CHE FARA’ LANDINI ?
Ho seguito con particolare attenzione le discussioni sulla grande parata organizzata da Maurizio Landini a Roma, nel corso della quale ha spiegato il suo programma, usando anche toni polemici nei confronti del Partito democratico al quale, penso, ancora appartenga.
Non ho ben compreso se la sua strategia mirasse a sollecitare un’unione più seria delle forze della sinistra o, come possibile, la creazione di un nuovo partito.
La sinistra è maestra di scissioni fin da quando la prima dell’era democratica fu quella operata da Saragat con la creazione del Partito socialdemocratico, in polemica e in rottura con il cosiddetto Blocco del Popolo, che elettoralmente metteva insieme il Partito Comunista di Togliatti, il Partito Socialista di Nenni ed il Partito d’Azione di Parri.
Il recente discorso di Landini mi ha fatto ricordare che una volta, esattamente il 7 aprile 2015, avevo scritto una nota pubblicata sul giornale on line Start News inserita alla pagina 257 del mio primo volume di Cronaca e riflessioni sulla politica italiana, che preferisco trascrivere integralmente.
Da un po’ di tempo assistiamo ad una continua sovraesposizione mediatica di Maurizio Landini, Segretario Generale della FIOM, sindacato dei metalmeccanici della CGIL, il quale in netta contrapposizione con le decisioni prese dagli organi del P.D., partito al quale appartiene, usa espressioni offensive non solo sul piano politico nei confronti delle decisioni legittimamente deliberate dagli organismi del suo partito, ma altrettanto offensive sul piano personale nei confronti del Presidente del Consiglio- Segretario Nazionale del suo partito, dal momento che le due cariche sono coperte dalla stessa persona.
Landini, dal momento in cui perse in malo modo il confronto con l’Amministratore delegato. della FIAT Sergio Marchionne, in occasione dell’ormai famoso referendum dei lavoratori FIAT, in polemica anche con le posizioni ufficiali della CGIL si sta servendo della sovraesposizione mediatica accordatagli da tutti i media, iniziando il suo percorso verso un impegno diretto in politica.
Ha ideato la “coalizione sociale”, del tipo di quella che in Grecia ha portato al successo Tsipras, nella speranza di poter meglio opporsi e condizionare, sia nel partito che nel Governo, il suo nemico Renzi.
È ormai quasi certo che Landini, servendosi anche del suo sindacato e con l’aiuto di elementi della minoranza del P.D., forse tenterà questa nuova esperienza.
L’Italia e gli italiani non sono la Grecia, un’ulteriore frammentazione delle rappresentanze politiche non pagherebbe, così come non pagò l’ingloriosa discesa in politica di Ingroia.”
Sono trascorsi solamente quasi dieci anni, da Segretario della FIOM é diventato Segretario Generale
della CGIL, ma Landini non cambia.
angiolo alerci


