Il 21 settembre alle ore 17,00 presso la “Casa di Giufà” via Civiltà del Lavoro 7, sarà presentato il centro affidi distrettuale, inserito nella più ampia progettazione del servizio “CentriAmo la Famiglia” in seno distretto sociosanitario D/22, gestito alla Cooperativa Sociale ASMIDA .
Il progetto, attivo all’interno dei sei comuni dell’ambito: Enna, Calascibetta, Catenanuova, Centuripe, Valguarnera Caropepe e Villarosa, supporta le famiglie che accolgono bambini temporaneamente, coordinando procedure e offrendo formazione e sostegno psicologico.
L’obiettivo è garantire un affido sicuro, rispettoso dei diritti dei minori e positivo sia per i bambini sia per le famiglie affidatarie. Il Centro accompagna le famiglie nella gestione della relazione con il bambino, favorisce l’integrazione sociale del minore e monitora periodicamente il percorso, assicurando che l’affido sia un’esperienza arricchente e protettiva. Il Centro per l’affido ha il compito di gestire, supportare e monitorare i percorsi di affido familiare, garantendo che i bambini che non possono vivere temporaneamente con la propria famiglia d’origine trovino un ambiente sicuro, stabile e affettivamente protettivo.
Il Centro si occupa sia dei minori sia delle famiglie affidatarie, coordinando le procedure legali, il supporto educativo e psicologico, e la formazione necessaria per garantire il benessere dei bambini. Una specifica funzione del Centro è quello di orientare e informare le famiglie verso il percorso dell’adozione. Questo specifico servizio troverà spazio all’interno della sede del Centro per le famiglie di Enna e avrà valenza distrettuale. Il ruolo di coordinamento delle attività sarà di competenza dell’Assistente Sociale del Comune che sulla base delle segnalazioni dell’Autorità Giudiziaria si raccorderà con l’equipe multidisciplinare del Centro e con il personale specializzato di altre istituzioni coinvolte sul territorio come ad esempio Consultorio Familiare, Servizio di Neuropsichiatria Infantile. Il percorso di affidamento etero-familiare seguirà delle fasi specifiche da protocollo:
Accoglienza e valutazione preliminare
La prima fase consiste nell’accoglienza dei minori e delle famiglie affidatarie, che hanno già ottenuto l’idoneità genitoriale da parte del Tribunale per i Minorenni e che hanno ultimato l’iter di valutazione multidisciplinare accertando la presenza delle competenze genitoriali. In questa fase: si raccolgono informazioni dettagliate sul bambino (storia familiare, bisogni educativi e psicologici, salute, relazioni sociali), si valuta la disponibilità e le motivazioni delle famiglie affidatarie e si effettua un primo colloquio di orientamento per spiegare modalità, regole e obiettivi dell’affido. Questa fase è fondamentale per garantire un’integrazione consapevole e sicura tra bambino e famiglia affidataria.
Formazione delle famiglie affidatarie
Successivamente, il Centro propone percorsi di formazione specifica per le famiglie affidatarie, volti a: comprendere le esigenze emotive, psicologiche e comportamentali dei minori, sviluppare competenze educative e relazionali adeguate, gestire eventuali situazioni di crisi o conflitto, conoscere gli aspetti legali e amministrativi dell’affido. La formazione può includere incontri teorici, laboratori pratici, simulazioni e momenti di confronto tra famiglie affidatarie.
Inserimento del minore nella famiglia affidataria
Una volta completata la formazione, inizia la fase di inserimento del minore nella famiglia affidataria, che avviene gradualmente per facilitare l’adattamento. In questa fase gli operatori accompagnano e supervisionano i primi momenti di convivenza, vengono organizzati incontri con il minore e la famiglia di origine, se appropriato, per favorire continuità affettiva, si monitorano le prime reazioni emotive e comportamentali del bambino. L’obiettivo è garantire una transizione sicura e serena, riducendo stress e ansia.
Monitoraggio e supporto continuo
Durante tutto il periodo di affido, il Centro assicura un monitoraggio costante e un supporto alle famiglie e ai minori. Le attività comprendono visite domiciliari periodiche degli operatori, colloqui regolari con il bambino per ascoltare bisogni e difficoltà, incontri di sostegno psicologico e educativo per bambini e genitori affidatari, mediazione con la famiglia di origine per mantenere legami significativi, quando possibile. Questo garantisce che l’esperienza di affido sia positiva, sicura e coerente con i bisogni del minore.
Valutazione e verifica periodica
Il Centro effettua valutazioni periodiche per monitorare l’andamento dell’affido. Gli operatori raccolgono osservazioni, valutano il benessere emotivo e comportamentale del minore, verificano la relazione con la famiglia affidataria e identificano eventuali criticità. I risultati delle valutazioni servono a pianificare interventi di supporto aggiuntivi o modificare l’affido se necessario. 16
Conclusione del percorso di affido
Quando il periodo di affido termina, il Centro gestisce la fase di rientro del minore presso la famiglia d’origine o una soluzione alternativa. In questa fase si organizza un passaggio graduale per garantire continuità affettiva, si forniscono strumenti e supporto alla famiglia d’origine per accogliere nuovamente il bambino, si effettua un colloquio finale con la famiglia affidataria per condividere osservazioni e riflessioni sull’esperienza. Accanto al percorso di affido etero-familiare, la famiglia di origine viene inserita in specifici progetti di sostegno alla genitorialità, mediazione familiare, sostegno economico, sociale e legale per garantire alle famiglie di origine la possibilità di recuperare il proprio ruolo genitoriale istituzionale.
Il servizio è gestito dalla cooperativa sociale ASMIDA, monitorato e supervisionato dagli uffici di servizio sociale dei sei comuni dell’ambito territoriale.


