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FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA ED I BENI COMUNI

Aggiornamento dei Piani d’Ambito. Commissariamenti regionali non siano occasione per favorire la privatizzazione della gestione del servizio idrico. Gli Enti locali siciliani assumano la responsabilità politica di indirizzare verso la gestione pubblica e partecipativa ed il rispetto della legge; fondi pubblici, gestioni pubbliche. I privati in Sicilia hanno già fallito.
Alcune Assemblee Territoriali Idriche (ATI) sono state commissariate dalla Regione per i ritardi sulla redazione dei Piani d’Ambito, tra queste quella di Agrigento, tra le più avanti nel processo di ripubblicizzazione delle risorse idriche a livello nazionale. L’aggiornamento dei Piani d’Ambito, l’individuazione del gestore unico provinciale e l’attribuzione della gestione del Servizio Idrico Integrato devono completarsi entro il 1 gennaio 2021 per poter accedere ai finanziamenti della programmazione 2021/27. l’Assessorato che a fine dicembre ha impegnato 2 mln di euro per finanziare l’aggiornamento dei Piani d’Ambito delle ATI, avrebbe potuto prima stanziare i fondi, e le linee guida per spenderli, e poi diffidare le ATI che fossero risultate inadempienti; invece come spesso accade in Sicilia è successo il contrario. È strano poi che alcune ATI, quelle che ancora hanno gestori privati, non siano ancora state interessate dal provvedimento.
I Piani d’Ambito, con i piani economico finanziari e degli investimenti, implicitamente detteranno anche la forma giuridica delle future gestioni. Da quelli scaturirà la sostenibilità economica e la visione d’insieme nella gestione della risorsa idrica, ma anche dello sviluppo sostenibile o meno dei territori. Se i Piani dei Commissari saranno redatti prevedendo una quota di cofinanziamento che i Comuni, spesso in difficoltà, non potranno permettersi, implicitamente si obbligheranno gli Enti Locali a privatizzare. Per il Forum ABC Il timore che gli ingentissimi finanziamenti pubblici per l’adeguamento degli impianti e delle reti, necessari per recuperare anni di colpevole ritardo, possano finire ancora una volta nelle tasche dei privati è molto forte, considerato che il costo della gestione del SII deve esssere interamente coperto dalla tariffa pagata dai cittadini, compresi gli oneri finanziari per l’accesso al credito di un eventuale cofinanziamento che di privato avrebbe soltanto i dividendi garantiti con ulteriori aumenti delle tariffe.
Si chiede alla Regione il rispetto integrale della legge 19/15 che indirizza chiaramente verso una gestione interamente pubblica e senza finalità lucrative del SII nel rispetto dei Referendum del 2011, ed agli Enti Locali di non far subire, o continuare a subire, i nefasti effetti delle privatizzazioni alle proprie comunità assumendo la responabilità politica di indirizzo e di controllo che gli è affidata all’interno delle ATI. Gli interessi economici in campo sono molto forti, ma superiori crediamo debbano essere quelli dei cittadini e dei territori che ogni Sindaco rappresenta.

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