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Enna il Movimento Civico Civ.Es sulla richiesta di un gruppo di cittadini per la realizzazione di un Canile

Movimento politico Civ.Es.

Visto il recente articolo uscito sul tema del randagismo, firmato da un comitato spontaneo di animalisti, corre l’obbligo di far sentire la nostra voce dato il tema controverso per cui lottiamo ormai da decenni.
L’articolo in questione accentra l’attenzione in particolar modo sul progetto esistente di canile definendolo “un posto bello”.
Alla luce di ciò viene naturale chiedersi come può essere definito “bello” un luogo di detenzione di massa, che prevede infatti la reclusione di 400/450 cani, gestito da una società piuttosto che da volontari o da chi abbia realmente a cuore il benessere dei cani. A nostro avviso appoggiare fermamente questo progetto sminuisce il lavoro svolto fino a poco tempo fa di chi aveva come priorità le esigenze del cane e per questo si avvaleva per altro di figure specialistiche operanti nel settore.
Ci si chiede in termini di qualità della vita dei cani, quale sia sostanzialmente la differenza tra la situazione attuale e questo tanto declamato canile.
In definitiva viene da dire” bisogna cambiare tutto per non cambiare niente” e sembra proprio questa la situazione ideale per focalizzare l’attenzione sulla novità canile piuttosto che sulla qualità di vita degli esseri viventi che vi verranno reclusi omettendo il fallimento registrato da questa amministrazione.
Dal punto di vista economico facciamo presente che il progetto, per chi lo ha letto, prevede un’infinità di servizi tra i quali , pronto soccorso H24, sterilizzazioni, adozioni, accalappiamenti, monitoraggio del territorio ecc… tutto questo ad un costo inferiore rispetto a quello con cui oggi a stento si garantisce un servizio minimo ai cani del canile convenzionato.
Evidenziamo quindi che anche questo progetto predilige la quantità alla qualità.
Tutto questo vincolerà, come previsto da contratto, l’Ente Comune per una durata di 30 anni ad una spesa di €. 300.000,00 annui, a prescindere dal numero dei cani detenuti.
Rammaricati di dover essere noi ad illustrare il contenuto del Project-financing con i suoi pro e contro, invitiamo i membri del suddetto comitato alla lettura delle linee guida e delle recenti procedure Regionali messe in atto in relazione al contrasto del fenomeno randagismo, lettura che troviamo interessante soprattutto in merito alle politiche di abbandono graduale dei canili. Suggeriamo a chiunque fosse interessato di documentarsi sulle proposte presentate in più occasioni da parte delle associazioni e del movimento che rappresento, circa la creazione dei micro rifugi i quali prevedono prima di tutto il rispetto del bisogni etologici dei cani nonché il coinvolgimento di buona parte della cittadinanza in termini di posti di lavoro, collaborazione e attivazione di un economia di tipo circolare che impedisca l’accentramento economico e gestionale nella mani di un unico soggetto.
In conclusione viene da chiedersi se in tempi di campagna elettorale ogni proclama sia lecito allo scopo di attirare consensi, quando la realtà dei fatti, registra allo stato attuale il più alto numero di cani detenuti in canile negli ultimi 5 anni e nessuna azione finalizzata al contrasto del fenomeno.
Come nostra consuetudine rimaniamo disponibili a qualsiasi eventuale confronto pubblico sul tema, allo scopo di dare evidenza con la massima trasparenza di quanto asserito.

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