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Interris.it: Il mistero di Fatima, tra pandemia e solidarietà

La testimonianza di Antonio, membro dell’Apg23 che vive nei pressi del Santuario E L’intervista a Saverio Gaeta, giornalista e scrittore
da Manuela Petrini
Silenzioso e deserto. E’ così che appare il Santuario di Nostra Signora di Fatima nel giorno un cui la Chiesa fa memoria della prima apparizione avvenuta il 13 maggio 1917. Alla Conca di Iria la “Bella Signora” decise di mostrarsi, vestita di bianco e con un rosario in mano a tre bambini, tre pastorelli: Lucia dos Santos di 10 anni, Jacinta e Francisco Marto, rispettivamente di 7 e 9 anni. E’ l’inizio di un capitolo della nostra storia, messaggi di conversione, di preghiera, che risuonano attuali ancora oggi.
Le apparizioni
I tre pastorelli quel giorno si trovavano a Conca di Iria, nei pressi della cittadina portoghese di Fatima: testimoniarono di aver visto una nube scendere dall’alto e poi diradarsi pian piano, svelando la figura di una donna che loro identificarono con Maria. Dopo questa prima apparizione, la Madonna apparve altre volte ai tre, ogni volta il 13 del mese, fino ad ottobre, e chiese loro di pregare il rosario affinché la prima guerra mondiale potesse finire. Lucia raccontò tutto alla mamma che la rimproverò perché pensava che mentisse. La Madonna la consolò, le disse di offrire le sue sofferenze al Signore e che avrebbe dato un segno affinché tutti le potessero credere. Il 13 ottobre 1917, un numero notevole di persone avrebbero visto il disco solare cambiare colore, dimensione e posizione per circa dieci minuti. Nonostante la pioggia battente, Conca di Iria era stracolma di persone. L’evento è conosciuto come “Miracolo del Sole”. Nel 1930, con il documento A Divina Providencia, il vescovo di Leira, monsignor Josè Alves Correia da Silva dichiarò “degne di credito le visioni dei fanciulli nella Cova da Iria“, autorizzando ufficialmente il culto della Madonna di Fatima con il titolo Nossa Senhora de Fatima. Questo ha portato quindi anche il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa cattolica della “natura soprannaturale del miracolo del sole”.
Fatima oggi
“Qui la vita da prima della pandemia da coronavirus ad oggi è cambiata notevolmente. Dove sorge il Santuario, in passato, era un luogo in cui venivano portate a pascolare le pecore, un deserto”, racconta a Interris.it Antonio Scarpiello, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII che vive a Fatima con la sua grande famiglia: 4 donne, di cui una pellegrina che a causa del Covid-19 è rimasta bloccata nella cittadina portoghese, due ragazze, un signore di 65 anni, un ragazzo tetraplegico e una ragazza di 32 anni affetta da una grave patologia degenerativa. “A causa del coronavirus, il Santuario ha dovuto sospendere tutte le celebrazioni eucaristiche e tutte le attività, è deserto, mette tristezza vederlo così“. “Fatima solitamente è stracolma di gente, ma ora non può venire nessuno”. Questo crea enormi difficoltà economiche alla popolazione della cittadina che basa tutta la sua economia sull’indotto creato dal Santuario. “Una mia amica, che vende articoli religiosi, ha aperto il suo negozio ma è preoccupata perché non entra nessuno”, racconta Antonio sottolineando che le persone, pur patendo la crisi economica, accettano questa situazione sperando che tutto si risolva al più presto. “Non sarà facile rialzarsi. Quando ci sarà la riapertura sarà graduale, non ci sarà la folla di pellegrini come una volta”.
La solidarietà
“Qui a Fatima non ci sono tantissimi poveri in strada. Noi, adesso, con questa situazione, stiamo collaborando con la Caritas per aiutare le famiglie che non hanno reddito – spiega Antonio -. Abbiamo un forno e stiamo facendo il pane che poi consegniamo alla Caritas che a sua volta provvede alla distribuzione”. “Stiamo tessendo una rete e iniziano a venire fuori le prime collaborazione. Ci hanno chiamato anche dal carcere per dare delle testimonianze – racconta -. La crisi economica ha toccato anche noi, ma non in modo significativo. Prima della pandemia noi vivevamo di Provvidenza, così come stiamo facendo ora“. “Credo che alla fine della pandemia ci saranno nuovi poveri che prenderanno il posto dei ‘vecchi’ che saranno ancora più in difficoltà – spiega -. Ma credo che questo aiuterà la comunità intera, a livello globale, a farci carico tutti insieme della nostra umanità. Ci sarà molta più gente disinteressata all’aspetto del lusso e del materiale, si ritornerà a scoprire i valori essenziali”.
Il parere dell’esperto
Interris.it ha approfondito la tematica delle apparizioni, il significato dei messaggi mariani, il miracolo del sole e il legame tra Papa Giovanni Paolo II e la Madonna di Fatima con Saverio Gaeta, giornalista e scrittore.
Le apparizioni mariane sono spesso accompagnate da messaggi profetici. Cosa li accomuna?
“Il primo punto è certamente cosa ci ispirano questi messaggi quando poi le profezie si rivelano concrete, ci documentano come il cielo da duemila anni a questa parte continua a seguirci sempre attraverso la mediazione di Maria. Una donna che ha conosciuto la vita di tutti noi. Dopo la sua morte è stata assunta in cielo, in corpo e anima e quindi conosce anche la realtà ultraterrena. Non è una quarta persona della Trinità Divina, ma quando conosce qualcosa del futuro è perché Dio glielo permette. Una frase che possiamo tener presente come orizzonte complessivo è quello che disse a a Rue du Bac, a Parigi: ‘Verrà un giorno in cui tutto sembrerà perduto, non abbiate paura che io sarò con voi’. Quella promessa di due secoli fa, continua ad essere la promessa di Maria che lei fa per incarico di Dio. Il Cielo non soltanto esiste, ma tramite lei ci continua a dare queste esortazioni alla fede. Le profezie di Maria non sono mai una minaccia di castigo, ma l’invito di una mamma amorevole. Questo è il primo insegnamento che ci arriva da questi messaggi che a Fatima hanno avuto un punto fondamentale. L’altro aspetto che mi piace sottolineare è quello della ‘domesticità’, la normalità di questo intervento di Maria. Lei appare a dei bambini proprio come una mamma che non viene a fare la maestra, viene a richiamare l’essenziale: vivere accanto a Gesù, apprenderne gli insegnamenti e vivere nella dimensione della vita eterna”.
Nelle apparizioni ai pastorelli di Fatima, la Madonna ha in qualche modo descritto il futuro e le vie per cambiarlo, come la visione dell’infermo, la richiesta della consacrazione della Russia, la devozione al cuore di Maria. Sono messaggi per spronare l’uomo a cambiare la sua condotta?
“Sì. E’ come se Maria ci dicesse: ‘C’è il semaforo rosso, non attraversare o rischi di finire sotto un’auto’. Non è una minaccia, è un avviso. Non è un tentativo di terrorizzarci, ma di salvarci. Maria la possiamo vedere come una mamma che ci tiene per mano e cerca di evitarci il pericolo. La chiave mariana è quella della salvezza eterna, dell’anima, per portarci in paradiso vicino a Gesù Cristo. Quando ai pastorelli di Fatima preannuncia un rischio, lo fa sempre in questa ottica. Maria non viene a salvarci dal problema temporale, terreno, viene a dirci che il desiderio del Cielo è quello di portarci tutti in paradiso. Sono degli inviti a riconsiderare il modo di guardare alla realtà per renderci conto quello che ci compete è di camminare sulla strada della conversione verso Gesù Cristo”.
Questi messaggi sono attuali ancora oggi?
“Le profezie mariane non hanno mai una data, sono sempre ‘condizionate’ nel senso che noi, con la preghiera, con la conversione, i sacrifici, possiamo diminuire o abolire il problema. Ma sono preannunci che riguardano un futuro nel quale stiamo procedendo. Almeno in questa fase non possiamo mai dire se delle cose sono state superate o no, ma abbiamo la certezza che le profezie del passato si sono verificate. Altre profezie che non si sono verificate, non indispensabili che avvenga, possono comunque darci l’idea che un domani possa vedere queste vicende realizzarsi. Le profezie di Maria che sono ancora in attesa se non verranno modificate con la nostra preghiera, conversione e un atteggiamento teso al bene potranno verificarsi. Per cui rimangono non solo attuali, ma sono dei punti di fronti ai quali noi dobbiamo comportarci nella maniera più giusta. Non sono dei castighi minacciati, ma degli eventi che l’uomo stesso procurerà”.
Il 13 ottobre 1917 alla Cova da Iria, decine di migliaia di persone hanno assistito al miracolo del Sole, che Maria aveva annunciato tempo prima ai tre pastorelli. Perché ha voluto dare questo segno?
“Il miracolo del sole non è stato visto solo da coloro che erano a Fatima, ma anche da persone lontane circa 30 chilometri da quel luogo. Fino a poche ore prima c’era stato un grande acquazzone che aveva allagato il terreno che si era trasformato in una pozza di fango. Le persone che erano lì, si calcola intorno alle 70-80 mila, erano bagnati fradici e si ritrovarono tutti asciutti – furono raccolte centinaia e centinaia di testimonianze – oltre a quelli dei giornali dell’epoca, il Portogallo era guidato da un governo non proprio vicino alla Chiesa. Molti testimoniarono di aver sentito come un forno, un raggio che scaldava così tanto i tessuti ma senza scottare loro, evaporò tutta l’acqua. Ci fu la sensazione comune di un segno che si era manifestato con una forza straordinaria. Il Cielo cerca sempre di darci delle prove della sua presenza, senza mai costringerci alla fede. Tutti i segni permettono di vedere, ma lasciano sempre quello spazio ‘di buio’ per rispettare la libertà umana. Se si guarda a vicende come quelle del miracolo del sole di Fatima con un occhio scientifico, ci si rende conto che ci sono diversi tasselli e indizi che permettono di interrogarsi su quella vicenda e di trarne una conclusione realistica: c’è stato qualcosa di molto misterioso, di interrogativo”.
Qual è il legame tra la Madonna di Fatima e Giovanni Paolo II?
“E’ un legame strettissimo per diversi motivi. In primis per la sua devozione a Maria. La Madonna è una sola che si presenta con decine e decine di titoli diversi. Io ne ho calcolati 270-280 in circa un migliaio di apparizioni credibili. Giovanni Paolo II è stato un grande devoto della Madonna, fin dalla giovanissima età, quando rimasto orfano della mamma. Ha compiuto tantissimi gesti come pellegrinaggi, anche in tempi in cui erano proibiti alla Madonna Nera di Częstochowa, in rappresentanza degli universitari polacchi, ha invocato Maria in tutte le circostanze più faticose della sua vita. Ha fatto un patto con la Madonna, riguardo ai seminaristi di Cracovia: ‘Farò tanti pellegrinaggi nei tuoi Santuari per quanti seminaristi mi porterai’. Ne arrivarono così tanti che si è dovuto porre l’interrogativo di come avrebbe rispettato questo voto. Una volta diventato Papa lo ha risolto chiedendo che in ogni viaggio apostolico ci sarebbe dovuta essere una tappa in un Santuario mariano. Quello che l’ha legato a Fatima, in particolare, è stata la data dell’attentato. Lui ha invocato la Madonna di Fatima come sua protettrice ed è andato al Santuario a portare il proiettile con cui era stato colpito, perché quello in cui ha avuto l’attentato era il giorno della Madonna di Fatima. Giovanni Paolo II ha avuto l’attentato il 13 maggio, è andato a Fatima a ringraziare la Madonna, per questo alcuni pensano che il segreto relativo al Papa che verrà colpito riguarda lui. A mio parere personale, questa deduzione è inesatta: nella terza parte del segreto di Fatima, il Papa viene colpito in un periodo di grande di persecuzione della Chiesa”.

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