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Il Comune promuove l’offerta turistica delle Dimore Storiche Private

Implementazione dell’offerta turistica cittadina con la realizzazione di un tour alla scoperta di dimore storiche di proprietà di privati sia in ambito rurale che all’interno del tessuto urbano. E’ quanto sta prevedendo l’amministrazione comunale di Enna che in vista del, ci si augura prima possibile, ritorno alla normalità continua a potenziare l’offerta turistica cittadina. E dopo gli interventi migliorativi sull’area archeologica del Castello di Lombardia e Rocca di Cerere, l’ultima novità proposta dall’assessore al Turismo Francesco Colianni è quella di mettere nella rete delle “cose da vedere” anche le numerose dimore private antiche, di pregio architettonico ed artistico e di elevato interesse culturale, sia in zone rurali che all’interno del centro storico, i cui proprietari sarebbero ben lieti di poterle aprire al pubblico. Il tutto dovrà però eventualmente passare dalla stipula di una apposita convenzione o protocolli d’intesa prima di tutto con gli stessi proprietari ma anche con associazioni che si occuperebbero della gestione del servizio di fruizione. Questo patrimonio per certi versi ancora tutto da scoprire sia in qualità che in quantità andrebbe ad arricchire di non poco l’offerta turistica cittadina dando al viaggiatore che arriva in città un ampio ventaglio di opzioni e “costringendolo” a non essere più un turista mordi e fuggi e quindi anche a pernottare nella nostra città con un beneficio anche per le attività ricettive e della ristorazione ma anche per tante altre che fanno parte dell’indotto del comparto turistico. Quindi il Comune adesso avvierà una sorta di “censimento” di questo patrimonio ed individuazione dei proprietari. L’dea dell’assessore Colianni è di inserire questo percorso nel ticket integrato che ad oggi prevede la visita del Castello di Lombardia, Torre di Federico, Santuario di Papardura (ma pare che possano esse anche diverse altre le chiese che possano far parte di questo tour) e che garantisca introiti sia al Comune ma anche a chi mette a disposizione i propri beni. “Quello delle dimore storiche di privati è un settore tutto da scoprire ma nello stesso tempo un patrimonio molto importante – conferma Colianni – e sarebbe un peccato non utilizzarlo soprattutto se c’è la disponibilità degli stessi proprietari a renderli fruibili. C’è solamente da definire le giuste modalità in termini di collaborazione tra pubblico e privato”.

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