CONFERMATA L’APE SOCIALE.
GLI EDILI POTRANNO ANDARE IN PENSIONE SEMPRE CON 32 ANNI DI CONTRIBUTI INVECE DI 36.
L’ape sociale resta identica a quella dello scorso anno, con la conferma del trattamento diversificato per i lavoratori edili che beneficiano di un accorciamento di quattro anni contributivi rispetto agli altri lavoratori gravosi. Una delle novità di quest’anno presente in Legge Finanziaria per il 2023. Possono accedere alla “pensione anticipata flessibile” (questa la definizione del provvedimento) i lavoratori che abbiano maturato 41 anni di contributi e 62 anni di età. È prevista inoltre la possibilità, raggiunti tali requisiti, di restare al lavoro con un incremento in busta paga pari alla contribuzione previdenziale a loro carico. Si tratta cioè della quota di contribuzione a carico del lavoratore dovuta all’Inps che non è più versata all’Istituto di previdenza ma direttamente in busta paga. Corrisponde a circa il 10% della retribuzione.
QUOTA 103 INVECE DI 102
La novità maggiore riguarda tale istituto che è stato notevolmente peggiorato. Infatti non possono più accedere a tale possibilità tutte le donne che abbiano i requisiti di età e di contribuzione al 31 dicembre 2022 (60 anni di età – decurtati di un anno per ogni figlio nel limite massimo di due anni – e 35 anni di contributi), ma soltanto tre categorie di lavoratrici: coloro che hanno conviventi da accudire; invalide con invalidità uguale o superiore al 74%; lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende per le quali è attivo un tavolo di crisi.


