La maggioranza parlamentare di centrodestra chiede al governo Meloni di ridimensionare l’industria indipendente del film e dell’audiovisivo: quella europea e in prospettiva anche l’italiana. Questo è quanto si apprende dalla stampa nazionale in merito all’attività parlamentare.
Le Commissioni Cultura della Camera e Affari produttivi del Senato hanno approvato a maggioranza un parere su un decreto del governo adesso all’esame del Parlamento.
I due pareri spingono il governo Meloni a cambiare le normative vigenti.
Vogliono sia corretto Tusma che contiene tutte le norme in materia tv.
La norma in vigore stabilisce che le emittenti private gratuite (come Mediaset) debbano investire il 12,5% degli “introiti netti annui” nel “pre-acquisto, nell’acquisto o nella produzione di opere europee” realizzate “da produttori indipendenti”, come ricorda La Repubblica.
La maggioranza di centrodestra di entrambe le Commissioni chiede di abbassare la percentuale dall’attuale 12,5% fino al 10%.
Sarebbe un duro colpo all’industria europea indipendente ed un gran favore per i bilanci delle emittenti private gratuite.
Si apprende inoltre che i pareri di entrambe le Commissioni aiutino anche le emittenti a pagamento (Sky, Netflix…). La norma in vigore impone di investire il 20% degli introiti netti “in opere audiovisive europee” realizzate “da produttori indipendenti”.
Le due Commissioni, a maggioranza, propongono di abbassare l’impegno di spesa al 16% rispetto al 20% iniziale.
Al Senato e sia alla Camera il Pd, i Cinquestelle e Alleanza Verdi e Sinistra votano contro i due pareri.
“Purtroppo il Parlamento chiede di modificare radicalmente i fondamentali di un mercato che non si è neanche degnato di ascoltare. Tutto questo avrà conseguenze sulla occupazione, l’economia e la capacità di avere spazio”, queste le parole del deputato democratico Andrea Casu riportate da La Repubblica.
Francesco Verducci (Senatore Pd): “I produttori italiani ed europei hanno già enormi difficoltà a fronteggiare i giganti mondiali dell’intrattenimento. Adesso la maggioranza e il governo vogliono aggravare il loro disagio”.
Andrea Greco


