Ciclone Harry: Cgil Sicilia, finora stanziate risorse inadeguate e ritardi nella programmazione degli interventi.
đUn documento della Cgil Sicilia fa la stima di quanto serve per rimettere in piedi Niscemi e la Sicilia dopo le ultime catastrofi
đMannino: indecente lo scaricabarile del ministro Musumeci
đUna delegazione della Cgil oggi a Niscemi per una serie di incontri
Palermo, 5 feb- âLe ultime dichiarazioni del ministro Musumeci sono stucchevoli e rasentano lâindecenza. Continua con lo scaricabarile bacchettando sindaci e governi regionali che in Sicilia hanno preceduto il suo, per cercare di minimizzare le sue responsabilitĂ , che sono state grandi durante lâ esecutivo che ha presieduto, su Niscemi ma anche sullâattuazione del piano contro il dissesto idrogeologico. ResponsabilitĂ che oggi sono enormi anche come ministro sui ritardi che si stanno registrando e sulle insufficienti dotazioni finanziarie per lâemergenza. Mentre il presidente Schifani continua incredibilmente a fare il pesce in barile, non sognandosi affatto di alzare la voce con Romaâ. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, oggi a Niscemi con una delegazione della Cgil per una serie di incontri, col sindaco, con la protezione civile, con i propri operatori e delegati, per portare al paese la solidarietĂ del sindacato e confermare lâimpegno di tutte strutture della Cgil a sostegno della popolazione colpita. âRiteniamo pretestuose in questa fase le polemiche politiche- aggiunge Mannino- ma non si puĂČ non rispondere a chi cerca di tirarsi fuori dalle responsabilitĂ additando altriâ. âOggi Ăš il tempo dellâazioneâ, sottolinea il segretario della Cgil. Per il sindacato, che ha presentato oggi un documento di analisi e proposte sulle conseguenze del ciclone Harry, sui danni in Sicilia e sul caso Niscemi â sono i tempi degli interventi, lâadeguatezza delle risorse a disposizione , la programmazione e le competenze amministrative e gestionali la chiave di volta del sostegno alle popolazioni colpite dal ciclone Harry, innanzitutto gli abitanti di Niscemi, del ristoro alle attivitĂ economiche e ai lavoratori dei territori coinvolti e della ripresa delle attivitĂ . âSe i tempi si allungheranno e le risorse continueranno a essere insufficienti come sta accadendo- dice Mannino- il disagio delle popolazioni crescerĂ e lâeconomia potrebbe subire contraccolpi anche di lunga durata, considerando che i settori piĂč colpiti sono lâagricoltura e il turismo che rischiamo di vedere saltare intere stagioni produttive, con gravi conseguenze anche sul mondo del lavoro. Lâazione del governo nazionale e di quello regionale finora si sta rivelando insufficiente, deludente di fronte allâentitĂ del disastroâ. âSi pensi dunque a cambiare rotta- afferma Mannino- perchĂ© gli interventi di emergenza sono urgenti e non tollerano toppe ed Ăš inoltre evidente la necessitĂ di far seguire interventi strutturali contro il dissesto idrogeologico e per la mitigazioni dei possibili effetti di eventi estremi legati al cambiamento climaticoâ. Nel documento il sindacato stigmatizza la lentezza con cui si sta procedendo e definisce ârisibiliâ e âoffensiveâ, le risorse messe a disposizione dal governo nazionale , 33 milioni, e da quello regionale 13 milioni per lâacquisto di case da parte degli sfollati di Niscemi. âDiciamo no alle strumentalizzazioni politicheâ, sottolinea la Cgil âma Ăš unâevidenza- aggiunge che la fragilitĂ del territorio siciliano deriva anche dalla deficitaria gestione dei fondi contro il dissesto idrogeologico da parte di strutture commissariali inadeguate, che tra scandali, inchieste delle varie procure e operazioni clientelari hanno lasciato non spese negli ultimi 9 anni 690 milioniâ. Questo Ăš accaduto in Sicilia âdove sono a rischio dissesto e frane 330 comuni, 70 dei quali a rischio elevato e dove negli anni gli allarmi non sono mancati, innanzitutto per Niscemi, ma sono stati sistematicamente ignoratiâ. Si Ăš continuato ad operare come se il rischio non esistesse. Nel ’95, ad esempio, secondo quanto riferisce un abitante di Niscemi, furono abbattuti nell’attuale zona rossa alberi, il cui ruolo contro frane e smottamenti Ăš noto, per fare posto a una terrazza Belvedere. Per guardare al futuro, âla si smetta col cercare altrove le responsabilitĂ â dice Mannino- e i governi nazionale e regionale si assumano in pieno le proprieâ. Secondo il sindacato occorre partire dallâentitĂ dei danni, stimati in 1,7 miliardi, ai quali si aggiungono i 600 milioni del territorio di Niscemi. Stanziare dunque le risorse che servono reperendo per lâemergenza e per un piano straordinario di messa in sicurezza e tutela del territorio e mitigazione degli effetti del cambiamento climatico risorse tra il Fsc, il Fesr, il Pac, programmi europei come il Life e anche riprogrammando su questo i fondi della regione, 1,3 miliardi, messi sul ponte sullo Stretto i cui lavori in ogni caso non partirebbero prima del 2027. Il documento della Cgil fa una stima dettagliata degli stanzianti necessari.


