Industria: manifestazione oggi davanti al petrolchimico di Siracusa per chiedere al governo interventi che ne garantiscano il futuro
Dopo l’assemblea i lavoratori hanno bloccato la strada che collega la zona industriale alla città
Siracusa, 10 giu- Manifestazione oggi davanti ai cancelli del petrolchimico di Siracusa dei lavoratori dell’industria e dei portuali riuniti in un’assemblea intercategoriale organizzata dalla Cgil. Il lavoratori e il sindacato, preoccupati delle ricadute del conflitto in Ucraina, chiedono “un intervento risolutivo del governo nazionale che si faccia carico del futuro del petrolchimico di Siracusa”. Nella piattaforma sindacale i temi dello sviluppo della rete infrastrutturale e della ricerca e innovazione. La riconversione delle aree dismesse, le bonifiche, la legalità negli appalti. Il sindacato chiede anche di riportare in mani pubbliche la gestione delle aree di Punta Cugno e Marina di Melilli che , bonificate e riqualificate, possono attrarre investimenti. Inoltre, un accordo di programma per governare la transizione con l’attivazione di una cabina di regia all’interno di un tavolo istituzionale permanente. Obiettivo è “sostenere e accompagnare un settore strategico come quello dell’energia in un avviato percorso di transizione”, sostiene la Cgil.
“E’ una sfida di ampia portata- ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino dal palco della manifestazione- una battaglia che riguarda non solo Siracusa ma la Sicilia tutta e l’intero Mezzogiorno che, in assenza di risposte, rischiano la desertificazione industriale. La vicenda dei progetti sull’idrogeno che vede attualmente la Sicilia esclusa- ha aggiunto- è emblematica dell’inadeguatezza della politica regionale e del disinteresse di quella nazionale. Come sindacato serreremo le fila e alzeremo il livello della pressione per ottenere risultati che diano prospettive all’area di Siracusa e all’intera Sicilia, il governo nazionale deve dare risposte positive al dramma e al grido di dolore che emerge da questa manifestazione”.
“Il petrolchimico- ha sostenuto Giacomo Rota, segretario generale della Filctem Cgil Sicilia- è un asset economico fondamentale che va tutelato sia dagli effetti della guerra sia facendo sì che transizione energetica lo riconverta non mettendo a rischio i suoi 10 mila posti di lavoro”.
“Occorre procedere con investimenti – ha detto Emilio Miceli, segretario confederale della Cgil nazionale- e con una visione chiara di quello che si vuole fare. Una transizione che è una rivoluzione da un modello all’altro- ha aggiunto- non si può fare senza i capitali privati e senza che le eccellenze italiane, come l’Eni che investe altrove, si mettano a disposizione anche del loro Paese”. Miceli ha proseguito: “Il governo si preoccupi, a partire dalla prossima finanziaria, di rilanciare gli investimenti pubblici e di sollecitare le grandi imprese, a partire dalle sue, a cambiare i propri piani industriali adeguandoli alla nuova situazione. Non è possibile che tutto cambi, tranne che per le imprese”. E a proposito del governo regionale Miceli ha parlato di “necessità assoluta mai come ora di una classe dirigente credibile”. Dopo l’assemblea i lavoratori hanno bloccato la strada che collega la zona industriale alla città.
2022 dac


