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Il Questore di Enna Corrado Basile sul 168° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.

168° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.
Ci sarebbe piaciuto celebrare il 168° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato con un altro spirito e con altre modalità, magari in una piazza di un qualche centro di questa splendida provincia, tra i cittadini, gli studenti, le persone qualunque, che sono la ragione stessa della nostra esistenza.
Ma la salvaguardia della salute della nostra comunità e di noi stessi impone quest’anno di celebrare l’anniversario della Fondazione unicamente in forma simbolica, con la deposizione di una corona in memoria dei Caduti della Polizia di Stato presso la caserma “Boris Giuliano” di Enna Bassa.
È, dunque, più che altro un momento di riflessione sul ruolo che oggi la Polizia di Stato è chiamata ad interpretare. Perché oggi più che mai sentiamo di voler essere un punto di riferimento per la comunità dell’ennese.
Questa pandemia non ha diffuso solo un virus insidioso ma anche un senso di disorientamento. Il sociologo Zygmunt Bauman scriveva che “la paura più temibile è la paura diffusa, sparsa, indistinta, libera, disancorata, fluttuante, priva di un indirizzo o di una causa chiari; la paura che ci perseguita senza una ragione, la minaccia che dovremmo temere e che si intravede ovunque, ma non si mostra mai chiaramente. Paura è il nome che diamo alla nostra incertezza, alla nostra ignoranza della minaccia, o di ciò che c’è da fare”.
Rigorosi nel far rispettare le leggi, vogliamo essere parimenti interpreti del disagio e dello smarrimento che stanno attraversando tutti i cittadini, per essere al loro fianco.
Per questo non daremo molti numeri sulla attività svolta dalla Polizia di Stato di Enna nel corso dell’ultimo anno, come normalmente accade in queste occasioni.
Ecco dunque di cosa vogliamo parlare oggi, di cosa le donne e gli uomini della Polizia di Stato di Enna vogliono essere: compagni al fianco dei cittadini, in quella che si preannuncia una lunga maratona piena di molte salite.
L’attività di soccorso e di assistenza alla popolazione è il Dna della Polizia di Stato.
E allora, dato il difficile momento che l’intero Paese è stato chiamato ad affrontare, non si può non porre l’accento sull’imponente apparato che la Polizia di Stato ha predisposto nella fondamentale azione di prevenzione al diffondersi del virus Covid-19, attraverso una straordinaria ed efficace organizzazione di servizi di controllo del territorio in tutta la provincia.
Ed eccoli allora i numeri che mai, come in questo caso, risultano significativi ed ampiamente esplicativi dello sforzo finora profuso, destinato a durare nel tempo.
Dal 9 marzo scorso ad oggi sono state controllate poco meno di 30 mila persone; sono stati effettuati poco meno di 11 mila controlli ad esercizi commerciali. Sono state elevate circa 900 contravvenzioni.
Numeri di una certa importanza per una provincia che consta totalmente di circa 170 mila abitanti.
L’intero apparato di controllo e prevenzione vede impegnati circa 280 uomini al giorno impiegati anche nella cinturazione dei due comuni dichiarati “zona rossa” Agira e Troina.
L’impegno profuso, l’alto spirito di sacrificio, il naturale senso del dovere estrinsecato, mi portano, orgogliosamente, a dire grazie a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato di questa provincia.
Un grazie che, in un giorno importante per la nostra Istituzione, sento di esprimere al Signor Prefetto di Enna per la mirabile azione di indirizzo svolta anche nel contesto del Comparto Sicurezza.
Un grazie che sento di condividere altresì con i rappresentanti delle altre forze di Polizia, specie Carabinieri, Guardia di Finanza e corpo forestale, ma anche le Polizie locali, nello spirito della più ampia e leale collaborazione.
È un 10 aprile particolare, diverso e questo comunicato stampa ha solo il compito di dire grazie a tutti i cittadini di questa provincia per la loro vicinanza che ci dà lo stimolo per andare avanti nel nostro lavoro, con entusiasmo.
In silenzio e senza clamori, ma con il più alto senso di attaccamento al dovere, però non possiamo non gridare forte:
VIVA L’ITALIA – VIVA LA POLIZIA DI STATO – #ESSERCI SEMPRE

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