IL MIOPE INTERESSE LOCALE FRENA LO SVILUPPO
La nuova strategia nazionale delle aree interne utile strumento per superare la crisi e favorire la ripresa economica. Molti comuni della provincia di Enna hanno i requisiti per sfruttare il piano ma non collaborano. “E’ il momento di cooperare mettendo a fattor comune le varie esigenze per redigere progetti qualificanti”.
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“Non ci potrà essere sviluppo sovracomunale se non si andrà oltre il miope interesse locale” Lo dichiara il segretario generale della Cisl di Agrigento, Caltanissetta, Enna che torna a rilanciare l’idea di una “gestione associata di funzioni e servizi da parte dei comuni, cosa resa possibile dalla nuova SNAI. E’ il momento di cooperare mettendo a fattor comune le varie esigenze per redigere progetti qualificanti”.
“Ad oggi – fa notare il dirigente cislino -, nella provincia di Enna solo il comune di Centuripe è rientrato nella programmazione 2014 -2020 della Strategia Nazionale delle Aree Interne. Un dato che stride con la realtà perche molti centri dell’area settentrionale dell’ennese hanno il requisito di comune periferico e ultraperiferico. Serve avviare una fase di confronto e di dialogo fra queste realtà urbane per essere pronti a sfruttare l’Accordo di Partenariato, già inviata a Bruxelles per l’approvazione”.
Nella programmazione 2021-2027 la nuova SNAI – prosegue Emanuele Gallo – prevede la semplificazione delle procedure promuovendo la politica strutturale e a sostegno della crescita economica delle comunità e, soprattutto, dell’associazionismo comunale permanente delle aree coinvolte. A partire dalla data di avvio della Commissione Europea le Regioni dovranno selezionare nuove coalizioni territoriali sulla base di una mappatu-ra aggiornata, che si aggiungeranno alle 72 già presenti sulla base di indicatori sociali, demografici o econo-mici rilevanti, dando la priorità ai comuni periferici e ultraperiferici. Attivarsi ora è fondamentale per candidarsi a essere inseriti nella programmazione che farà la Regione di individuazione di nuove aree.
Per Gallo “E’ lampante che le possibilità di insediamento di nuove attività economiche e quindi la creazione di occupazione nelle nostre aree è strettamente correlata al potenziamento dell’offerta qualitativa e quantitativa dei servizi essenziali quali istruzione, salute, mobilità”.


