ENNA E LE SUE “PERLE” SEMPRE PIU’ APPREZZATE DAI TURISTI di Salvatore Presti
Enna offre al visitatore monumenti ed edifici sacri sparsi in tutto il territorio comunale. Sono delle “perle” che i nostri padri e i nostri nonni ci hanno lasciato in eredità, che dobbiamo custodire e tramandare alle nuove generazioni.
Come si sa il turismo da noi è stato sempre quello del tipo “mordi e fuggi”; quindi occorrerebbe offrire ai visitatori e ai turisti itinerari accattivanti con i tanti monumenti, edifici sacri e siti archeologici che ci ritroviamo. Sarebbe così possibile, finalmente, avere viaggiatori che si fermano nel nostro territorio per più giorni.
La promozione turistica non s’inventa senza preliminari studi d’itinerari paesaggistici e monumentali. La parte del leone la farebbero i monumenti più rappresentativi (Castello di Lombardia e Torre di Federico) ma sarebbero molto apprezzati anche i santuari, conventi e chiese sparsi in tutta la città. Ci sono comunque delle zone d’ombra. Un esempio per tutti, quanti sono i turisti che visitano il santuario di Papardura incastonato tra rocce, acque sorgive e panorami dove l’occhio spazia in paesaggi da fiaba? Nel visitare il Duomo, quanti turisti sono messi nelle condizioni di visitare anche la chiesa di San Michele o anche la vicina chiesa del SS. Salvatore?
Si assiste ad un via vai di visitatori presso la chiesa di Santa Chiara perché quasi tutti i giorni aperta in quanto Sacrario per i caduti di tutte le guerre. Ma poi, tranne le chiese parrocchiali di San Giovanni, San Cataldo e San Tommaso, rimane chiusa la chiesa dell’Addolorata, delle Anime Sante del Purgatorio, del Carmelo, della Donna Nuova, aperte e visitabili solo in particolari ricorrenze. E dire che queste chiese custodiscono quadri, argenterie e cimeli dei secoli trascorsi esposti nelle loro sale-museo.
Anche quel gioiello della chiesa di San Marco, dopo il trasferimento delle monache carmelitane scalze, avvenuto qualche anno fa, rimane preclusa alle visite.
Salvatore Presti
(Nella foto, l’interno della chiesa di San Marco)


