L’ ultimo lavoro editoriale di Michele Lauria, già senatore, vice presidente Agcom, ennese, ma naturalizzato romano, ha il sapore del thriller e della introspezione. “La notte del conclave”, edito da , appena uscito nelle librerie Mondadori, è un libro che non segue solamente il fil rouge della trama, ma apre lo scrigno più intimo delle paure, delle certezze, delle domande sulla vita. Ci si addentra nei meandri di una spy story del tutto inedita, ma molto verosimile, per aprire le porte che ci si chiudono alle spalle, nel corso degli anni, lasciando così insolute risposte sul perché, dove, quando e cosa. La vita con le sue mirabolanti giravolte, è uguale a tanti mondi intrecciati il cui percorso è sempre più accidentato. Il
buio circospetto che introduce alla storia, porta, in un primo momento, ad una verità mistificata. Nessun intreccio è più intrigante di quello di una realtà di luci ed ombre vissuta dal clero, rispettato dall’ immaginario collettivo con religiosa soggezione e mistica obbedienza. Ma così non è. Lauria, difatti, si collega ai temi scottanti attuali cui nessuna realtà può essere sottratta, evidenziando le inquietudini del potere , scardinando i “massimi sistemi” del credo, per assioma infallibile, svelando, invece, un mondo di corruttela, spionaggio e morte. Il finale, però, acquieta e regala al lettore la piena consapevolezza che non sempre il potere cui sottostare, prevale. Esiste anche un mondo ” altro” ,dove si ricompone, per un destino arcano che non si conosce, il più esoterico e filosofico epilogo di tutti i misteri. Il bene che vince sul male.


