Sant’ Agostino diceva che la speranza ha due figli: l’indignazione e il coraggio. La prima serve a farci capire le cose che non ci piacciono, il secondo serve a cambiarle.
In realtà, cari lettori, in quello che sto per dirvi proprio perché ho chiara visione di ciò che non mi piace, credo che per cambiarlo io abbia il dovere morale di usare un’unica arma: la parola. Perché lo sdegno a volte è cugino dell’ indifferenza, e il coraggio da solo non basta. Tanti infatti diranno “questa cosa non mi piace”, ma altrettanti aggiungeranno “però io che posso farci”. Pochi invece saranno coloro i quali useranno quell’indignazione per farsi portavoce di un vero cambiamento. E allora io parlo con coraggio e lo faccio raccontando una storia. C’era una volta Gagliano Castelferrato, un paese di 3288 abitanti del libero consorzio comunale di Enna. L’era digitale è così meravigliosa che chiunque volesse saperne di più su superficie, storia e cultura ha solo bisogno di andare su Google e farsi carico di queste conoscenze. Nella sezione monumenti e luoghi di interesse la prima cosa che troverete è la Rocca, un castello scavato nella roccia, le cui viscere si presentano sotto forma di fortezza, ed è qui che mi viene da pensare che allegoricamente il Comune di Gagliano, inteso come giunta con primo cittadino a seguito, voglia inserirsi in suddetta sezione di interesse, credendo proprio di essere una fortezza dalle mura inespugnabili.
Perché solo questo potrebbe rincuorarmi dal fatto che non si riesca ad aprire con loro una finestra di dialogo e trasparenza su ciò che fanno. Vorrei infatti che abbassassero il ponte levatoio e permettessero a tutti i cittadini di avere delle spiegazioni dettagliate ma soprattutto plausibili sul perché il nostro comune non abbia presentato istanza di partecipazione e di conseguenza non abbia potuto usufruire di 500.000 euro per ogni annualità da qui al 2025, per un importo totale di 1,5 milioni di euro. Finanziamento previsto per i comuni a vocazione turistica con popolazione inferiore ai 5000 abitanti (Decreto Interministeriale prot. n. 7726 del 14 Aprile 2023 recante “Disposizioni applicative per le modalità di attuazione e di funzionamento del fondo istituito dall’art. 1, comma 607 della Legge 29 dicembre 2022 n. 197). Avanzare come giustificazioni l’essere nel primo periodo di insediamento, il susseguirsi delle ferie dei dipendenti comunali e soprattutto la mancanza di un progetto (Rif. Alle dichiarazioni dell’Assessore Brazzaventre verbale n. 48 C.C. del 26/10/2023), mi sembra pretenzioso e non salvifico, poiché le domande erano presentabili a partire dal 17 luglio 2023 fino al 9 settembre 2023, termine ultimo prorogato ulteriormente fino a fine settembre, quindi erano a disposizione circa 2 mesi e mezzo di tempo, ricordiamo inoltre che gli uffici comunali sono a pieno organico già da diversi mesi in seguito ai recenti concorsi e che l’amministrazione in carica ha deciso di prorogare l’incarico a dei tecnici esterni incaricati a loro volta dalla precedente amministrazione, di conseguenza risultano alquanto scarne le motivazioni suddette.
Se i reali aprissero poi le porte della fortezza vorrei altresì sapere se, quando banchettano vengono serviti loro piatti caldi cucinati da una cuoca in sede o, si rivolgono ad una ditta di Catania che impiega un’ora e trenta minuti per portare il pranzo dato che viene cucinato a Belpasso. La stessa ditta alla quale è stato dato affidamento diretto in merito al servizio di refezione scolastica dal 09/10/2023 al 31/12/2023 per un importo di 34000 euro circa, ditta che imbandisce con piatti poco appetitosi, per ovvie ragioni logistiche, le tavole dei bambini di Gagliano.
Spontanea la domanda: perché su ripetute richieste di avviare una mensa scolastica che sia un servizio consono alle esigenze degli utenti (soprattutto in termini di appetibilità del cibo) non si sono avuti riscontri di interesse?
Diversi gli interventi fatti su diversi fronti (segnalazioni dei genitori, interventi in Consiglio comunale da parte del gruppo di minoranza, colloqui con l’Assessore), ma nessun effetto.
Arriviamo così alle Royalties, altra questione scottante. Gagliano rientra tra i comuni che ricevono fondi dalla regione Sicilia pari a più di un milione di euro l’anno per le estrazioni metanifere del sottosuolo. Soldi che sono solo una piccola percentuale della ricchezza che l’Eni estrae dalla centrale presente a Gagliano e che, rende parimenti ricco un paese di 3000 abitanti che possiede in cassa un milione di euro l’anno.
Bisogna, però, capire l’utilizzo che si può fare di questi fondi. Le legge, seppur a maglie larghe, prevede due filoni di investimento:
-miglioramento ambientale;
-Sostegno alle attività produttive e incentivi all’occupazione.
Ma la domanda è: se un paese è ricco e produce ricchezza in maniera innata, lo stesso non dovrebbe essere valorizzato non solo nella cornice (feste di paese, sagre, manifestazioni canore, tra l’altro non previsti dalla legge, ndr), ma anche nella sua essenza? Perché non usufruire di quei soldi per garantire il servizio mensa in loco, ristrutturazioni di opere d’interesse, ampliamento parcheggi, maggiore manutenzione dell’ ambiente e relativo benessere?
Considerando infine che l’attuale amministrazione si è proclamata “seguito della precedente” che, per dieci anni ha fatto uso delle royalties, facendo semplici considerazioni, ad una media di un milione di euro l’ anno per dieci anni, sono dieci milioni di euro. Ribadendo che le royalties hanno precise finalità, bisognerebbe capire come questo tesoro è stato realmente utilizzato, visto che le attività commerciale e produttive sono abbandonate e si pensa solo a continue feste.
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