Giovani di Israele, Palestina e Stati Uniti concludono un incontro storico a Roma e vengono ricevuti da Papa Francesco
Città del Vaticano, 5 febbraio 2025 – Giovani provenienti da Israele, Palestina e Stati Uniti, che negli ultimi quattro giorni hanno partecipato all’incontro Meaning Meets Us, organizzato dalla Università del Senso, sono stati ricevuti da Papa Francesco dopo l’udienza pubblica in Vaticano. In un gesto carico di simbolismo, il Pontefice ha firmato una felpa che i giovani hanno portato come ricordo dell’incontro e ne ha ricevuta un’altra in regalo, insieme a una lettera scritta da loro, nella quale esprimono ciò che hanno vissuto durante questa esperienza unica.
L’evento, organizzato dalla Università del Senso, dall’Università Ebraica di Gerusalemme, Middle Meets, Scholas Occurrentes e dall’Università di Notre Dame, ha avuto l’obiettivo di dimostrare che il dialogo interreligioso è possibile, anche nel mezzo di un conflitto.
In una testimonianza toccante, Roel, un partecipante israeliano di Meaning Meets Us, ha affermato:
“Non sono venuto qui per convincere nessuno e nemmeno credo che il mondo cambierà dopo questa settimana, ma qualcosa è cambiato in me.” Ha sottolineato come questo programma gli abbia permesso di trasformare il dolore e la frustrazione di un anno e mezzo di conflitti nella sua regione in compassione e ascolto.
Da parte sua, una studentessa palestinese ha detto che le conversazioni sono state difficili e a volte scomode, ma proprio per questo motivo ritiene che questi spazi siano fondamentali. “Dopo i momenti più tesi, andavamo insieme a mangiare, giocare e ridere. Continuavamo a essere persone, al di là delle differenze,” ha concluso.
Jacobs Theresa Josephine, studentessa dell’Università di Notre Dame di Chicago, ha spiegato:
“Non vengo da questa regione, non ho vissuto quello che hanno attraversato i miei compagni, ma sono venuta con l’obiettivo di ascoltare e imparare. È stata un’esperienza incredibile, che ripeterei senza dubbio. Gli scambi spontanei ci hanno aiutato a vederci come persone, al di là delle etichette.”
Una Conclusione Significativa
Prima della visita in Vaticano, i giovani hanno partecipato alla chiusura ufficiale del programma, che si è svolta presso la sede di Scholas a San Callisto. Durante l’evento hanno preso la parola i giovani stessi, insieme alla Viceministra dell’Istruzione italiana, Paola Frassinetti Bellucci, e al Presidente di Scholas Occurrentes, José María del Corral.
Paola Frassinetti Bellucci, presente alla cerimonia, ha dichiarato:
“È stato emozionante prendere parte alla giornata conclusiva del seminario ‘Meaning meets us’. Ascoltare giovani cristiani, ebrei e musulmani parlare a cuore aperto, abbattendo i pregiudizi e la diffidenza, è fonte di ispirazione per tutti noi e dimostra come il dialogo interreligioso non sia solo necessario ma anche possibile. Ringrazio Scholas Occurrentes per l’impegno costante profuso in tutto il mondo per garantire il diritto all’istruzione come strumento di crescita personale e collettivo”.
A sua volta, José María del Corral, Presidente mondiale di Scholas Occurrentes, ha ringraziato i giovani per aver avuto il coraggio di fare questo passo verso una cultura dell’incontro.
“Sono profondamente commosso dalle vostre parole; mi fanno pensare che questa sia una buona strada per un mondo con senso. Spero che questo sia solo il primo di molti incontri.”
Prossimi Passi: Dal Vaticano al Mondo
Questo non sarà la fine di Meaning Meets Us. Gli organizzatori stanno già lavorando a future edizioni del programma in diverse città del mondo, portando la metodologia dell’incontro e del senso a più giovani in contesti di conflitto.


