Enna Press

Testata giornalistica Online

Emergenza Coronavirus; come non farsi schiacciare dall'ansia; il parere della Psicologa Maria Giusy Cannio

Dobbiamo provare paura per sconfiggere il covid 19 e non farci schiacciare dall’ansia!
Vediamo qual’è la differenza tra la paura e l’ansia.
La parola Ansia è un termine usato per indicare un complesso di reazioni cognitive,
comportamentali e fisiologiche che si manifestano in seguito alla percezione di uno stimolo
ritenuto minaccioso e nei cui confronti non ci riteniamo sufficientemente capaci di reagire.
L’ansia di per sé, tuttavia, non è un fenomeno anormale. Si tratta di un’emozione di base, che
comporta uno stato di attivazione dell’organismo quando una situazione viene percepita
soggettivamente come pericolosa.
La paura è una emozione di attivazione e “terrificazione” con la quale tutti noi facciamo fatica
a “stare” e per la quale i nostri sistemi fisiologici ci spingono ad una risposta immediata di
evitamento o fuga, in un modo o in un altro.
In momenti come quello che stiamo vivendo siamo costantemente sollecitati proprio dalla
paura su vari livelli e su molteplici piani. Noi però non usiamo questi dati come l’occasione
per migliorare la situazione personale e della collettività ma proviamo a dare concretezza
(all’invisibilitá del virus) e proviamo a controllarlo (come se potessimo fermarlo con il corpo/con
le mani/con lo sguardo).
Vero è che moltissime informazioni ci giungono in modo inevitabile, che
le comunicazioni, nei contenuti, riguardano un virus e sollecitano l’istinto di vita ed attivano il
sistema fisiologico della paura che spinge ad una reazione immediata che non trova modo per
potersi “realmente” proteggere….(ed è ora che la paura diventa ansia).
Per darvi un’idea: di fronte ad un leone, noi proviamo paura e fuggiamo per metterci in salvo; il
leone c’è, lo vediamo e ci attiviami per tenerlo distante da noi .
Di fronte all’idea che un leone potrebbe arrivare e sbranarci, iniziamo a guardarci attorno.
Sappiamo che è possibile che arrivi ma realmente non lo vediamo. Così anziché fidarci del
nostro fare e dei nostri sensi (udito e vista) iniziamo a girarci in continuazione a dx e sx, avanti
e dietro, ipersollecitando la nostra percezione e innescando così un processo che trasforma la
paura in fenomeno ansiogeno.
La modalità con cui le comunicazioni vengono fornite è un elemento che attiva questi
meccanismi neuro biologici: velocità, agitazione, allarme, continuo cambiamento di indicazioni.
E’ stato modificato il nostro equilibrio mentale ed il nostro ambiente di vita.
Sono stati cambiati i nostri comportamenti sociali e relazionali, sottraendoci da quel conforto di
gruppo, di quella relazionalità e socialità che dà sicurezza e veicola protezione.
Cosa possiamo fare?
Per gestire questo momento dobbiamo attivare la nostra resilienza.
Cosa vuol dire e come si attiva la resilienza?
In natura la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
In psicologia la resilienza è la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento
traumatico o un periodo di difficoltà.
Quindi che si fa?
Iniziamo a gestire le difficoltà con piccole azioni.
Possiamo dare il nostro contributo alla gestione della difficoltà con piccole e semplici azioni che
siano risposte di saggezza.
Attingiamo ad informazioni accreditate, fornite da fonti scientifiche.
Diffondiamo, anche nel nostro privato, informazioni verificate, essenziali e oggettive.
Atteniamoci alle disposizioni di profilassi indicateci dagli specialisti, in un’ottica di
responsabilità.
Ricordiamoci che siamo parte di una comunità, integrati in vari contesti sociali in un rapporto
di reciproca interdipendenza: curare la nostra salute significa curare la salute della comunità e
viceversa.
Rispettiamo le nostre emozioni, prendiamocene cura ma non facciamoci invadere da un
funzionamento esclusivamente emotivo.
Ricordiamoci che la serenità è frutto della saggezza e che ciascuno di noi può dare il proprio
contributo per costruire una comunità, reale e virtuale, più saggia ed accogliente.
Ricordiamoci cosa dicevamo di voler fare ma che non potevamo fare a causa della freneticitá
del nostro quotidiano.
Sperimentiamoci:
Ad esempio:
chi, prima di questo fermo obbligato, ha lavorato intellettualmente potrebbe affinare/
sperimentare le proprie capacità manuali;
chi invece ha svolto mansioni manuali potrebbe iniziare ad assaporare il piacere di leggere,
scrivere o elaborare pensieri propri approfittando della possibilità di stare soli e in silenzio per
più tempo.
Si diventa resilienti quando in un limite ci si vede una possibilità di cambiamento.
Ritornando al titolo:
“Dobbiamo provare paura per sconfiggere il covid 19 e non farci schiacciare dall’ansia!”
La paura ci farebbe attivare le strategie preventive che ci suggeriscono gli esperti per evitare il
contagio, senza cadere nella trappola mentale di controllare ogni singolo momento della nostra
giornata “ingozzandoci” di informazioni che ci potrebbero far sprofondare in un fare ossessivo
ed ansiogeno.
Andrà tutto bene… Ma solo Se rimarremo a casa.

Visite: 30