di vita on line e del relativo studio mi sono convinta sempre di più che i social network vengano accusati sempre di più di essere portatori di rovina nei confronti della lingua italiana. In realtà l’italiano si dimostra una lingua estremamente vitale proprio per la sua capacità di adattarsi anche all’ambiente dei social network che possiamo considerare una sorta di cartina di tornasole di fenomeni che accadono fuori da questo ambiente nella realtà linguistica di tutti i giorni. Certo è molto più comodo pensare che sia colpa dei social piuttosto che fare un atto di contrazione e rendersi conto che i problemi che ha l’italiano sono causati da noi e dal modo in cui usiamo forse con troppa superficialità la nostra lingua nella vita di tutti i giorni. I social sono solo il sintomo, ma non la causa”.
Perché si diventa haters

“Viene spesso citato come esempio l’esperimento che fece Radio Radicale quando decise di aprire i microfoni e per ore permetteva alle persone di parlare liberamente in radio. Emerse una sensazione di degenerazione perché era uno dei primi casi in cui l’Italiano medio aveva la parola. L’immancabile adattamento al medium da una parte e l’allargamento del numero del tipo di persone che hanno voce dall’altra, messi insieme danno la sensazione che si stava meglio prima dal punto di vista linguistico. Oggi possiamo utilizzare delle scorciatoie comunicative che se fossimo in pubblico non si creerebbero. Per questo il passaggio dal privato al pubblico sui social non sempre siamo capaci di gestirlo per questo a volte si diventa “haters” inconsapevolmente”.

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