Embargo petrolio: Cgil e Filctem nazionali, regionali e di Siracusa chiedono al governo intervento sulle banche per riapertura credito a Isab- Lukoil.
“Intervento immediato per contrastare i possibili effetti della giusta sanzione alla Russia”
Palermo, 31 mag- “Il governo intervenga sulle banche affinchè riaprano a Lukoil le linee di credito oggi bloccate, consentendo il superamento della crisi che si potrebbe innescare con l’embargo del petrolio russo via mare”. E’ la richiesta di Cgil e Filctem nazionali, siciliane e di Siracusa che temono il collasso dell’intera area industriale, con la perdita di circa 10 mila posti di lavoro, se dovesse entrare in crisi e chiudere l’Isab di Priolo, società italiana controllata da una società svizzera. La raffineria in questione si approvvigiona infatti al 100% di petrolio russo, da quando il sistema creditizio le ha voltato le spalle. Prima il petrolio dalla Russia incideva solo per il 15%. “La riapertura del credito – scrivono Cgil e Filctem- consentirebbe l’acquisto del greggio sul mercato, con il superamento degli effetti indotti dalla giusta sanzione dell’Ue alla Russia, che avrebbero se non contrastati un impatto tremendo sull’economia siciliana e sull’occupazione”.


