La seconda e ultima passeggiata possibile potrebbe creare suggestioni mitiche, di età classica, ma anche bizantine, arabe, normanne, sveve, aragonesi e così via fino ai nostri giorni. Il tempo lento per attraversare e percorrere la storia della nostra città va gustato insieme ai sapori del territorio.
Si potrebbe seguire il percorso delle vie dedicate al mito: nei pressi del Castello si trovano via Plutone, la sua parallela via Proserpina e via Cicerone, quest’ultima situata vicina alla lapide che individua la casa che ospitò l’oratore durante una sua visita ad Enna, per la famosa inchiesta contro il Propretore Caio Verre. Così si prosegue con via Euno che chiede al visitatore di ammirare la statua omonima posta ai piedi del Castello in memoria di un eroe che incarnò la libertà servile. Da lì si è vicini alla via Anfiteatro, che porta questo nome dedotto da una tradizione che testimonia lì il monumento romano. Ancora qualche passo per raggiungere via Tribuna, ove lo storico Vetri individua nella Chiesa di San Biagio il “foro” di Enna. Basta spostarsi nel quartiere di Valverde e scoprire la via Cerere Arsa o “Cirasa”, esattamente sotto la chiesa dedicata alla Madonna che fu la prima patrona della città e che sostituì il culto pagano con quello cristiano. Collegata a questa storia è la via Croce Valverde. Nei pressi del quartiere S. Agostino è interessante sia la via Itria, di origine bizantina, dedicata alla Madonna che indica la via, patrona di Sicilia, sia il collegamento storico tra via Grottone e via Bagni: nella prima si attingeva acqua per i bagni pubblici che si trovavano nella seconda; bagni “con acquedotti ingegnosamente e con non poca arte fabbricati e livellati”. Non si può prescindere dalla visita di via dei Greci con la sua gradinata posta – in linea d’aria – di fronte a questo quartiere e adiacente alla nota via Pergusa la quale, partendo da Piazza Matteotti, cambia nome ad Enna Bassa divenendo via Pergusina, collegando così la montagna al lago. Via delle “Muse”, secondo lo storico Vetri (di denominazione araba), significherebbe luogo aperto destinato alle adorazioni. Degni di nota, poi, sarebbero i percorsi di storia medievale della nostra città: la via Kamut , dal nome dell’emiro arabo che nel 1087 consegnava Enna ai normanni, ammalia con il suo panorama e va collegata alla via Lombardia la quale ricorda l’arrivo del conte Ruggero. L’epoca medievale ennese fino agli svevi e aragonesi è anche rappresentata da via Torre di Federico e via Castelvecchio, simboli della fortificazione cittadina. Arriviamo al tempo della dominazione spagnola ricordata per via Ajala, da una famiglia di condottieri stabilitisi anche ad Enna. Seguono altre vie caratteristiche come via Porta Palermo e via Portosalvo così nominate per due delle antiche porte di accesso alla città; via Passo Signore , strada d’accesso al Santuario di Papardura, ove si svolge ancora oggi la “festa del Signore”; poi la via Mulino a Vento, che ricorda il luogo dove si trovava un mulino ben collocato per la notevole forza del vento che caratterizza il quartiere anche ai nostri giorni, vicina a via Colombaia che ci ricorda un insediamento militare dove venivano custoditi colombi viaggiatori. Via Fontanagrande ricorda un fosso quasi circolare dal diametro di un paio di metri, roccioso e con acqua sorgente usato per gli usi destinati alle abitazioni. Via Città Nuova segna l’inizio dei nuovi quartieri urbani sorti dopo la seconda guerra mondiale. Ci sono vie che non hanno mai avuto ufficialità, come quella “de’ Casi ranni” o “de’ Scarpara”, conosciute solo dai residenti. Non si può infine non ricordare una delle poche vie dedicate ad una donna: Caterina Salamone in Savoca, donna che portò il teatro lirico al Castello di Lombardia e fece splendere la città nella prima metà del novecento, grazie anche all’apertura dell’Albergo Belvedere e alla gestione del cinema San Marco- gioiello Liberty andato distrutto- entrambi fiori all’occhiello nel salotto del centro storico. Impossibile citare tutte le strade e le piazze presenti nel libro del dottor Angelo Vetri, che le scoprì girando a piedi la città per svolgere il suo ruolo di medico. Molte sono da scoprire, altre sono da ricordare. Lascio ai lettori la curiosità di approfondire questa interessante ricerca. Buona strada.


