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FIT-CISL, UIL-TRASPORTI E FIADEL FAVOREVOLI AL BACINO PER SALVARE I 58 POSTI DI LAVORO DELL’ATO ENNAEUNO

Su Febbraio 9, 2020 9 minuti letti

FIT-CISL, UIL-TRASPORTI E FIADEL FAVOREVOLI AL BACINO PER SALVARE I 58 POSTI DI LAVORO DELL’ATO
In questi ultimi giorni le OO.SS. stanno operando con la SRR di Enna per sciogliere i nodi legati al paventato licenziamento dei 58 dipendenti intimati dai curatori fallimentari dell’Ato Enna Euno. E’ un triste epilogo per questi lavoratori che dopo tanti anni di servizio si ritrovano oggi a dover fare i conti con il pericolo della perdita definitiva dei posti di lavoro.
E’ una vicenda molto complessa, perché questo è il risultato di una gestione che non ha mai tenuto conto della reale necessità di svolgere il servizio nel bacino di Enna con criteri di efficienza economica e organizzativa, ma è il risultato di una volontà politica ed economica dei comuni interessati che hanno gestito il sistema, soprattutto negli ultimi anni, con ordinanze o con affidamenti temporanei, spesso con costi superiori rispetto al servizio che svolgeva l’Ato in questi comuni.
Le OO.SS. Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Fiadel, negli anni hanno lamentato scelte incoscienti e superficiali, fra cui il passaggio del personale da Sicilia Ambiente all’Ato avvenuto con il parere contrario della Uil-Trasporti, tanto che poi insieme alla Fit-Cisl ha intrapreso una condotta antisindacale vincendo la causa dal Giudice. Hanno poi proposto varie soluzioni per tentare di far risparmiare alla comunità circa 10 milioni di euro, fra cui contratti di solidarietà, revisione di alcuni livelli troppo alti e revisioni dei superminimi lamentati dai comuni, rimodulazione del servizio, ecc., purtroppo con il disinteresse dell’assemblea dei sindaci e sempre con il parere ostico della FP Cgil che preferiva non difendere il lavoro di tutti 400 dipendenti ma i privilegi di pochissimi.
La Fit-Cisl, la Uil-Trasporti e la Fiadel, dopo anni spesi per tentare di far comprendere il rischio del fallimento dell’Ato come ultima conseguenza di una gestione scellerata e di una visione anacronistica della Fp-Cgil, si ritrovano a dover tentare di riparare la falla del licenziamento che, forse, giova a molti, anche se dichiarano a parole di voler salvare tutti i posti di lavoro.
In merito ai licenziamenti, il Presidente della SRR Dr Licciardi ha rivolto alle OO.SS. un accorato appello per trovare insieme un percorso di salvaguardia dei posti di lavoro, comunicando anche le difficoltà economiche della SRR che da circa tre mesi non può pagare gli stipendi ai tre dipendenti in servizio. Infatti nella ultime due riunioni la SRR ha esposto alle OO.SS. che non riusciva a individuare un percorso che garantisse congiuntamente i 58 lavoratori e la SRR stessa, proponendo uno spiraglio quale punto d’incontro tra quelle che sono le intenzioni della SRR, cioè di assumere con cadenza temporale differenziata tutti i 58 lavoratori, in base alle esigenze operative dei vari comuni, servizi e impianti e quanto invece hanno chiesto le OO.SS., cioè la garanzia di collocare nel servizio tutti i 58 lavoratori. E l’ultima riunione del 4 febbraio riassume proprio questa volontà! La Fit-Cisl, la Uil-Trasporti e la Fiadel, comprendendo che il quel momento e in quelle condizioni si correva il rischio di far saltare l’unico accordo percorribile che legasse i lavoratori al bacino dei rifiuti in provincia di Enna, hanno dato la disponibilità, invece la Fp-Cgil ha irresponsabilmente abbandonato il tavolo dei lavori, salvo poi, populisticamente, esordire sulla stampa con notizie accusatorie a propria difesa contro la Fit-Cisl, la Uil-Trasporti e la Fiadel.
Nel frattempo continua l’esame congiunto con i curatori fallimentari per il licenziamento collettivo presso l’Ufficio del Dipartimento Regionale del lavoro di Enna, dove la SRR ha chiesto alla Curatela Fallimentare un rinvio fino alla data del 7 febbraio per poter trovare nel frattempo una soluzione condivisa fra SRR e OO.SS. da portare quale alternativa ai licenziamenti di tutti i 58 dipendenti dell’ATO Enna Euno. Essendo questa l’ultima tappa di un percorso giuridico fissata dagli stessi curatori nel rispetto della norma fallimentare, appare davvero strumentale che nel frattempo una organizzazione sindacale, invece di costruire soluzioni, seppur difficili, abbandoni il tavolo di confronto senza assumersi la responsabilità di fare una scelta, contraria o favorevole che sia, e accusare chi lavora con responsabilità di mettere addirittura in difficoltà i lavoratori con la creazione di un bacino provinciale di salvaguardia dei dipendenti dell’Ato di Enna, bacino che, occorre ricordarlo, la stessa CGIL Funzione Pubblica, attraverso il suo segretario provinciale, lo scorso 25 ottobre 2019 aveva fortemente invocato, addirittura con una nota diramata a mezzo stampa rivolta anche al Prefetto di Enna, per la costituzione urgente di un tavolo sindacale provinciale per determinare e sottoscrivere il bacino cui far rientrare i lavoratori, per garantire la priorità ed il rispetto delle clausole previste dalle normative.
Si riconosce alla FP Cgil il ruolo di precursore di questo tipo d’iniziativa, tanto che nella riunione del 4 febbraio Fit-Cis, Uil-Trasporti e Fiadel hanno condiviso quella che sembrava essere la strada meno indolore che, in linea con le attuali normative, avrebbe sancito in maniera inequivocabile chi dovevano essere i soggetti da tutelare, cioè tutti i 58 dipendenti dell’Ato di Enna, cosi come già avvenuto in altre province siciliane che hanno assistito al fallimento degli ATO, attraverso accordi sottoscritti anche dalla CGIL, secondo il principio che questi lavoratori sono già in possesso dei requisiti di legge per il transito, essendo regolarmente assunti nel servizio con le procedure indicate dalla legge regionale 9/2010 e dall’accordo quadro regionale.
Tutto ciò è stato anche confermato dalla sentenza che riguarda proprio i lavoratori della fallita ATO PA 2 e pertanto ci sembra pretestuoso, da parte di chi conosce tutte queste vicende, creare un clima di terrore e sbandamento tra i 58 dipendenti che da tre anni non percepiscono stipendio, non possono percepire il TFR dall’Ato (dei contributi previdenziali non versati non si conoscono le sorti) e non hanno avuto ancora la possibilità di essere ricollocati nel servizio cui fa capo la SRR di Enna.
Il perdurare di tale stallo e all’assenza di una prospettiva, ha avuto solo l’esito di far proliferare le cause di ricorso al Giudice del Lavoro oltre all’ aggravio di spese per sanzioni, interessi ed altro per tutte le mancate retribuzioni e i contributi non versati, in capo all’ATO EnnaEuno. Senza tralasciare che molti lavoratori, esasperati dal mancato pagamento degli stipendi da oltre tre anni, hanno addirittura chiesto ai curatori fallimentari dell’Ato di essere licenziati per poter fruire dell’indennità di disoccupazione e per poter percepire il TFR.
Tre Organizzazioni Sindacali, Cisl, Uil e Fiadel, senza mai abbandonare i tavoli di trattativa, si sono ritrovate a dover considerare con senso di responsabilità sicuramente non indolore, tutti questi fattori cercando di far quadrare un cerchio normativo legato alla ostica volontà politica, forti delle grida di disperazione dei propri iscritti e di altri lavoratori che hanno riposto la fiducia nelle tre Organizzazioni Sindacali, perché stanchi di dover ancora attendere una collocazione che purtroppo può essere scaglionata nel breve medio termine, ma che avrebbe sicuramente aperto un varco per tutti. Cisl, Uil e Fiadel hanno richiesto ed ottenuto anche un tavolo permanente per monitorare costantemente l’operato della SRR volto a perseguire il raggiungimento nel più breve tempo possibile la collocazione di tutte le 58 unità.
La situazione attuale nella provincia di Enna, nonostante le denunce e le lotte fatte negli anni dai sindacati di categoria, ci vede penalizzati sotto vari fronti: dall’impiantistica non idonea a poter gestire le esigenze del territorio, ai comuni che ancora non possono ottemperare alla collocazione del personale, soprattutto tecnico amministrativo, come ad esempio Villarosa, Nicosia, Barrafranca, Gagliano, Agira, a cui si somma l’annosa vicenda del personale di Piazza Armerina. Nel frattempo però le Ditte che svolgono il servizio di raccolta dei rifiuti urbani in alcuni comuni sono costrette ad assumere personale esterno all’Ato, per far fronte alla carenza di personale. Un vero paradosso!
A tutto questo bisogna aggiungere che la legge 9/2010 ha lasciato una libera interpretazione per quanto concerne la sua applicazione soprattutto nei Piani ARO e non tiene per nulla in considerazione il fallimento delle ATO ed in Sicilia se ne contano già tre; inoltre ad oggi il nuovo piano rifiuti e la conseguente riforma del settore tanto sbandierata dall’attuale Governo Regionale non è ancora approdata in aula.
La ciliegina su questa amara torta infine stava per metterla una richiesta di rinvio della riunione di oggi all’Ufficio provinciale del lavoro di Enna, perché tale rinvio di venti giorni, avrebbe superato i termini perentori previsti dalla legge, costringendo quindi i curatori fallimentari a licenziare tutti i 58 dipendenti. La Fit-Cisl, la Uil-Trasporti e la Fiadel si sono opposte, ma hanno consentito solo un rinvio più breve concesso dai curatori fallimentari, che rientrasse nei termini di legge, permettendo così di ritentare con la SRR di riaprire un ulteriore, l’ennesimo, tavolo di confronto, con la speranza che nel frattempo qualche franco tiratore, per sconosciute e oscure ragioni, impedisca anche di poter perfezionare un ulteriore eventuale accordo che potrebbe nascere nei prossimi giorni.
Le tre Organizzazioni Sindacali Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Fiadel richiamano al buon senso tutti gli attori coinvolti, sapendo che in questa difficile e controversa vicenda non ci potranno essere né vincitori né vinti, ma solo il lavoro solidale e responsabile di tutti per tentare di salvare tutti i 58 dipendenti dell’Ato Enna Euno.
Allo stato dei fatti, anche per lo scadere dei tempi, la scelta fatta da Cisl, Uil e Fiadel sottoscritta con la SRR sembra essere la meno indolore e la più percorribile, seppur non perfetta, soprattutto per tentare di conciliare le diverse esigenze e i diversi punti di vista dei lavoratori interessati. Pur riconoscendo che per alcuni di loro potrà essere conveniente, per altri impopolare, per altri non conveniente, per altri ancora l’unico percorso possibile.
FILIPPO MANUELLA MARIO STAGNO SALVATORE SAURO

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