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Emergenza Coronavirus: il Coordinatore del CoC di Enna Lorenzo Colaleo "Ingenerare panico è un reato"

Questo il testo dell’ennesimo giustificato sfogo del coordinatore del CoC di Enna Lorenzo Colaleo dove esorta ancora una volta non solo a correnti comportamenti ma anche a non “sostituirsi” anche sul piano della comunicazione agli organismi preposti visto che ogni giorno circolano notizie di tutti i tipi e ricordando sempre che il procurato allarme è un reato.
Oggi voglio rappresentare a tutti i miei amici, oltre che pregarli, come ogni giorno, di restare a casa voi che potete, cosa penso dei numeri messaggi audio che girano ala velocità della luce e che comunicano bollettini di “guerra”, nomi ed indirizzi di untori, decessi e contagi, indicazioni sul da farsi. Farebbero bene a continuare a dedicare il loro tempo ad occuparsi delle merendine, del grembiulino dei propri figli, del regalo alle maestre e della festa di fine anno lasciando il mestiere di comunicazione a chi ne ha competenza, quello di consigli sanitari ai medici del settore, e quello di gestione della emergenza al personale qualificato. Vorrei ricordare a tutti che ingenerare panico e’ un reato punito dal l’articolo 656 del codice penale che prevede l’arresto sino a tre mesi cui, come quando cucinano, va unito l’ingrediente dell’articolo 658 del c.p. per procurato allarme che prevede l’arresto sino a sei mesi. Non serve che vi sostituiate agli Enti istituzionali che gestiscono questa emergenza. Non è il momento di fare gossip o “ curtiglio”. Giratevi i messaggi per sapere come state, come stanno i vostri bambini e passatevi unicamente l’augurio che #andratuttobene perche questa comunità e’ compatta nella battaglia contro questa pandemia. Adesso ricomincio a lavorare per voi e vi auguro una buona giornata.

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