Comiso: Mannino (Cgil), una manifestazione nata pensando ai giovani, a ridare e a ricostruire fiducia e speranza. Per un nuovo ordine mondiale che guardi ai diritti dei popoli e ai bisogni a partire da quelli degli ultimi
Comiso, 4 aprile- “Questa è la manifestazione della Sicilia che non si rassegna e che vuole mandare un messaggio al Paese e all’Europa: la pace non si costruisce con la corsa agli armamenti ma con il dialogo investendo su politiche di inclusione sociale e sull’istruzione”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, dal palco, a Comiso, della manifestazione contro la guerra in Ucraina, organizzata da un cartello di sindacati, associazioni, istituzioni con un ampio ventaglio di adesioni. “Questa manifestazione- ha aggiunto – è nata pensando ai giovani, a quella generazione a cui la pandemia ha rubato due anni di vita.consegnandoli a un futuro ancora più incerto. Noi vogliamo ridare fiducia e speranza”. Mannino ha sottolineato che “il mondo di 40 anni fa non esiste più, quando c’era chi gridava né con la Nato né con patto di Varsavia, ora servono istituzioni, Unione europea e Onu, che siano costruttori e difensori della pace e determino un ordine mondiale che metta al centro il diritto dei popoli e guardi ai bisogni dei cittadini e delle cittadine e agli ultimi, quelli che stanno pagando le conseguenze di questa guerra”. Il segretario della Cgil ha rileva che “a morire sono sempre più spesso civili, bambini, donne e non coloro i quali questa guerra l’hanno decisa. E anche sul piano economico mentre ci sono i grandi colossi a partire da quelli della filiera del petrolio, e non solo, che aumentano i loro profitti, la povera gente vede diminuire il potere d’acquisto di salari, stipendi e pensioni con l’aggravarsi di una condizione sociale ancora più precaria rispetto a quella già difficile che ci ha consegnato la pandemia”. Per Mannino “la manifestazione di oggi è il volto più bello della Sicilia. Responsabilizza ciascuno di noi- ha continuato il segretario della Cgil- a far sì che questa mobilitazione non si esaurisca oggi ma viva nei territori, in tutti i comuni della Sicilia, nei luoghi di lavoro, nelle scuole perché c’è una Sicilia che attraverso la pace vuole costruire un nuovo modello di sviluppo che abbia al centro l’ambiente, che determini una nuova politica sociale, che guardi agli ultimi con la consapevolezza che la lotta per la pace si salda con la lotta alla mafia e alla criminalità per vivere in una Sicilia libera. Insomma – ha concluso Mannino- abbiamo l’obbligo di affermare una cultura e un pensiero politico che faccia sì che tra 40 anni i bambini, i ragazzi e le ragazze di oggi non debbano tornare in questa piazza a lottare per l’affermazione della pace e per combattere povertà e diseguaglianze ma possano vivere in un mondo migliore e più giusto”.


