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DOBBIAMO ESSERE CERTI DEL DOMANI – di Angiolo Alerci

DOBBIAMO ESSERE CERTI DEL DOMANI
Stiamo attraversando uno dei periodi più critici della notra storia.
Un periodo che, però trasversalmente, riguarda il mondo intero.
Nel nostro paese moltissime persone pensano che sarà molto difficile superarlo, ma vi sono altrettante persone che riferendosi alla famosa “Spagnola “ che colpì circa il 30% della nostra popolazione, pensano che il sereno ritornerà.
Tra queste ultime persone ci sono anch’io con i miei novant’anni sulle spalle.
E sono questi novant’anni che mi hanno portato a fare queste considerazioni.
La seconda guerra mondiale conclusasi formalmente l’8 settembre 1943 , ma effettivamente nel 1945, lasciò un’Italia completammente allo sfascio.
Circa 500/mila morti, decine di migliaia di feriti, molte città distrutte dalla guerra e dai bombardamenti aerei, l’industria esistente in gran parte trasformata per essere utilizzata per scopi militari, una disoccupazione galoppante, i mercati completamente vuoti ed il tesseramento del pane.
Anche allora fioriva un cosiddetto “mercato nero” che veniva utilizzato solo da coloro che avevano le disponibilità per potere acquistare la merce offerta, a prezzi allora proibilitivi.
Le strade esterne di comunicazione stradale e ferroviaria distrutte o in pessime condizioni, ponti stradali abbattuti e automezzi quasi inessistenti
Unico buon ricordo di un prodotto abbandante erano le ottime arance ammassate sui camion, provevienti dalla zona di Catania.
Questa era l’Italia alla fine della seconda guerra mondiale.
Ma gli italiani facendo grandissimi sacrifici e sottoscrivendo il “Buono del tesoro destinato alla ricostruzione” , contribuirono a risollevarla.
Gli anni ’50 furono di vero record per la ripresa industriale e con un pil in continua crescita, tanto da consenire ad una giuria internazionale di assegnare alla nostra “lira” un sorta di “OSCAR”, come la moneta più solida del continente ed al giornale inglese Dayl Mail coniare l’espressione di “Miracolo Economico”.
Il cuore degli italiani rifarà un nuovo “ miracolo economico”, indipendentemente dal fatto che oggi alla guida del Paese non ci sono
De Gasperi, Togliatti, Nenni,Saragat, Malagodi e La Malfa.

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