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Inaugurata in Sicilia, a Sant’Agata di Militello, nel cuore del Parco dei Nebrodi, la Quinta Conferenza Internazionale di Ingegneria Naturalistica

Riccardo Novembre 7, 2026 8 minuti letti

Inaugurata in Sicilia, a Sant’Agata di Militello, nel cuore del Parco dei Nebrodi, la Quinta Conferenza Internazionale di Ingegneria Naturalistica

A 10 mesi da Niscemi – a 10 mesi dal Ciclone Harry con onda alta 16,6 metri.

Giusi Savarino – Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana: ” Il mio Assessorato negli ultimi tre anni è stato fortemente impegnato in azioni concrete da quelle che hanno riguardato la mitigazione dei danni conseguenti il passaggio del Ciclone Henry a quelle nelle quali sono state investite risorse molto significative per la creazione di nuove aree verdi (241 nuovi parchi urbani in altrettanti comuni per un investimento complessivo di 12,5 milioni di euro e altri 5 milioni immediatamente disponibili proprio oggi messi a bando per altri 25 progetti) e la disimpermeabilizzazione dei suoli nella maggior parte dei comuni siciliani. Inoltre il nostro Sistema Regionale delle Aree Naturali Protette, composto da 4 parchi regionali, 75 riserve naturali e 245 Siti Natura 2000, è il laboratorio ideale di buone pratiche di restauro che mettiamo a disposizione di progettisti e di amministrazioni locali”.

Federico Preti – Università di Firenze – Presidente Nazionale Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica: ” Ci stiamo occupando della Restoration Law, una legge importante dell’Unione Europea per cui sono di recente usciti i decreti attuativi del Ministero e dell’ISPRA. I limiti sono che la legge è pensata per il nord Europa, qui noi siamo in Sicilia, siamo in mezzo al Mediterraneo e in Italia abbiamo bisogno di adattare quello che riguarda il restauro della natura”.

Flora Vallone – architetto paesaggista – Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica: ” In Italia ci sono ben 213 mila ettari di aree disponibili ad essere recuperate, quindi vuol dire portarle in qualità per come obbliga la Nature Restoration Law da due anni e mezzo, dal 18 agosto 2024. E ricordo che la scadenza per completare il tutto è vicinissima perchè è quella del 2030. Non c’è tempo!”.

Domenico Barbuzza – Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi: ” Dobbiamo evitare di intraprendere, soprattutto noi che facciamo politica, gli interventi quando c’è il problema. Ma li dovremmo prevenire, evitare e così essere pronti”.

Nel link l’intero programma – Programma Mater.pdf

Nel secondo link interviste – video – foto – https://wetransfer.com/downloads/b1e646e9014fb60773b67dec9f74a6b520261105173845/a1e7e6ac15e37e33a3aff559c79fd68320261105180409/5c09ad?t_exp=1794159525&t_lsid=4e10bfdd-7e50-4ec6-b441-a6d757e17836&t_network=email&t_rid=ZW1haWx8Njc0MDU0N2ViNjM1NTFjNmY2NDAyOTA3&t_s=download_link&t_ts=1793900325

“Problematiche come quelle dei cambiamenti climatici o del dissesto idrogeologico richiedono sempre più risposte che mettano in primo piano la tutela dell’ambiente e azioni innovative di restauro del territorio. Il mio Assessorato negli ultimi tre anni è stato fortemente impegnato in azioni concrete da quelle che hanno riguardato la mitigazione dei danni conseguenti il passaggio del Ciclone Henry a quelle nelle quali sono state investite risorse molto significative per la creazione di nuove aree verdi (241 nuovi parchi urbani in altrettanti comuni per un investimento complessivo di 12,5 milioni di euro e altri 5 milioni immediatamente disponibili proprio oggi messi a bando per altri 25 progetti) e la disimpermeabilizzazione dei suoli nella maggior parte dei comuni siciliani. Inoltre il nostro Sistema Regionale delle Aree Naturali Protette, composto da 4 parchi regionali, 75 riserve naturali e 245 Siti Natura 2000, è il laboratorio ideale di buone pratiche di restauro che mettiamo a disposizione di progettisti e di amministrazioni locali. Infine già 5 importanti progetti basati sulle Natural Based Solutions sono stati approvati dal MASE nell’ambito dell’Accordo per la Coesione Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica”. Lo ha affermato Giusi Savarino, Assesssore al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, aprendo la Quinta Conferenza Internazionale di Ingegneria Naturalistica, in corso a Sant’Agata di Militello nel core del Parco dei Nebrodi e che quest’anno vede coe tema la Nature Restoration Law. Federico Preti, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica e docente dell’Università di Firenze.

“Il V Convegno internazionale di ingegneria naturalistica è un momento di confronto importantissimo che il mio Assessorato ha voluto con forza patrocinare e realizzare in collaborazione con il Parco dei Nebrodi. Mettere al centro della discussione fra la Regione – ha continuato la Savarino – le Aree Naturali Protette, le amministrazioni locali, le università, gli ordini professionale e le associazioni di categoria, le questioni poste dell’ingegneria naturalistica e le natural based solutions è una necessità indifferibile”..

La Sicilia, dunque, Laboratorio Internazionale della Nature Restoration Law.

“Ci stiamo occupando della Restoration Law, una legge importante della Unione Europea per cui sono di recente usciti i decreti attuativi del Ministero e dell’ISPRA. I limiti sono che la legge è pensata per il nord Europa, qui noi siamo in Sicilia, siamo in mezzo al Mediterraneo e in Italia abbiamo bisogno di adattare quello che riguarda il restauro della natura – ha affermato Federico Preti, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica e docente dell’Università di Firenze – a esigenze molto evidenti di rischio idrologico che noi chiamiamo idrogeo – illogico perché è causato dall’uomo e dobbiamo affrontare altre tematiche che in Sicilia si sono evidenziate moltissimo come il ciclone Harry, o la frana di Niscemi.

Ormai il territorio è fragile, vulnerabile e solo con le soluzioni ispirate alla natura siamo in grado di fronteggiare il peggioramento che abbiamo rispetto al rischio. Siamo di fronte a sfide importanti con un cambiamento climatico aggravato dalle scelte dell’uomo. Esperti da tutto il Mondo si confrontano, in Sicilia ad esempio su strategie per il recupero, ripristino e restauro degli habitat soluzioni innovative NBS (Ingegneria Naturalistica 2.0) e uso di specie autoctone, tecniche per la gestione del paesaggio agro-forestale, la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico, sull’impiego di specie resilienti per la forestazione urbana e la rigenerazione delle aree degradate, aspetti pedologici, geologici e valorizzazione dei geositi”.

La Conferenza è promossa dall’Ente Parco dei Nebrodi, dall’Università degli Studi di Palermo e dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica (AIPIN), con il sostegno dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, testimonia il ruolo centrale della collaborazione tra istituzioni, ricerca e professioni nella costruzione di modelli di intervento capaci di rispondere alle sfide ambientali del nostro tempo.

“La missione è tutelare l’ambiente, tutelare il nostro territorio, il territorio in cui viviamo. Veniamo da un momento particolare, come quello del ciclone Harry dove ha portato distruzione, ma la Sicilia ha saputo rialzarsi in tempi brevi, cosa che magari in altri tempi non faceva. Con la Conferenza Internazionale ci confrontiamo – ha affermato Domenico Barbuzza, Presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi – con gli esperti in ingegneria naturalistica per vedere, per capire quali siano le soluzioni, perché le soluzioni ci sono, bisogna metterle in atto. Dobbiamo evitare di intraprendere, soprattutto noi che facciamo politica, gli interventi quando c’è il problema. Ma li dovremmo prevenire, evitare e così essere pronti quando, come quest’estate per esempio, siamo stati con un clima di 40°C in Sicilia per una settimana, eventi che non si vedevano forse da anni, se non era forse la prima volta. Quindi il Parco ha questa missione, quella di vedere, di cercare, di trovare soluzioni insieme a tutti gli esperti”.

In Italia 213 mila ettari di aree disponibili ad essere recuperate. Lo si può fare con tecniche basate s soluzioni naturali.

“Ispra quest’anno ci ha restituito un rapporto, quello che loro fanno annualmente sul consumo di suolo in Italia, molto più dettagliato e molto interessante quindi, sulle questioni che riguardano appunto il ripristino degli ecosistemi degradati, che è il tema della Nature Restoration Law. E la Conferenza in corso in Sicilia tratta, al Parco dei Nebrodi, il tema della Nature Restoration Law, proprio attraverso le varie casistiche di interventi che si possono applicare ai vari ecosistemi – ha dichiarato Flora Vallone, architetto paesaggista, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica – dai costieri marini agli agroforestali a quelli urbani, anche piantando 3 miliardi di alberi, dato europeo, 25 mila chilometri di corsi d’acqua da portare in scorrimento libero, che sono proprio gli obiettivi che da anni persegue l’ingegneria naturalistica. L’Ingegneria Naturalistica è Nature Based Solutions per eccellenza, e dunque presenta diverse possibilità di soluzioni. Ispra ha dato questo dato molto interessante, ha mappato il territorio, quindi non è un numero ma sappiamo anche dove sono proprio sono queste aree, degradate. Sono ben 213 mila ettari di aree disponibili ad essere recuperate, quindi vuol dire portarle in qualità per come obbliga la Nature Restoration Law da due anni e mezzo, dal 18 agosto 2024. E ricordo che la scadenza per completare il tutto è vicinissima perchè è quella del 2030. Dunque dobbiamo accelerare e Ispra ci dà anche le informazioni per capire dove. Le possibilità di intervento sono moltissime, non sempre necessitano di grandi risorse. Serve informare”.

La Conferenza è promossa dall’Ente Parco dei Nebrodi, dall’Università degli Studi di Palermo e dall’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica (AIPIN), con il sostegno dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, testimonia il ruolo centrale della collaborazione tra istituzioni, ricerca e professioni nella costruzione di modelli di intervento capaci di rispondere alle sfide ambientali del nostro tempo.

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