Casae x Enna – Episodio II
17 e 18 maggio
NOTHING TO SEE HERE
Esercizi d’erranza a Enna Bassa
con Ludovica Franzè e Sebastiano Sicurezza
Iscrizione e info:
garage.enna@gmail.com
+39 3409655369 Claudio
+39 3668725778 Mario
Dopo il primo episodio di Casae x Enna, svolto tra i vicoli di Enna Alta, dove il cammino si è fatto performativo e la distinzione tra spazio pubblico e privato si è dissolta in un’oscillazione continua tra sogno e memoria, tra errare solitario e cammino collettivo, torniamo a interrogarci sul paesaggio come dispositivo di attraversamento e di #risignificazione.
In questo secondo episodio di Casae x Enna ci confronteremo con la morfologia scomposta e irregolare del territorio di Enna Bassa, un paesaggio ibrido in cui il #terzopaesaggio si sovrappone allo spazio urbano, generando vuoti, crepe e zone di confine che sfuggono alla pianificazione. Proprio da questa condizione di disadattamento – intesa come percezione sensibile di non appartenenza – prenderà forma il nostro laboratorio, pensato come dispositivo creativo e collettivo per interrogare ciò che resta fuori dalla mappa, dalle narrazioni ufficiali e dalle traiettorie tracciate.
Attraverseremo i luoghi di Enna Bassa esplorandone i margini, le scorciatoie, le zone non battute o non riconosciute come percorribili, guidati dai vuoti lasciati dal piano urbanistico. Il primo giorno sarà dedicato all’ascolto e all’osservazione, intrecciando la camminata esplorativa a momenti di #confronto con esperti in urbanistica, architettura, paesaggio rurale ed ecologia. A partire da queste osservazioni, e con l’aiuto di riferimenti filosofici e teorici selezionati, proveremo a decifrare le potenzialità latenti di questi spazi in apparenza marginali.
Nel secondo giorno, ci concentreremo sull’elaborazione creativa di quanto emerso: scegliendo uno dei luoghi esplorati, costruiremo un dispositivo di risignificazione – una #mappa immaginifica, un gesto poetico, una narrazione alternativa. Lavoreremo sulla cartografia, partendo dalla mappa reale di Enna Bassa per generare una “Enna 3”: una topografia fittizia costruita attraverso le linee di fuga, gli attraversamenti e le intuizioni emerse nel giorno precedente. Questo esercizio simbolico diventa anche un modo per riattivare il senso di luoghi dimenticati o sospesi, recuperando memorie perdute, oggetti abbandonati, tracce che possano alimentare una narrazione possibile – aperta, plurale, in continuo divenire.


