Vai al contenuto
Enna Press

Enna Press

Testata giornalistica Online

BANNERCGIL
Menu principale
  • Politica
    • sindacati
  • Salute
    • sanità
  • Istituzioni
    • Comune
    • Associazioni
    • Prefettura
    • Camera di Commercio
    • Provincia
    • Scuola
    • Università
    • Convegni
    • ordini professionali
    • Forze dell’Ordine
    • giudiziaria
  • Cultura
    • Poesie
    • Eventi
    • Teatro
    • Eventi Religiosi
      • Riti della settimana santa
  • Ambiente
    • Agricoltura
    • Agroalimentare
  • Sport
    • Arti Marziali
    • Atletica
    • Automobilismo
    • Basket
    • Boxe
    • Calcio
    • Calcio a 5
    • Canoa
    • Danza
    • Karting
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallamano
    • Pallavolo
    • Tennistavolo
    • Rally
    • Uisp
    • Aia
    • Coni
  • Cronaca
  • Turismo
  • Trasporti
  • Solidarietà
    • Volontariato
    • Donazioni
  • VIDEO
  • Home
  • Solidarietà
  • Interris.it; Allarme rosso in Africa: ora il coronavirus fa paura
  • Solidarietà

Interris.it; Allarme rosso in Africa: ora il coronavirus fa paura

Su Aprile 2, 2020 6 minuti letti

Allarme rosso in Africa: ora il coronavirus fa paura
Il dramma delle township sudafricane, sistemi sanitari fragili, emergenze pregresse: il quadro del contagio rischia di assumere contorni tragici
Sono in tutto cinquantaquattro gli Stati del continente africano. Nemmeno l’Asia arriva a un numero tale. E, al momento, 48 di loro stanno già facendo i conti con la diffusione del coronavirus. Un numero progressivo, sempre più allarmante, che mette a nudo, ancora una volta, tutti i timori legati alla possibile invasione del Covid-19 al di là del Mediterraneo, da parte di un Occidente già di per sé chiamato a una prova estrema. Ora come ora, però, con la progressione del virus pressoché galoppante in numerose aree del Pianeta, l’interrogativo sulla possibile esplosione del contagio nei Paesi africani rappresenta forse l’incognita più grave: i numeri forniti dall’Oms, per il momento, di oltre 5 mila contagi diffusi su tutto il continente in modo disomogeneo (maggioranza dei casi in Sudafrica ma numeri elevati anche in Egitto, Algeria e Marocco), con un bilancio provvisorio di 170 decessi e 370 guarigioni. Dati investiti dell’ufficialità ma che, da più parti, vengono letti con prudenza, soprattutto pensando a tutti quei Paesi che, per le condizioni estreme del loro tessuto sociale, a una tale emergenza non possono far fronte. O comunque, come spiegato a Interris.it da Enrico Casale, responsabile della sezione news di Africa Rivista, senza gli strumenti necessari a tamponarla.
Monitoraggio continuo
Sulla reale situazione dell’epidemia Covid-19 in Africa si conosce poco. Quasi certamente, i numeri giunti fin qui potrebbero rappresentare la parte superficiale di un contagio che, dovesse replicare nel continente i numeri visti in Europa, in Cina o negli Stati Uniti, andrebbe ad assestare forse il colpo peggiore per una terra già di per sé in estrema difficoltà. Il coronavirus, infatti, raggiunge il continente aggiungendo un immenso carico di sofferenze a un contesto che ha già guardato negli occhi (e guarda tuttora) sindromi, malattie e squarci di sofferenza portati da conflitti, povertà e fame. Per questo, al netto di un monitoraggio costante e per quanto possibile approfondito, il quadro africano resta complesso e sensibile a ogni variazione, nei Paesi della fascia subsahariana naturalmente, ma anche in Stati (come quelli della fascia mediterranea) dove i sistemi sanitari sono più strutturati.
Allarme in Sudafrica
Nemmeno un Paese come il Sudafrica fa eccezione, stretto nella morsa di un’epidemia che, se da un lato è stata assorbita dalla popolazione sul modello europeo, dall’altra vede emergere tutte le contraddizioni tipiche di terre dove la disparità sociale è tutt’altro che ridotta: “In Sudafrica il problema è duplice – ha spiegato Casale -. Il punto è che la popolazione, non quella ricca ma di reddito basso o bassissimo, assieme agli immigrati, che sono il 7,5% della popolazione sudafricana, sta soffrendo molto il lockdown. Si tratta di persone che vivono con poco più di 2 euro al giorno, e per vivere devono uscire tutti i giorni, guadagnandosi il pane con il piccolo commercio e i lavori informali (compreso quello domestico)… Questo problema è tipico del Sudafrica ma c’è un po’ in tutti i Paesi dell’Africa subsahariana. La popolazione molto povera, che vive di giorno in giorno, ha dei grossi problemi a mantenersi se è costretta in casa”.
Il caso Congo
In sostanza, al di là dell’allarme per la tenuta sanitaria di un continente che, in molti casi, deficita nelle più basilari norme di salvaguardia medica, assume rilevanza la componente sociale che, senza alcun paradosso, potrebbe indirettamente favorire la diffusione di un virus: “Come si fa – ha spiegato ancora Casale – a mantenere le misure restrittive e igieniche in posti come le township sudafricane, in Kenya o nella Repubblica Democratica del Congo? In molti vivono in cinque in una baracca, a venti centimetri da un’altra baracca dove ne vivono altre cinque. Se c’è un contagiato il virus si diffonde ovunque”. Il punto, ancora una volta, è il quadro di estrema gravità sanitaria ed economica con cui l’Africa ha storicamente fatto i conti: “Pensiamo a una situazione come quella del Congo Kinshasha che, negli ultimi anni, ha dovuto far fronte a una delle più devastanti epidemie di morbillo, che ha ucciso molti bambini; al colera, che ha colpito circa 30 mila persone; l’ebola, che ha colpito soprattutto nelle regioni orientali, un’epidemia chiusa ma di cui c’è sempre il terrore che esca un nuovo focolaio; la malaria, che è diffusissima non solo nella RdC ma in tutta l’Africa subsahariana”.
Sanità, rischio collasso
Decisamente alta l’attenzione sui sistemi sanitari africani, costretti a far fronte a emergenze quotidiane in molte parti del continente e, anche per questo, perennemente in bilico sull’orlo della crisi: “In molte delle costituzioni dell’Africa subsahariana, il diritto alla salute è garantito, o dovrebbe esserlo, a tutta la popolazione. Nei fatti non è così: chi viene ricoverato deve pagare il medico, portarsi medicine, bende, siringhe, lenzuola… In più, questi Paesi hanno basse entrate e quindi non riescono a investire sui sistemi sanitari né su una rete di strutture sanitarie (medico di base, pediatra, presidi). Niente di strano che un’epidemia in grado di mettere a dura prova il comparto medico europeo in Africa faccia ancora più paura: “Ad esempio – ha detto ancora Casale – ci sono stati i primi casi in Guinea Bissau, un Paese poverissimo che non ha nemmeno un posto in terapia intensiva. Dovesse esserci una diffusione massiccia di questo virus, non ci sarebbero strutture in grado di aiutare la popolazione. Stessa cosa in Somalia, un Paese in guerra da quasi trent’anni che non ha più un sistema sanitario”.
Sofferenza comune
Un dramma nel dramma, che vede ancora una volta l’Africa scoprire il fianco a una possibile, devastante crisi sanitaria. In una realtà fatta di piccoli e grandi contesti, diversi fra loro ma accomunati da un filo rosso che lega il continente nelle spire dell’emergenza continua. E non solo sul piano della salute, ma anche per gli effetti dei politiche turbolente, fin troppe volte sfociate nella dittatura, nonché di secoli di sfruttamento: “L’Africa, in caso di esplosione del contagio, verrebbe messa in ginocchio, così come accadde per l’ebola o la malaria“. Uno scenario terrificante ma che, al di là del Mediterraneo, rende il coronavirus solo l’ennesima tragica variabile in un quadro di comune sofferenza.

Advertisement
Advertisement
Visite: 167

Informazioni sull'autore

Su

Administrator

Visita il sito web Visualizza tutti gli articoli

Navigazione articolo

Precedente: Emergenza Coronavirus; il Comune di Enna realizza elenco di ditte disponibili a servizio a domicilio
Successivo: Emergenza Coronavirus; il segretario provinciale del Pd Vittorio Di Gangi "Sostenere il mondo dell'Impresa"

Storie correlate

cena zambia
  • Solidarietà

Cristina Fazzi un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla cena solidale Un canto per lo Zambia

Riccardo Aprile 20, 2026
vanessa 3
  • Solidarietà

La Presidente della Coop Sociale la Contea Vanessa Mancuso premiata nella serata Tributo alle Donne 2026

Riccardo Aprile 20, 2026
fondazione gruppo arena
  • Solidarietà

Il medico volontaria in Zambia Cristina Fazzi “Grazie alla Fondazione Gruppo Arena per il sostegno”

Riccardo Aprile 20, 2026

Articoli recenti

  • Pallavolo Serie D MF: una vittoria ed una sconfitta per le formazioni ennesi
  • Cristina Fazzi un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla cena solidale Un canto per lo Zambia
  • Istituto Confucio: Alla scoperta della bellezza dei caratteri cinesi
  • Taekwondo: www.gdf.gov.it: Spanish Open 2026: Molin d’argento nella +87 kg e Mangione di bronzo nella -74 kg
  • Escorsionisti degli Erei: grazie all’azienda delle foreste

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Archivi

Aprile 2026
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  
« Mar    

Articoli recenti

  • Pallavolo Serie D MF: una vittoria ed una sconfitta per le formazioni ennesi
  • Cristina Fazzi un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla cena solidale Un canto per lo Zambia
  • Istituto Confucio: Alla scoperta della bellezza dei caratteri cinesi
  • Taekwondo: www.gdf.gov.it: Spanish Open 2026: Molin d’argento nella +87 kg e Mangione di bronzo nella -74 kg
  • Escorsionisti degli Erei: grazie all’azienda delle foreste

Ultime notizie

  • Pallavolo

Pallavolo Serie D MF: una vittoria ed una sconfitta per le formazioni ennesi

Riccardo Aprile 20, 2026
cena zambia
  • Solidarietà

Cristina Fazzi un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla cena solidale Un canto per lo Zambia

Riccardo Aprile 20, 2026
cinesi
  • Università

Istituto Confucio: Alla scoperta della bellezza dei caratteri cinesi

Riccardo Aprile 20, 2026
angelo mangione 2
  • Arti Marziali

Taekwondo: www.gdf.gov.it: Spanish Open 2026: Molin d’argento nella +87 kg e Mangione di bronzo nella -74 kg

Riccardo Aprile 20, 2026
Trova i tuoi orari degli autobus

OFFERTE DI LAVORO

Il Centro La Diagnostica di Catenanuova ricerca un tecnico sanitario di radiologia medica a Enna

Copyright EnnaPress© All rights reserved. | MoreNews di AF themes.
Accetta i Cookie
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito Web. Questi cookie saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito Web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Non-necessary
Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito Web e viene utilizzato in modo specifico per raccogliere dati personali dell\'utente tramite analisi, pubblicità, altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. È obbligatorio ottenere il consenso dell\'utente prima di eseguire questi cookie sul tuo sito Web.
ACCETTA E SALVA