L’esasperata polemica di un Consigliere (neofita) di minoranza
Convinto di avere compiuto qualcosa di memorabile, dopo averlo postato su Facebook, il Consigliere Baldi ha riproposto in una apposita nota alla stampa, il contenuto dell’intervento svolto nell’ultima seduta del Consiglio Comunale.
La vicenda riguarda un Ordine del Giorno proposto dai consiglieri di maggioranza per invitare il Presidente del Consiglio, eletto da quella maggioranza e dalla quale aveva deciso di prendere le distanze, a dimettersi dalla carica.
Di fronte a questa iniziativa politica, mentre una parte dell’opposizione – in particolare quella che fa riferimento al candidato sindaco avversario di Dipietro – con evidente abilità tattica e capacità di analisi politica, ha tenuto un atteggiamento lucido e distaccato, godendosi – sornione – lo spettacolo di una maggioranza che perde qualche pezzo, la parte rimanente, invece, non ha saputo resistere alla tentazione di cercare il pretesto per alzare altissimi lamenti circa le azioni “arroganti”, “illegittime”, “inquietanti”, persino “pericolose per la democrazia” messe in campo dalla maggioranza consiliare.
Il calore della discussione e l’inesperienza di un neofita, come il Consigliere Baldi ama spesso autodefinirsi, possono senz’altro giustificare l’uso di qualche espressione di per sé eccessiva.
Senonché, il Consigliere Baldi ha avvertito il dovere di tornare a ribadire a mezzo stampa la denuncia di quei gravissimi abusi.
E allora sarebbe stato suo dovere precisare che in ordine alle obiezioni giuridiche da lui sollevate in Consiglio, il Segretario Generale dell’Ente ha espresso un impietoso giudizio di bocciatura.
Quanto al merito della vicenda, è evidente che l’iniziativa dei consiglieri di maggioranza è di natura squisitamente ed esclusivamente politica. Con l’ordine del giorno, infatti, non si è inteso proporre una mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio che determinasse la sua decadenza dalla carica, ma fare presente allo stesso che non gode più della fiducia della maggioranza dei consiglieri che lo aveva eletto a quella carica. Se il Presidente intenderà prenderne atto, bene. In caso contrario, valuteremo altre iniziative, oppure – alla fine – ce ne faremo una ragione: non sarà il primo né l’ultimo a fare finta di niente pur di conservare la poltrona.
Non c’è, pertanto, alcuna incoerenza nel pronunciarsi per l’abrogazione dell’art. 18 del Regolamento, che prevede la decadenza automatica dalle cariche elettive per chi abbandona la coalizione di appartenenza, ed il richiamo all’obbligo politico verso chi non gode più della fiducia di chi lo ha investito di una funzione, di rassegnarla.
Se il consigliere Baldi non riesce a cogliere questa differenza, sarà complicato per lui pretendere di esercitare un ruolo di guida giuridica del consiglio e, ancor più, tentare di impartire a chiunque lezioni di legalità.
Quanto, infine, all’attacco personale che ha inteso inopinatamente rivolgermi, qualificandomi come “portavoce del Sindaco”, nel precisare che sarei lusingato della idoneità ad interpretare il pensiero di un uomo del quale ho grande stima, ritengo doveroso evidenziare che l’Ordine del Giorno è stato sottoscritto e votato da tutti e 15 i consiglieri della maggioranza, per cui è patetico il tentativo di volerlo attribuire ad una iniziativa del Sindaco portata avanti per interposta persona, essendo notoria la capacità di Dipietro di intraprendere, condurre e difendere le iniziative ritenute opportune.
Ritengo che un consigliere di minoranza abbia il dovere, prima ancora che il diritto, di esercitare la sua funzione di controllo, di critica e di stimolo nei confronti della maggioranza consiliare e dell’amministrazione cittadina e non intendo quindi contestare la legittimità delle opinioni espresse dal Consigliere Baldi.
E’ evidente, tuttavia, che un confronto costruttivo e utile per la collettività debba nutrirsi di sobrietà dei toni, di concretezza dei contenuti e di rispetto per gli interlocutori.
Conto, per il futuro, di attenermi a questi criteri e faccio appello a tutti per uno sforzo nella stessa direzione.


