CONTRATTI, VINCOLO SPORTIVO, COVID E RIPARTENZA. ALESSANDRO BONAFFINI RACCONTA L’AIC
Non molti anni fa calcava i campi da gioco, e già allora si percepiva come leadership e carisma fossero indubbiamente due delle sue qualità principali, ed in effetti in mezzo al campo c’era poco da fare. Alessandro Bonaffini nasce a Niscemi, classe 81’, a diciotto anni esordisce in serie D col Vittoria, da li inizia una carriera che lo porta nei professionisti, categoria che raggiunge insieme alla sua squadra, il Ragusa, nei pro rimane per sette anni vestendo anche la maglia dell’ Igea Virtus. Chiude la carriera nella sua vicina Gela.
Dal 2019 Bonaffini è il delegato dell’Associazione Italiana Calciatori in Sicilia, carica importante, che ora più che mai vede diverse sfide all’orizzonte. Abbiamo intervistato Alessandro per parlare di quale sia la situazioni dei calciatori, impegnati e non, in questa era Covid, e quali sono gli obbiettivi futuri.
“Ciao Alessandro, sei il presidente dell’AIC Sicilia, chi è, di cosa si occupa questa associazione?”
“L’AIC è un organo nazionale, si occupa e si batte per la tutela dei calciatori, diciamo che è il sindacato dei calciatori, ci occupiamo di tutti i loro problemi, con le società, con gli stipendi, quando ad esempio vengono messi fuori rosa, vengono seguiti e tutelati da noi, dall’inizio alla fine, anche per problemi contrattuali, un vero e proprio sindacato. Ovviamente per potere usufruire di questi servizi bisogna essere tesserati con l’associazione, noi magari la prima volta che qualcuno chiede aiuto non ci tiriamo indietro, questo perché manca la conoscenza, pochi conoscono l’AIC e le funzioni che svolge, diversamente dal Nord, realtà in cui sono tutti tesserati perché tutti con contratto…”
“Ieri si è (finalmente) concluso il mercato dei dilettanti, cosa dicono i ragazzi che non hanno trovato una sistemazione?”
“Su questo punto ci tengo a dire una cosa, ci stiamo battendo tanto, proprio ieri, prima della chiusura del mercato, abbiamo ottenuto una proroga fino a giorno 27 Aprile, e cioè, lo svincolato si può ancora tesserare, il 15 Aprile si sono chiusi i trasferimenti da una squadra all’altra, ma i rigazzi liberi, o quelli che si vogliono liberare hanno ancora tempo. Chiunque abbia bisogno di aiuto o informazioni non esiti a contattarmi.”
“Questa pandemia ha cambiato orizzonti e prospettive dei calciatori?”
“In queste categorie sicuramente si! Quest’anno il mercato è stato praticamente sempre aperto e nessuno si è mai stabilizzato, soprattutto tra Eccellenza e Serie D, tantissimi giocatori hanno cambiato casacca, c’è stata poca continuità, gli Under che si affacciavano a queste categorie sono stati molto penalizzati perché era il “loro” anno per mettersi in evidenza per fare un campionato importante. E’ stata un’annata particolare, parliamo con parecchi calciatori, e anche chi è al vertice trova grandi difficoltà, dopo tanto tempo andranno in difficoltà, aerobica, organica,tecnica, non è facile.”
“Con la riforma dello Sport cambierà il mondo dei dilettanti? Se è si, come cambierà?”
“E’ una domanda che ci stiamo ponendo,dal prossimo anno tutti i calciatori, compresi tutti i dilettanti dovranno avere un contratto, e di conseguenza gli verranno versati i contributi. In questo momento siamo in conflitto con la Lega, perché secondo la Lega appunto, questo potrebbe penalizzare le società, secondo il nostro punto di vista noi dell’AIC dobbiamo tutelare i calciatori, che poi sono il motore pulsante del sistema calcio. Per noi è stata sicuramente una vittoria, l’abbiamo voluta e l’abbiamo ottenuta, come il “Vincolo Sportivo” che siamo riusciti ad abbassare, non è ancora chiara l’età, la riforma entrerà in vigore l’anno prossimo, ma è comunque una fortuna, è giusto che i giocatori abbiano i contratti ma non possono rimanere vincolati in delle società in cui non vengono valorizzati. Le società dovranno attrezzarsi con personale formato in materia contrattuale, saranno a tutti gli effetti contratti di lavoro. Vedremo come le società gestiranno la situazione, me lo auguro, perché solo in Italia non riconosciamo lo sportivo come lavoratore, è giusto che tutti, dal calciatore al magazziniere tutelino i loro compensi.
“Viste alcune cifre di compensi nel mondo Dilettante, parallelamente al Professionismo, temi possa esserci una bolla, una crisi?”
“Mi auguro che tutto questo non succeda, però è evidente che trascorreremo qualche anno, penso 2-3 anni, in cui ci sarà un ridimensionamento totale. Non è facile, ne per i calciatori ne per le Società, sicuramente i mancati incassi degli spettatori influiranno tanto in diverse società, e di conseguenza parecchi giocatori dovranno stingere i denti e rinunciare a qualcosa nell’ingaggio, mi auguro che al più presto si sblocchi la situazione stadi, ma sarà un discorso lungo. Spero anche che la Lega e lo Stato aiutino le società perché molte rischiano il tracollo. Anche il calciatore deve capire che ridursi l’ingaggio sarà comunque d’aiuto per i contributi che gli verranno versati, un po’ come accadeva ai miei tempi nel Professionismo.”
“Cosa ne pensi della ripartenza?”
“Ripartenza strana per tutti , dopo 6 mesi non è facile, però era importante, intanto bisognava dare la possibilità a chi ha investito, a chi sognava di andare in D, e questa gli è stata data, ai tanti calciatori che giocano in Eccellenza come vero e proprio lavoro andava data la possibilità, perché molti ci vivono con questa categoria, la formula può essere antipatica o simpatica, in base agli obbiettivi delle Società, ma la cosa più importante era ripartire.”
“Idee, buoni propositi o speranze per il futuro?”
“I nostri obbiettivi, dopo le vittorie ottenute con il vincolo sportivo e la riforma dello sport, saranno quelli di vigilare ed aiutare tutti in questa “nuova” sfida. Per le speranze ti dico che io ho una struttura sportiva e ad oggi ho fatto scuola calcio ridimensionata, ma nello stesso tempo ho ospitato ragazzi e ragazze che fanno spinning, pilates, palestra, corpo libero, ho cercato di dare una possibilità a chi magari ha la struttura chiusa di continuare l’attività, ma sicuramente noi con il calcio non abbiamo avuto il numero di tesserati che dovevamo avere, per via delle norme Covid, c’è anche tanta paura e questo ha penalizzato tanto. Mi auguro che quest’incubo possa finalmente finire.”


