Energia: Cgil Sicilia, Sicilia seconda regione per numero di interruzioni. Servono investimenti per adeguare le reti vetuste, risolvendo i problemi in maniera strutturale, anche nell’ottica della transizione green e dello sviluppo industriale”
Palermo,10 lug- La Sicilia occupa il secondo posto nella classifica del numero delle interruzioni di erogazione di energia elettrica per utente in bassa tensione con o senza preavviso. Nel 2024 si arriva a 170 interruzioni contro la media nazionale di 87 e il dato medio del Nord di 49.E’ anche la seconda, dopo la Campania per erogazione di bonus elettrici legati al disagio sociale . “Da un lato- dice Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia- si sconta la vetustà , insufficienza e inadeguatezza della rete elettrica di distribuzione. Dall’altro si conferma una situazione di povertà energetica che si accompagna alla povertà economica”. L’esponente della Cgil, rileva “la puntualità con cui alle prime ondate di calore si sono determinati i black out, a causa di guasti probabilmente dovuti a sovraccarico, che non si può pensare di affrontare con le toppe , sempre in via emergenziale”. Per la Cgil, infatti, “servono poderosi investimenti per risolvere i problemi strutturali adeguando le reti di distribuzione alle esigenze legate ai maggiori consumi e alla produzione da fonti rinnovabili e prevedendo personale sufficiente alla gestione di un segmento fondamentale, che rappresenta la motrice di ogni attività, fondamentale dunque per lo sviluppo industriale e per attrarre nuovi investimenti. Il governo regionale – sottolinea Messina- dovrebbe porre, cosa che non sta facendo, il tema dell’energia e della reti in cima alla sua agenda politica ”. Messina sottolinea che “l’ energia green , che sta avendo e avrà consistente sviluppo in ossequio a una transizione inevitabile per fronteggiare la questione del cambiamento climatico, abbisogna di infrastrutture elettriche adeguate, affinchè da questa transizione si possa trarre un effettivo vantaggio, negli usi domestici e soprattutto in quelli industriali. Auspicando che i nuovi sistemi di produzione e una rete adeguata a veicolare l’energia prodotta- conclude- portino anche a una riduzione delle tariffe, aiutando per questa via le famiglie in difficoltà e il sistema delle imprese”.
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