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Dare priorità per le vaccinazioni anche i lavoratori del settore benessere

Dare priorità per le vaccinazioni anche i lavoratori del settore benessere
Acconciatori ed estetiste da tutelare tra le categorie produttive a rischio di contagio
Confartigianato Sicilia ha fatto appello, con una lettera, al governo regionale

Dare priorità alle vaccinazioni anche ai lavoratori del settore benessere. È l’appello di Confartigianato Sicilia che ha scritto una lettera al presidente della Regione Nello Musumeci e all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza. Una scelta necessaria per consentire a questo settore di lavorare con maggiore serenità ed evitare, in futuro, di dovere ancora prevedere chiusure forzate nelle zone rosse.

“Nel condividere pienamente la scelta delle fasce della popolazione individuate finora come prioritarie per la somministrazione del vaccino – dice Giuseppe Pezzati, presidente di Confartigianato Sicilia – chiediamo che vengano prese in considerazione, tra le categorie produttive maggiormente esposte, anche le attività artigiane di acconciatori, barbieri ed estetiste. Operatori che lavorando a stretto contatto con la clientela, vanno considerati ad alto rischio di contagio da Covid-19”.

Le imprese di acconciatura in questi mesi hanno applicato con la massima diligenza le linee guida dettate dalle autorità sanitarie e dal Governo, intensificando le già rigide misure previste dal settore sul piano igienico-sanitario, e si sono riorganizzate per garantire la massima tutela della salute degli imprenditori, dei loro collaboratori e dei clienti. Hanno calendarizzato gli appuntamenti, anche con app specifiche, e hanno adottato particolari accorgimenti per i distanziamenti. “Adesso tocca alla politica pensare a delle operazione di tutela degli stessi lavoratori, consentendo loro una corsia preferenziale per accedere alle vaccinazioni”.

Non va dimenticato, inoltre, che dallo scorso anno il settore del benessere è stato uno di quelli maggiormente colpito dagli effetti della pandemia, con la sospensione per un lungo periodo delle attività che ha innescato l’impennata dell’offerta di prestazioni da parte di operatori abusivi. In Sicilia, per il settore benessere, tra marzo, aprile e maggio 2020, si sono registrati oltre 63 milioni di ricavi in meno.

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