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ENNA. Le fiere di Settembre e di Maggio: due appuntamenti stagionali irrinunciabili per gli ennesi di Salvatore Presti

ENNA. Le fiere di Settembre e di Maggio: due appuntamenti stagionali irrinunciabili per gli ennesi
di Salvatore Presti

Il sindaco Dipietro, con propria ordinanza di qualche giorno fa, ha sospeso la tradizionale fiera di settembre a causa del coronavirus19, al fine di evitare assembramenti non controllati.
“La fiera di settembre” di solito si tiene il 14 e 15 settembre di ogni anno nel pianoro del “Monte” nei pressi della chiesa Montesalvo, in concomitanza con i festeggiamenti liturgici del ss. Crocifisso di Papardura. Insieme a quella di maggio sono le più attese dagli ennesi e, nei tempi trascorsi, anche dal mondo contadino.
Nel passato vi partecipavano venditori e compratori provenienti da tutta la Sicilia. Alle cinque del mattino del primo giorno di fiera, entravano in città migliaia di ovini provenienti da tutti i paesi e contrade del circondario. Transitavano dalle regie trazzere e dalle vie meno frequentate, fino ad arrivare a Montesalvo, percorrendo le strade di arroccamento allora esistenti, Venova, Papardura, Janniscuro e Pisciotto (via dei Greci). La notte del giorno successivo i pecorai, con i loro greggi, lasciavano la zona fieristica per far posto ai bovini e a tutti gli animali da soma (asini, muli, giumente e cavalli). Il pianoro del Monte, dalla collina della Torre di Federico allo Spirito Santo, e dalla chiesa di Montesalvo fin quasi a Papardura, era un susseguirsi ininterrotto di animali e di uomini, i quali, durante i giorni di fiera si accampavano, in loco, con giacigli di fortuna.
Era spettacolare quella distesa di bestie e di uomini, in attesa di contrattazioni per la compravendita dei loro quadrupedi. Negli anni a seguire l’urbanizzazione di tutta la zona e motivi igienico-sanitari, hanno indotto le autorità comunali a trasferire la fiera di bestiame nel campo boario di contrada Scifitello a Sant’Anna, dove fino a qualche decennio fa si è tenuto in vita anche il concorso regionale a premi zootecnico, finanziato dalla stessa Regione Siciliana. Da molti anni questo evento, come altri, è caduto nell’oblio. La Fiera merceologica, invece, è rimasta sempre nella zona Monte, con alti e bassi, anche perché di anno in anno l’interesse dei cittadini è venuto meno per il mutare delle consuetudini e per la presenza del mercato settimanale del martedì, registrando il minimo storico negli anni ’90. Da qualche anno l’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Dipietro ha riportato la Fiera ai fasti di un tempo, con gli stalli in via IV Novembre e Viale Diaz, con vasta partecipazione di venditori ambulanti e, quel che più conta, con numerosi visitatori provenienti dai paesi vicini.
Il palazzo “Ente Fiera”, edificato tra la fine degli ’40 e gli inizi degli anni ‘50 in zona Monte, venne demolito agli inizi del 1970 per consentire la creazione della Piazza Europa e la sistemazione delle aree limitrofe. L’ultimo capannone, a suo tempo costruito per il ricovero degli animali partecipanti al Concorso Regionale, poi adattato a locali per il mercato ortofrutticolo, è stato demolito non molto tempo fa per far posto al comando provinciale dei Carabinieri ed alloggi degli ufficiali e sottufficiali dell’arma.
Le fiere e i mercati di Enna hanno avuto, sin dai secoli trascorsi, alte frequentazioni dai paesi e contrade dell’isola, ed erano molto attese e frequentatissime. Dalle carte conservate nei faldoni degli archivi storici e nelle cronache del tempo si hanno notizie sulle antiche fiere e mercati in Enna, allora Castrogiovanni. Apprendiamo così che nel 1420 il Senato della Città chiese a re Ferdinando I d’Aragona “alcune concessioni per la Fiera di Settembre”, cioè le stesse franchigie, libertà ed esenzioni di cui già godeva la fiera di San Pietro, che si svolgeva in località Misericordia, nella valle di Scaldaferro, tra Enna e Calascibetta. Nel 1434, invece, la richiesta dei notabili ennesi fu quella di svolgere la stessa fiera di San Pietro “non più extra moenia, ma all’interno della città, in una piazza da stabilire, e comunque dopo il 29 giugno per non interferire con la fiera di Calascibetta”.
Porta la data del 28 novembre 1444 la petizione avanzata al vicerè di poter acquistare alcuni “lochi vacui” per ampliare il sagrato antistante la chiesa Matrice e ricavare una piazza ancora più grande “per subsidiu di…la fera et grandi utili di la Aecclesia Maiuri”. Fino ai primi decenni del secolo scorso, la fiera merceologica si teneva lungo la via che conduce al quartiere Fundrisi la cui onomastica è ancora “Via Mercato”.
(nella foto anni ’50: il pianoro del monte in un giorno di fiera)

Salvatore Presti

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