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Economia e Coronavirus: il Presidente dei Commercialisti Fabio Montesano "Grande macchina solidale importante anche per la Fase Due"

L’intervista al Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Provincia di Enna Fabio Montesano con cui facciamo una disanima sull’attuale situazione economica del territorio e soprattutto sulle prospettive future
L’epidemia del Coronavirus oltre a provocare una tragedia sociale lo ha fatto anche da un punto di vista economico. La notizia per certi versi positiva se così si può definire è che la crisi economica è globale e quindi tutti dovranno ripartire dallo stesso piano. Come vede lei la situazione del nostro paese?
“Come affermato dal Fondo Monetario Internazionale, il nostro Paese patirà la crisi economica, conseguente della crisi sanitaria, più di tutti nel mondo, con un calo previsto del Pil del 9,1% (farà peggio solo la Grecia con un calo del 10%)”.
E’ chiaro che analizzando le dinamiche interne all’Italia ci sono territori più organizzati alla ripartenza e altri meno come il Sud ed in particolare la Sicilia e nel nostro caso particolare le zone interne.
“Nel momento in cui l’economia ripartirà, è chiaro che le zone del Sud del Paese avranno maggiori difficolta a ripartire perché molte nel frattempo saranno sparite. In questo caso, la storica arretratezza economica del Sud rispetto al Nord peserà moltissimo e, purtroppo, la distanza fra le due aree del Paese aumenterà inesorabilmente”.
In queste settimane si è assistita ad una gigantesca macchina emotiva della solidarietà dove tutti hanno e continuano ad aiutate tutti. Questa spinta emotiva potrà essere utile ed importante a suo dire nel momento della fase due dove ci si dovrà aiutare uno con l’altro anche nella tipologia dell’acquisto cercando di privilegiare i prodotti locali?
“Sicuramente, questa tragedia segnerà profondamente i comportamenti degli uomini che la stanno vivendo, prima di tutto perché è venuta meno la cultura dell’onnipotenza dell’uomo, è bastato un virus per mettere al tappeto l’umanità. Di contro, gli esempi di solidarietà che abbiamo avuto la possibilità di vedere, in questo periodo di emergenza, sono stati tantissimi e questo ci fa ben sperare per il futuro. Tuttavia, ancora siamo all’inizio, la vera solidarietà tra i popoli si dovrà vedere soprattutto nel momento in cui ci sarà il vaccino, perché sarà necessario farlo arrivare a tutti a prescindere dalle condizioni socio – economiche. In questa fase, si sta riscoprendo il valore delle produzioni locali e questo è un gran segnale per le comunità che devono valorizzare, al massimo, quanto riescono a produrre”.
E’ fuor di dubbio che questa pandemia cambierà radicalmente il modo di fare impresa. Lei come vede questa prospettiva già dai prossimi mesi?
“Nei prossimi mesi le imprese dovranno ritornare a produrre adottando immediatamente le regole anti – contagio nei luoghi di lavoro e quindi con una particolare attenzione alla sicurezza dei lavoratori. Ma in particolare, questa crisi, porterà con sé una grande verità, che non si può fare più impresa, in qualsiasi parte del mondo, senza avere attenzione all’ambiente e al mondo che ci circonda”.
Infine come giudica i provvedimento del Governo in particolare in chiave sociale come il contributo alle partite Iva, la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, e le facilitazioni di accesso al credito per le imprese?
“Le misure del Governo purtroppo non sono adeguate al momento di crisi (il paragone con gli aiuti alle imprese degli altri Paesi ne è la conferma), ma sono il massimo che questo Paese può dare in questo momento. Non dimentichiamo che siamo uno dei Paesi più indebitati al mondo con una popolazione che invecchia sempre di più e il monito volto a ridurre il debito, nei momenti di normalità, è rimasto inascoltato. Oggi ne paghiamo amaramente il prezzo. Il tutto, inoltre, è aggravato dal fatto che ad oggi è mancato l’aiuto che ci aspettavamo dall’Europa”.

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