Questa la lettera aperta con cui un cittadino ennese Giuseppe Campo si rivolge al sindaco di Ennna Maurizio Dipietro in cui esterna tutte le sue preoccupazioni sulla gestione dellโemergenza in particolare per la a suo dire mancanza di informazioni precise da un punto di vista sanitario.
Gentile Sindaco,
piรน volte in questi giorni di apprensione ho consultato questa pagina (riferendosi alla pagina social del Sindaco) in cerca di notizie e spesso mi sono imbattuto in commenti preoccupati o rabbiosi di persone che chiedevano un potenziamento dei controlli sulle persone che circolano in cittร . Allora, ho fatto la riflessione che segue, attraverso la quale espongo i miei dubbi e le mie domande.
Ai cittadini viene richiesto di rimanere a casa, di stare dietro alle continue modifiche del modello di autocertificazione, รจ tutto un parlare di ciรฒ che si puรฒ fare e ciรฒ che non si puรฒ fare, stiamo tutti facendo la nostra parte, ma reputo insensato se non addirittura pericoloso lasciar passare il messaggio che dipenda tutto da noi, dal nostro stare a casa.
La sovrabbondanza di questo tipo di informazioni non รจ affiancata da notizie certe e istituzionali su quali siano i protocolli sanitari e se siano effettivamente seguiti dalle autoritร di competenza. Viviamo di ansie e paure, cercando di reperire informazioni sulla reale situazione del nostro territorio attraverso articoli e voci di corridoio senza alcuna comunicazione ufficiale.
Credo che in questo momento la prioritร sia la Salute: di chi รจ malato in primis, ma anche di chi a casa vive nellโansia generata dallโincertezza di una situazione giร di per sรฉ nuova, aggravata dal diffondersi di notizie per niente rassicuranti, che fanno sentire il cittadino solo e poco tutelato. Una maggiore trasparenza riguardo a ciรฒ che avviene dentro gli ospedali e su quali siano gli obblighi e le reali possibilitร dei medici di medicina generale sarebbe quanto meno auspicabile per dissipare qualche dubbio.
Leggo di degenti trasferiti dal nostro ospedale a quello di Piazza Armerina e trattati come pazienti qualsiasi, senza opportuni dispositivi di sicurezza, rivelatisi poi positivi al coronavirus (ricordo che il caso Codogno รจ nato in maniera simile: paziente con polmonite mandato a casa senza diagnosi di Covid-19, ma in tempi โnon sospettiโ; oggi mi sembra assurdo che a una persona con sintomi da coronavirus non venga fatto il tampone prima di un trasferimento o che venga fatto post-mortem).
Leggo di pazienti che versano in gravi condizioni perchรฉ รจ stato loro negato il tampone con 39 di febbre e tutti i sintomi ascrivibili alla malattia.
Leggo, ancora, dellโodissea di pazienti di altri comuni della provincia affetti dal virus, che lasciati in balia di informazioni poco chiare sono costretti a recarsi al pronto soccorso per ricevere assistenza
Credo sia un diritto di noi tutti sapere:
1) quali sono i criteri in base ai quali viene disposta la somministrazione del tampone e i tempi di attesa dellโesito dello stesso;
2) se lโospedale di Enna dispone dei farmaci e dei presidi medici necessari a fronteggiare lโemergenza;
3) che ruolo debbano avere i medici di medicina generale e se sono messi in condizione di svolgere il loro compito in sicurezza.
Non cerco responsabili da condannare ma chiarezza e mi rivolgo a Lei, perchรฉ si faccia portavoce di questa necessitร (che spero di non avvertire solo io) con le autoritร sanitare di competenza.
Sintetizzando, ribadisco: mentre mi attengo scrupolosamente alle ordinanze sindacali vorrei conoscere il protocollo sanitario adottato sul territorio di Enna.
Spero che la mia richiesta possa trovare una risposta.
Un cordiale saluto
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