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IL NUOVO GOVERNO Le solite critiche – di Angiolo Alerci

IL NUOVO GOVERNO
Le solite critiche

Creato il nuovo governo sono ritornate le tradizionali critiche per la sua composizione.
Ormai le critiche sono sempre le stesse: mancato rispetto delle quote di genere e provenienza territoriale dei Ministri nominati.
Anche in occasione del nuovo governo Draghi le critiche hanno riguardato l’insufficiente presenza delle donne e la scarsa rappresentanza del sud.
Questo problema è stato da me più volte trattato in occasione delle numerose crisi, con note pubblicate su diversi giornali on line, travasate nei miei libri di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana
Ho così pensato di rivedere quello che ho scritto il 23 febbraio 2014 (pagine 157/8 del 1° volume) sulla composizione del primo governo Renzi e di ricordarlo in questa occasione:
“Un’attenta valutazione della composizione del nuovo Governo merita qualche considerazione.
Al P.D., partito di maggioranza, sono stati assegnati la metà dei Ministri, mentre l’altra metà è stata così suddivisa: n. 3 all’NCD, n.1 all’UDC, n.4 tecnici.
Una distribuzione normale in un Governo di coalizione.
Quello che invece è molto discutibile, oltre alla inesperienza di molti, è la distribuzione territoriale dei Ministri nominati.
Senza tener conto della provenienza del Ministro Padoan, economista di gran rilievo, questa è la composizione del Governo:
n. 3 provengono dal centro sud (Madia/Lazio, Lanzetta/Calabria e Alfano/Sicilia)
n. 12 dal centro nord (Magherini e Lorenzin/Veneto, Orlando, Pinotti e Poletti/Liguria, Martina e Lupi/Lombardia, Boschi, Giannini, Guidi/Toscana, Galletti, Franceschini ed il Sottosegretario alla Presidenza Del Rio/Emilia.
Su sedici Ministri ben dodici si possono considerare condomini del Premier.
Notevole la reazione del P.D. siciliano per la mancata nomina di un P.D e la contestuale la nomina del Ministro berlusconiano Alfano.
Questo aspetto potrebbe aggravare all’interno del P.D. l’azione del fuoco amico, da tempo anticipata da Civati e sottolineata da Cuperlo, con la ormai famosa espressione “Matteo stai sereno”.
Se Renzi ha in programma di gestire l’attività del Governo e del Parlamento nello stesso modo con il quale ha gestito la sua azione all’interno del P.D. correrà il rischio di non mangiare da Premier la tradizionale colomba.”
Di colombe ne ha mangiato più di una, ma la fine è stata quella prevista nel 2014.

angiolo alerci

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