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Gli incendi in Sicilia? Ormai non più eventi eccezionali. La denuncia del Wwf

Riccardo Dicembre 11, 2023 5 minuti letti

Gli incendi in Sicilia? Ormai non più eventi eccezionali. La denuncia del Wwf con un dossier che analizza il contesto nel quale si consumano

Non c’è estate in Sicilia senza incendi, divenuti un fatto di ordinaria normalità in quanto hanno del tutto perduto la loro connotazione di evento eccezionale. Solo quest’anno sono andati in fumo 50mila ettari di macchia mediterranea. Inevitabile che il Wwf prendesse parola attraverso un dossier che mette nero su bianco la situazione, chiarendo le responsabilità di chi avrebbe dovuto intervenire da tempo e, nonostante tutto, ha continuato e continua a sottovalutare le conseguenze.

«In una giornata con vento di scirocco e temperature elevate – si apre così il dossier dal titolo “Sicilia: Incendi vs Forestazione” – sappiamo già che il rombo che sentiamo sulle nostre teste è quello dei Canadair. E anche se tutto brucia, per le istituzioni regionali “il fuoco non brucia e le foreste crescono prosperose”».

Un’analisi, quella di Wwf, che mette in evidenza il ruolo determinante della politica siciliana, vecchia nuova e di tutti i colori, che ha sostituito progressivamente la funzione sociale/ambientale dei rimboschimenti del secondo dopoguerra, con la funzione clientelare/assistenziale del sistema antincendio.

«Noi non ce la prendiamo con Regione tout court – afferma Pietro Ciulla, delegato del WWF Italia per la Regione Sicilia – ma al momento è l’unico nostro interlocutore. Crediamo che quanto stia accadendo sia la conseguenza di anni di gravi errori della nostra politica che sono sotto gli occhi di tutti».

Chi appicca il fuoco ha il suo livello di responsabilità, non ci sono dubbi, ma è comunque una responsabilità che possiamo definire secondaria perché l’incendio dimostrativo inarrestabile fa parte di una perfetta pianificazione da parte di un sistema.

«La responsabilità primaria ricade sulla politica siciliana – sottolinea il Wwf – che, da decenni, ha consentito che il sistema antincendio prosperasse, senza avere il coraggio e la capacità di cambiare e di abbandonare i suoi dannosi meccanismi clientelari e assistenziali. Dobbiamo avere ben chiaro che, se la politica non scioglierà i suoi ormai vecchi nodi, gli incendi dimostrativi continueranno a devastare i nostri boschi trascurati e indifesi».

Denso, ricco di analisi e considerazioni questo importante rapporto, capace di andare dritto al punto, fornendo dati e tabelle, ma partendo anche dalla storia dei rimboschimenti in Sicilia per spiegare che vuol dire cambiamento climatico secondo l’obiettivo di forestazione della Comunità Europea; spiegando, per esempio, la funzione degli inventari forestali e le anomalie siciliane, ma anche cosa vuol dire oggi “sistema antincendio siciliano”. Con la certezza che gli incendi sono la leva per movimentare ingenti risorse economiche a danno della forestazione.

«La Sicilia è ultima per copertura forestale – leggiamo ancora nel dossier -, ma è prima per le superfici coperte dal fuoco. Il “sistema antincendio boschivo” è diventato una ghiotta opportunità per utilizzare, in un continuo clima emergenziale, ingenti risorse economiche, portatrici di tutele clientelari, sprechi e assistenzialismo, senza alcuna programmazione e controllo. I danni causati da questo sistema sono incalcolabili e non si limitano solo a quelli dell’incendio. La mancanza di interventi di forestazione, per la carenza di risorse economiche appannaggio dell’antincendio, ha depauperato il patrimonio forestale che non è così riuscito a far crescere la sua funzione ambientale e sociale. Il Corpo Forestale dello Stato ha condotto un’indagine approfondita sulle cause principali degli incendi boschivi, al fine di delineare un quadro articolato del fenomeno e intraprendere azioni mirate alla prevenzione e al contrasto degli incendi stessi. Si sono considerate cinque categorie di cause: dolose, dubbie, naturali, accidentali e colpose. Le cause dolose pesano il 78%, quelle dubbie in buona parte riconducibili a quelle dolose il 20%, altre cause 2%».

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Anche se consapevoli che c’è una mano che appicca il fuoco, altrettanto certo è che questa difficilmente potrà essere trovata. Magari si potrebbe cercare di capire qual è il malessere sociale che ha spinto quella mano o, per essere ancora più espliciti, qual è l’interesse criminale dell’incendiario e chi è l’interlocutore a cui è rivolto l’avvertimento.

«Gli incendi di questa estate sono stati l’ennesima conferma che gli incendi dimostrativi sono inarrestabili e che non c’è alcun meccanismo di prevenzione o di estinzione in grado di fermarli. È pertanto più che evidente che non è aumentando i costi di prevenzione ed estinzione che si riusciranno a fermare. Siamo convinti che gli investimenti alla cieca, senza avere capito il fenomeno della forestazione e degli incendi, senza avere costruito un meccanismo di difesa del bosco, sono inutili, anzi i promessi investimenti potranno costituire la causa stessa di una finta forestazione e di veri incendi in quanto attrattori di appetiti illegali e criminali. Questo si può evitare se si costruisce un sistema efficace ed efficiente di conoscenza e di controllo del processo stesso».

Così come tutti i rapporti e i lavori che analizzano la situazione, partendo dalla sua genesi, non mancano le soluzioni per il cambiamento che prendano atto dei gravi errori della politica, restituendo al sistema antincendio quel ruolo funzionale di supporto alla forestazione che può avere solo cancellando gli interessi clientelari e assistenziali.

«Tutto questo non basta – ammonisce Wwf -. Bisognerà anche porre fine allo sperpero attraverso una gestione ottimale delle risorse. Quello che auspichiamo è intanto la creazione di una unica struttura, snella, essenziale ed efficiente, che governi, con unica regia e unico portafoglio, il patrimonio forestale siciliano. Necessario cambiare gli obiettivi, passando dall’antincendio alla forestazione, innalzando il livello qualitativo del personale del sistema forestale formato da professionisti, selezionati da entità lontane dalla politica, ben motivati, fidelizzati e ben remunerati. Bisogna, infine, che le Forze dell’Ordine e la Magistratura si assumano le loro responsabilità mettendo in campo efficaci interventi di intelligence per monitorare a fondo e continuamente il fenomeno degli incendi e delle aggressioni alle aree boschive in genere, per potere adottare efficaci politiche contrasto nei confronti degli irriducibili del “vecchio sistema”».

Soluzioni, proposte concrete, quelle del Wwf che, attraverso questo dossier, ci consentono di capire non solo il sistema nel quale gli incendi si sviluppano, ma anche quale direzione prende un fenomeno che, aldilà di chi appicca materialmente i fuochi, non può essere analizzato e risolto senza un’analisi che consideri tanti punti di vista.

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Riccardo

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